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Economy

Energie alternative, tempo di concretezza sul fronte idrogeno

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Case automobilistiche, attività produttive, industrie aeromobili si avvicinano sempre di più a questa nuova fonte alternativa. La Finanziaria stanzia risorse, ad Arezzo è stato inaugurato il primo idrogenodotto al mondo. Intanto, nel Milanese è nata la prima azienda italiana che ha come core-business la diffusione delle tecnologie legate all’idrogeno

Per la prima volta nella storia un aereo ha solcato i cieli alimentato da un sistema ibrido di celle a combustibile e, in contemporanea, tutte le principali case automobilistiche, Honda in testa, hanno sviluppato una road map per l’idrogeno. Se da una parte Mercedes Benz ha annunciato l’avvio di una piccola produzione industriale nel 2010, Bmw ha già presentato sul mercato la prima Bmw Hydrogen 7 a doppia alimentazione idrogeno e benzina, con un’autonomia di guida di 700 chilometri di cui oltre 200 in modalità a idrogeno. E ad Arezzo è stato inaugurato il primo idrogenodotto al mondo realizzato in area urbana che si snoda attraverso un percorso sotterraneo profondo circa un metro e 20 centimetri, e sarà in grado di portare idrogeno puro alle ditte orafe della zona. L’idrogeno si fa strada anche in Italia, ancora di più dopo l’impennata costante dei costi del petrolio. Nella Finanziaria 2008 sono stati stanziati 10 milioni di euro per l’avvio al Ministero dell’Ambiente della Piattaforma tecnologica per lo sviluppo dell’idrogeno e delle celle combustibili e sono stati aperti progetti dedicati alla crescita del settore. Sull’onda di un’innovazione che punta a cambiare abitudini e a migliorare la qualità dell’ambiente sono nate imprese, società tra cui Hydro2Power Srl, la prima azienda italiana completamente focalizzata sulla diffusione delle tecnologie idrogeno e fuel-cell, nata nel 2003 grazie a un bando a sostegno della creazione di nuove imprese. Dapprima situata presso l’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano, l’azienda si è successivamente spostata a Vaprio d’Adda. “Abbiamo partecipato con la nostra idea a un progetto che voleva lanciare l’idrogeno legato all’uso delle fonti rinnovabili – spiega l’amministratore delegato Marco Levi -. L’idea è nata sulla base dell’esperienza fatta nel mio precedente lavoro sulla tematica dell’economia ambientale con l’obiettivo di far avvicinare aziende e persone ai vantaggi e agli sbocchi dell’idrogeno e favorire la creazione della rete infrastrutturale necessaria allo sviluppo della nuova era energetica sostenibile”. Nel corso della sua breve storia Hydro- 2Power ha già ricevuto diversi riconoscimenti: nel 2003, oltre ad aver vinto il bando per il sostegno alla creazione di nuove imprese innovative, è stata tra i vincitori del premio Start-Cup, concorso per l’innovazione tecnologica indetto dal Politecnico Innovazione e Acceleratore d’Impresa; nel 2005 è stata inoltre tra i vincitori del bando di finanziamento a supporto dei processi di Brevettazione Europea nell’ambito del concorso della Provincia di Milano. L’azienda punta sulla progettazione, produzione, installazione e vendita di applicazioni fuel-cell ad idrogeno, engineering di soluzioni prototipali, attività formative e informative; inoltre realizza o commercializza in esclusiva italiana diverse tipologie di prodotti quali: H-racer, la più piccola auto e il primo modellino in scala di vettura con fuel-cell idrogeno mai commercializzata, produce acqua come unico scarto e avanza grazie alla corrente continua a bassissima tensione prodotta dalla fuel-cell e si pone come l’esatta riproduzione dei veicoli del futuro in scala miniaturizzata. Un altro prodotto innovativo è il Rew-Power, ovvero la prima fuel-cell reversibile ad idrogeno completamente fatta in Italia. Il fatturato della società è passato dai 3mila euro del 2004, ai 30mila del 2005 fi no a superare la quota di 60mila euro nel 2006 e i 140.000 nel 2007. Il mercato dell’azienda ha inoltre varcato i confini nazionali ed europei arrivando a vendere alcuni prodotti in Giappone. “L’idrogeno ha avuto un notevole sviluppo negli ultimi anni, a partire dal 2006 – prosegue Marco Levi -. In generale c’è stato un cambiamento netto verso tutte le fonti rinnovabili probabilmente a causa di uno spostamento di interessi del mondo politico – economico – culturale. Al momento stiamo lavorando molto per l’installazione di sistemi fuel-cell ad idrogeno per la generazione in loco di energia elettrica in grado di soddisfare ogni tipo di utenza dai pochi Watt a decine di kilo- Watt, soprattutto per abitazioni private, remote, banche e sistemi di sorveglianza in generale. Una delle nostre ultime proposte si chiama HYnONE, la tecnologia ad idrogeno ottenuto per elettrolisi ad alta effi cienza tutto in un unico “pacchetto completo” con stoccaggio in idruri metallici a bassa pressione e fuel-cell ad elevata efficienza e facilità di utilizzo”. L’azienda è impegnata su due fronti spaziando dalla formazione all’attività vera e propria di engineering. Accanto ad una formazione continua rivolta a privati, giovani e aziende per diffondere l’utilizzo dell’idrogeno, Hydro2Power lavora per la realizzazione di nuovi prodotti alimentata con tecnologie a fuel-cell sino alla progettazione e installazione di sistemi chiavi in mano. Il portale Internet www.hydro2power.it, realizzato nel 2004, permette all’azienda di farsi conoscere in tutto il mondo, off rendo a clienti e aziende un costante aggiornamento sul mondo dell’idrogeno oltre a servizi B2B. Accanto a questo, è stata realizzata la piattaforma www.h2planet.eu, ergo un megastore virtuale in cui è possibile conoscere ed acquistare i prodotti innovativi. “Veniamo contattati da importanti aziende sia nazionali che internazionali – prosegue l’amministratore delegato – perché forniamo soluzioni complete subito utilizzabili, con rapidità, competenza specialistica e una forte passione. Le prospettive future sono positive. Per alcuni settori quali i motori e l’automazione le difficoltà sono ancora numerose a causa dei costi alti delle infrastrutture a cui si aggiungono le non meno importanti barriere tecnologiche che possono essere comunque superate. È un circolo vizioso che speriamo nel tempo possa chiudersi lasciando spazio a queste nuove frontiere”.  

