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Personaggi

La multinazionale della solidarietà

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Oltre 1,2 milioni di soci nel mondo e una rete di 32.600 Club: alla scoperta dell’universo Rotary con l’intervista ad Andrea Oddi, Governatore del distretto 2040 – Milano Sud Ovest

“Proseguire nell’impegno con sempre rinnovato entusiasmo e consapevole fiducia nelle enormi potenzialità proprie della nostra associazione, costituita da eccellenti professionisti che si pongono quale fi ne unico e ultimo quello di favorire la crescita e il progresso civile e la pace tra i popoli”. Con queste parole il Governatore del Distretto 2040 Rotary International Andrea Oddi stigmatizza il senso di appartenenza e di amicizia, vera forza di ogni Club, basilare nelle relazioni, linfa di ogni progetto e di un futuro ancorato su azioni concrete e condivise. Uno dei “pilastri” della tradizione Rotariana poggia, infatti, sui rapporti personali e professionali coltivati, soprattutto, attraverso la vita associativa ed in particolare nel corso degli incontri settimanali che alimentano e favoriscono lo scambio di conoscenze tra Soci, spesso accompagnati da familiari e amici, che rappresentano uno spaccato della più ampia gamma delle realtà economiche e professionali. La presenza di circa 33mila Club in più di 160 Paesi nel Mondo, inoltre, consente ai Soci di approfondire le conoscenze degli scenari internazionali mirate alle problematiche di carattere umanitario specificatamente orientate a sostenere progetti concreti sul fronte del diritto alla salute, della lotta alla fame, alla povertà e all’analfabetismo, della tutela dell’ambiente a favore di uno sviluppo sostenibile. Essere Rotariano significa servire cause umanitarie, partecipando direttamente ad iniziative di carattere locale o internazionale, contribuendo alla crescita e allo sviluppo della comunità in cui si opera e al miglioramento, quindi, delle condizioni di vita nel Mondo.

Governatore Andrea Oddi, quando e per quali motivi è nato il Rotary International?
Nasce il 23 febbraio 1905 negli Stati Uniti a Chicago, per iniziativa di un giovane avvocato Paul Harris che attraverso questa iniziativa confidava di mantenere sempre vivo, insieme ad un gruppo di professionisti, quello spirito di sincera amicizia che allora caratterizzava la vita nelle piccole città americane dove lui aveva vissuto da ragazzo. Da subito si caratterizza come Associazione apolitica e aperta a tutte le razze, culture e religioni, e fonda la sostanza del proprio esistere e del proprio essere sulla possibilità e l’opportunità di sviluppare sempre nuovi rapporti di amicizia e conoscenza che rimangono tuttora i punti cardine dell’affiliazione per sostenere azioni e progetti per favorire lo sviluppo dei popoli meno emancipati. L’affiatamento tra i Soci, fondamentale volano nella vita di ogni Club, è reso possibile e alimentato dalla intensa vita associativa, dalla partecipazione a progetti e iniziative di volontariato e dai viaggi frequenti, che permettono di allacciare contatti nella gran parte delle città del Pianeta: un patrimonio di inestimabile valore. Il nome Rotary è proderivato, invece, dalla consuetudine iniziale di riunirsi “a rotazione” negli uffici dove i Soci svolgevano le abituali attività professionale.

Come si struttura oggi questa complessa Associazione presente e operativa in larga parte del Mondo?
 “Rotary International è governato da un Consiglio centrale, Board of Directors, composto da 17 Rotariani di vari Paesi del Mondo. L’Amministrazione compete alla Segreteria generale, operativa attraverso gli Uffici centrali di Evanston, un sobborgo di Chicago, e sette Uffi ci internazionali con sedi in Argentina, Australia, Brasile, Corea del Sud, Giappone, India e Svizzera. L’Europa e l’Africa dipendono da quest’ultimo ufficio, mentre i Distretti e i Club delle Isole Britanniche sono amministrati dal Rotary in Gran Bretagna e Irlanda (RIBI)”.

