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Economy

Il business delle stelle

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In Lombardia oltre 200 imprese nel settore aerospaziale. Crescono gli investimenti con previsioni di ritorno pari a 5 volte il capitale iniziale

Ogni euro investito in Italia nel settore aerospaziale ha un fattore moltiplicativo pari a cinque. È quanto emerge da uno studio avviato dall’Agenzia Spaziale Italiana secondo cui il distretto spaziale sta creando opportunità importanti per le aziende lombarde e nazionali. Secondo i dati dell’Ufficio Studi dell’Unione Industriali infatti, in tutta la Lombardia si parla di 207 imprese presenti nel settore per quasi 12.300 addetti. Nel solo aprile 2007 nella parte alta della filiera ci sono state 720 assunzioni, il 35% delle quali ha coinvolto persone laureate.

A livello regionale, per il settore aerospaziale, secondo i dati dell’Asi si può parlare di un fatturato di circa 5 miliardi di euro. “Lombardia, Veneto, Toscana e Piemonte sono le regioni che hanno sicuramente un maggior impatto nel campo aerospaziale – spiega il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giovanni Bignami -. Stiamo facendo uno studio ipotizzando di mettere un euro alla base di una piramide, che simboleggia l’attività spaziale, per ottenere alla fi ne cinque euro, segno di un investimento quintuplicato. Negli Usa l’investimento nel settore aerospaziale viene moltiplicato per 12, in Europa per 7. Nei confronti di altre realtà l’Italia sta andando a rilento ma le opportunità crescono”. Ogni anno l’Asi mette a disposizione un budget di 700 milioni di euro, di cui metà investiti in Europa e metà in Italia. Il contributo italiano complessivo al budget europeo è di 343milioni ed è terzo dopo Francia e Germania. “Il 40% delle risorse – precisa Bignami – viene destinato ai centri di ricerca e alle università, il resto è destinato alle aziende con la possibilità che l’investimento venga quintuplicato. Recentemente sono usciti tre diversi bandi rivolti alle Piccole Medie Imprese del territorio nazionale, rispettivamente di 100, 60 e 40 milioni di euro e riferiti a progetti per costruzione di satelliti e innovazione tecnologica. Abbiamo già avuto una risposta da 300 aziende”. L’Agenzia Spaziale Italiana è un ente pubblico nazionale, che dipende dal Ministero dell’Università e della Ricerca e opera in collaborazione con diversi altri dicasteri, in particolare il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero delle Comunicazioni. “Come Asi chiediamo alle imprese di produrre dei prototipi che nessuno ha mai fatto prima – spiega Giovanni Bignami -. Chiediamo grandi idee e progetti specifici al tessuto economico nazionale utilizzando risorse pubbliche. I nostri riferimenti sono soprattutto le realtà medie e piccole, quelle che producono componenti specifiche, hardware e software, ecc”. Tra gli interventi più importanti, portati a termine da ASI e completamente “Made in Italy” nel 2007, si ricordano i lanci satellitari AGILE, piccola missione per lo studio delle emissioni cosmiche di raggi X e raggi gamma, partita il 23 aprile dall’India. Poi, a giugno, al primo satellite della costellazione Cosmo Sky-Med, un innovativo sistema duale (civile/militare) per l’osservazione della superficie terrestre. Anche il modulo spaziale europeo Columbus, realizzato per Esa e andato in orbita nel febbraio scorso è nato ed è stato concepito per almeno il 50% dall’Italia; A dare il proprio contributo alla nascita del laboratorio spaziale che avrà vita per circa dieci anni, sono state tre aziende italiane, ognuna con compiti diversi: la torinese “Thales Alenia Space”, la napoletana “Telespazio” e la lombarda “Carlo Gavazzi Space” che ha realizzato gli alimentatori degli strumenti interni alla capsula pressurizzata e il laboratorio Eutef, una piattaforma meccanica che ospita nove strumenti per esperimenti scientifici e tecnologici in assenza di gravità e montata all’esterno del Columbus. “Credo profondamente nel settore aerospaziale – prosegue il presidente Bignami -. In Italia ma soprattutto in Europa stiamo assistendo ad un aumento degli investimenti. Prendiamo il progetto Galileo per cui sono stati investiti complessivamente 3 miliardi di euro, in parte grazie al finanziamento pubblico”. Il progetto Galileo è un sistema di navigazione satellitare civile sviluppato in Europa come alternativa al Global Positioning System, controllato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. La sua entrata in servizio è prevista per il 2013 e conterà su 30 satelliti orbitanti su 3 piani inclinati sull’equatore a una quota di 24mila chilometri. Dopo Galileo i prossimi progetti importanti sono Simbol X e GMES: “Il progetto Simbol X è stato sviluppato in collaborazione con la Francia – conclude Bignami -. Si tratta di telescopio di nuova generazione operante nella banda dello spettro di alta energia, dispone di un unico strumento in grado di coprire sia la banda spettrale dei raggi X di bassa energia che i raggi X di elevata energia e i raggi gamma di energia minore. Il secondo è il GMES”. Quest’ultimo rappresenta la più importante iniziativa nell’ambito della politica spaziale europea dopo il programma Galileo che mira a incrementare le capacità dell’informazione geospaziale a supporto della politica ambientale dell’Europa e di altre politiche rilevanti per la sicurezza dei cittadini europei.  