Idrogeno come vettore energetico rinnovabile
L’idrogeno, al pari di benzina ed elettricità, è un “vettore di energia” e non una fonte energetica. Oggi la gran parte della produzione globale dell’idrogeno quale gas industriale, deriva da fonti tradizionali con contenuto di carbonio (gas naturale, petrolio e carbone) per oltre il 90%. Con l’esaurirsi di queste risorse e il contemporaneo sorgere di problematiche ambientali e climatiche sono da preferire metodi di produzione a idrogeno che facciano uso di fonti rinnovabili senza emissioni di CO2. Oggi l’elettrolisi (scissione dell’acqua in idrogeno e ossigeno) è il metodo con cui si può produrre idrogeno da fonti rinnovabili accoppiando tale fonti con elettrolizzatori di diversa tipologia, ovvero dispositivi in grado di scindere l’acqua nei suoi componenti gassosi (idrogeno e ossigeno). Oggi si tende ad associare all’idrogeno l’uso delle fuel-cell che però per costi (4mila-5mila euro/Kilowatt) e ostacoli tecnici (vita operativa limitata) risultano di difficile approcciabilità economica. Una fuel-cell trasforma l’energia dell’idrogeno direttamente in corrente elettrica senza emissioni nocive al di fuori dell’acqua e per questo motivo ha rendimenti nella trasformazione dell’energia chimica del combustibile (preferibilmente idrogeno) normalmente del 50% sino, potenzialmente, al 70-80%. 

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