 Impegno personale, dedizione, amicizia, una struttura organizzata efficiente ed efficace, e cos’altro? “Certamente alla base di tutto ciò deve esserci lo spiccato senso civico di ognuno di noi, costantemente alimentato da informazioni e aggiornamenti di alto livello e indiscussa qualità che ci derivano proprio dalla nostra rete strutturata a livello locale, nazionale ed internazionale. Inoltre, nell’azione di ogni Rotariano sono centrali i giovani e la famiglia. Infatti, il Rotary International anima e gestisce uno dei programmi più ambiziosi di scambi culturali e di borse di studio nel Mondo, off rendo ai ragazzi opportunità di crescita e apertura culturale, coinvolgendo in tali progetti anche i familiari dei soci”.

Entrando nel vivo delle linee programmatiche che caratterizzano l’attualità e guideranno gli sviluppi di un futuro prossimo, il Governatore Andrea Oddi cita come prioritaria l’esigenza di innovare: “Il Rotary – dice – deve essere capace di rinnovarsi senza peraltro tradire i valori ai quali da sempre si ispira; ciò per rapportarsi con il necessario dinamismo alle esigenze provenienti dagli ambiti esterni con i quali interagisce e si confronta, al fine di percepirne anche i bisogni inespressi, anticipando o favorendo la realizzazione delle soluzioni ai problemi più urgenti.” In particolare, riferendosi alle attività svolte dai diversi Club non lesina gli apprezzamenti per gli obiettivi ampiamente raggiunti, sia in termini quantitativi che qualitativi e per l’efficiente organizzazione, oltre che per l’ampia partecipazione dei soci alla vita e alle diverse attività in corso. Poi, passa ad illustrare le altre novità ritenute necessarie, e tra queste, l’esigenza di comunicare secondo modalità sempre più capillari, per raggiungere un pubblico sempre più ampio. “È necessario presentarci in modo semplice e chiaro – spiega il Governatore – per divulgare contenuti anche complessi, che richiedono grande attenzione e gradi di approfondimento, ma che devono raggiungere la collettività, per condividere progetti, obiettivi e strategie tutti orientati a sostenere lo sviluppo di un Mondo sempre più progredito e socialmente sostenibile.” Alla base di tutto, appare evidente, vi è il rispetto pieno dell’etica su cui deve fondare ogni azione professionale e umanitaria e tale impegno deve rispondere alla cosiddetta “Prova delle quattro domande” che ogni Rotariano applica nella propria attività: “Ciò che penso, dico o faccio risponde alla verità? È giusto per tutti gli interessati? Darà vita a buona volontà e a migliori rapporti di amicizia? Sarà vantaggioso per tutti gli interessati? “Si tratta di una formula semplice che ben rappresenta lo spirito che ci anima – commenta il Governatore Oddi – e che non potrebbe essere diverso, visto che rappresentiamo un’Associazione di professionisti, dirigenti, operatori del mondo economico e fi nanziario, donne e uomini di indubbie capacità, che hanno deciso di dare il meglio di sé in ogni realtà, anche al di fuori dell’ambito lavorativo, per partecipare all’ambizioso progetto della costruzione di un futuro sempre migliore.” Il “braccio fi lantropico” del Rotary International è costituito dalla Rotary Foundation, che mette a disposizione dei Club i fondi necessari per intraprendere iniziative umanitarie e sostiene vari programmi di scambio interculturale. Grazie alla generosità dei Rotariani, la Fondazione è in grado di destinare ogni anno milioni di dollari a progetti intrapresi dai Distretti e dai Club, sia a livello locale che internazionale; inoltre gestisce il più ricco proderivato, gramma formativo nel Mondo attraverso borse di studio sostenute con fondi privati. E perché ciò si realizzi in concreto è necessario anche un continuo miglioramento interno; pur enfatizzando i fondamentali elementi di forza, infatti, il Governatore non manca di registrare anche alcuni aspetti di fragilità “ai quali è necessario prestare particolare attenzione, per evitare il rischio che si trasformino in potenziali criticità” e, comunque, per tendere ad un innalzamento costante e continuo della qualità delle attività. Tra questi fattori vi è la media dell’età anagrafi ca dei soci (in Italia, solo il 31% è al di sotto dei 59 anni), la scarsa presenza femminile (solo il 6% quando nel mondo raggiunge il 12%), un certo rilassamento che in alcuni casi provoca una scarsa motivazione. “Il Rotary – precisa il Governatore Oddi – è una multinazionale e tale accostamento non deve stupire. Infatti, complessivamente siamo oltre 1,2 milioni di soci nel Mondo, rappresentati da 32.600 Club, 529 Distretti e 34 zone. Quindi dobbiamo essere – per ciò che rappresentiamo in termini numerici – una organizzazione dinamica, efficiente ed efficace, innovativa nella progettualità e nella capacità di rapportarsi al territorio con il quale si relaziona e alle sue specificità, per anticiparne i bisogni e poter pianificare azioni concrete e declinate sulle reali aspettative delle fasce più deboli. Per far questo è necessario adottare metodologie pragmatiche, fondate su alcuni elementi basilari: leadership, impegno, competenza, passione, risorse finanziare, amicizia; ed elaborare una strategia ispirata da: visione (dobbiamo essere capaci di anticipare le esigenze della collettività per poter servire e supportare adeguatamente lo sviluppo), semplificazione (siamo troppo rigidi e burocratici), proattività (non basta comprendere i bisogni del territorio, dobbiamo andare incontro alle diverse necessità per superarle insieme), coinvolgimento ( trasmettere entusiasmo recuperando la partecipazione anche dei soci disaffezionati), capacità di progettare nuove iniziative di vasta scala (pensare in grande, lavorando in gruppo anche tra zone), solidità finanziaria, raccolta fondi (ricerca di sponsor qualificati a supporto di progetti che abbiano ricadute di visibilità). Tutto ciò presuppone un nuovo “modo di fare”, un metodo che in parte è già supportato da cinque nuove Commissioni istituite proprio per operare il tal senso sul fronte della progettualità, della comunicazione e delle relazioni esterne”. Un futuro, dunque, in continuo e costante movimento all’insegna di un’evoluzione che sarà in grado di trasformare in azioni concrete visioni illuminate. “Il nostro impegno è di migliorare le condizioni e la qualità di vita dei popoli; perché ciò si compia il Rotary International deve realisticamente orientarsi all’elaborazione, al supporto e alla promozione pragmatica di progetti sostenibili, che dovranno essere opportunamente comunicati e divulgati in modo capillare, affinché le azioni possano essere conosciute negli ambiti istituzionali più diversi e negli strati più larghi delle popolazioni. In buona sostanza, dunque, non dovrà più essere un Rotary “sottotraccia”, ma “visibile” e soprattutto animato da grande dinamismo e capacità innovativa, per interpretare appieno, nella “buona pratica quotidiana”, il motto del Presidente Internazionale Wilfred J. “Wilf” Wilkinson secondo cui “il Rotary è condivisione”.