Lombardia, leader nel settore aerospaziale


Il settore aerospaziale è ritenuto strategico a livello europeo, un vero e proprio laboratorio tecnologico e innovativo per molte aziende del territorio. Impiega complessivamente, a livello europeo, 30mila lavoratori qualificati e distribuiti su 2mila aziende. Nella sola Lombardia è presente quasi il 30% delle attività nazionali del settore. A dirlo è una ricerca condotta da Marco Lovera, professore associato del Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano, nell’ambito del progetto MATEO, un progetto europeo che si è occupato, a livello interregionale, di problemi legati alla stimolazione dell’innovazione tecnologica, come strumento chiave per sostenere lo sviluppo delle regioni europee attraverso la collaborazione tra Catalogna, Nord Brabante, Lombardia e Boemia Sud-Occidentale. “Come ha confermato di recente anche uno studio dell’Unione Industriali di Varese, la Lombardia è la regione italiana più attiva nel settore aerospaziale – spiega Lovera -. Le attività industriali legate al mondo aerospaziale sono concentrate principalmente nelle aree di Milano e di Varese. In particolare, nella nostra regione si combinano una significativa presenza dal punto di vista industriale e una realtà di grande valore per quanto riguarda la ricerca scientifica e tecnologica. Si può affermare quindi che il capitale umano, tecnologico, scientifico e industriale disponibile nella nostra regione è unico nel panorama nazionale e di assoluta eccellenza. Sia dal punto di vista industriale che accademico, si trovano diverse attività in campo spaziale e in campo aeronautico. Proprio per queste ragioni sono in atto alcune iniziative che mirano a promuovere la creazione di un vero e proprio Distretto Aerospaziale sul territorio lombardo”. Le attività di ricerca e sviluppo legate al settore aerospaziale presentano importanti ricadute, dirette e indirette, nella vita quotidiana e in altri settori produttivi. Ad oggi, i settori ritenuti strategici in Lombardia e in perfetta sinergia con il settore aerospaziale, sono l’ICT e i materiali avanzati: “Uno dei campi più importanti è senza ombra di dubbio la ricerca sui materiali – prosegue Lovera. Ad esempio, le applicazioni spaziali richiedono l’uso di materiali speciali in grado di resistere a temperature estreme, al vuoto e alle radiazioni. Nel corso di decenni sono stati sviluppati nel campo spaziale materiali innovativi che oggi usiamo anche nella vita di tutti i giorni. Un altro esempio sono le importanti ricadute nel settore tecnologico dell’automazione; i sistemi spaziali infatti devono essere dotati di un elevato grado di autonomia e molte delle tecnologie più innovative nel campo dei sistemi di controllo automatici vengono sviluppate e sperimentate, prima che altrove, nel campo spaziale. È anche interessante osservare come il settore sia aperto a sviluppi tecnologici di ogni provenienza: l’ESA, Agenzia Spaziale Europea, finanzia un programma per il trasferimento tecnologico verso lo spazio, volto a compensare qualche occasionale eccesso di conservatorismo nell’industria del settore”. 

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