 

La carriera
Nato a Genova, 63 anni fa, coniugato e padre di un figlio. Ingegnere meccanico nucleare, ha partecipato alla progettazione della Centrale Nucleare di Caorso in Ansaldo Nucleare/ General Eletric; in seguito ha lavorato alcuni anni nel Gruppo Mannesmann e poi 10 anni nel Gruppo Pirelli prima in qualità di Amministratore Delegato della Solari di Udine e successivamente come Direttore nel Gruppo Sistemi Optoelettronici. Negli ultimi 15 anni ha svolto un’attività di consulenza nel campo organizzazione/risorse umane di cui 9 quale Partner di KPMG. Attualmente è Senior Advisor nel Fondo di Private Equity Argos Soditic che opera in italia, Svizzera e Francia. È Presidente di due Società e membro del Consiglio di Amministrazione di altre tre. È sportivo e pratica sci, tennis e golf. Profilo Rotariano Socio del Rotary Club di Milano Sud Ovest dal 1986. Segretario, Consigliere e Presidente del Club nel 2001-2002. Responsabile della Raccolta fondi annuale Rotary Foundation per il Distretto 2040 nel triennio 1997-1999. Segretario distrettuale nel 1993-1994 e nel 1999 – 2000. Capo Gruppo del Gruppo Milano 1 nel triennio 1994- 1997. Assistente del Governatore per il Gruppo Milano 3 nel 2002 – 2005. 

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