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Economy

Manifatturiero, la media impresa fa grandi risultati

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Oltre 1.200 aziende, il 31% del totale nazionale: fatturato superiore ai 43 miliardi e 159 mila addetti

Oltre 43 miliardi di fatturato, 10 miliardi di valore aggiunto, 817 milioni di utili, 159.000 addetti, un terzo del fatturato dall’export che cresce del 71,5% in dieci anni. Sono questi alcuni numeri del sistema delle medie imprese manifatturiere lombarde emersi dalla ricerca sulle medie imprese industriali in Lombardia, realizzata da Unioncamere e Mediobanca. Le medie imprese manifatturiere lombarde si sviluppano come consolidamento e crescita delle imprese minori e complessivamente rappresentano il 14% circa del valore aggiunto dell’industria manifatturiera a livello nazionale. In Lombardia sono presenti 1.266 imprese che rappresentano il 31% del totale nazionale. L’indagine copre l’universo delle medie imprese manifatturiere italiane definite nella classe 50-499 dipendenti e 13-290 milioni di euro di fatturato; con l’ultimo censimento, sono state individuate 3.984 società che assicurano il 14% della produzione manifatturiera italiana in valore, percentuale che sale al 22% considerando l’indotto; la maggiore concentrazione di imprese è in Lombardia dove hanno sede il 74,9% delle imprese manifatturiere di medie dimensioni del nordovest e il 31% di quelle italiane. Le medie imprese manifatturiere in Lombardia nel 2005 erano 1.266 per un fatturato di 42,7 miliardi di euro, un valore aggiunto pari a 10,1 miliardi di euro e utili per 817 milioni di euro. Il 35,6% del fatturato (pari a oltre 15 miliardi di euro) è realizzato all’estero e il settore complessivamente occupa 159.000 addetti. I settori in cui operano sono principalmente la meccanica (31,7% del totale), i beni per la persona e la casa (18,9%), la siderurgia (15,7%), la chimica (13,7%) e l’alimentare (11,6%). I profitti delle medie imprese lombarde, dopo aver toccato il minimo nell’esercizio 2003 sono tornati a salire e nel 2005 la percentuale sul fatturato è stata dell’1,9%, superiore all’1,7% italiano. Tra il 1996 e il 2005 il fatturato delle medie imprese lombarde è cresciuto del 53,1%, (58% a livello nazionale). Cresce soprattutto il fatturato export, +71,5% (47,2% Italia), e in Lombardia è di segno positivo anche la crescita dei dipendenti con +14,5% in dieci anni. Positivo anche l’andamento del valore aggiunto che per le imprese medie del settore manifatturiero in Lombardia segna +37,1% (41,6% in Italia) e si concentra per oltre il 50% nei settori del made in Italy, sebbene tale percentuale sia inferiore rispetto al dato nazionale (62%). Le medie imprese lombarde, in termini di valore aggiunto, si concentrano invece nella meccanica (37,2%) e “negli altri settori” (36%), soprattutto chimica e metalsiderurgia. Minore rispetto al dato nazionale è la percentuale del valore aggiunto nell’alimentare (7,8%) e nei beni per la persona e per la casa (18,8%). I distretti industriali e i sistemi produttivi locali della Lombardia sono rispettivamente 11 e 4, specializzati soprattutto nel tessile, abbigliamento e calzature (in totale 8 tra distretti e SPL) e nel legno e produzione e lavorazioni metalli. Per quanto riguarda i distretti, il fatturato più alto spetta alle medie imprese delle valli bresciane con oltre 5,6 miliardi di euro e 141 imprese nel 2005 (per un fatturato medio annuo superiore a 40 milioni di euro), seguite da quelle del Lecchese metalli con quasi 5 miliardi di euro e 145 imprese (34 milioni di euro di fatturato medio a impresa). Importante la performance delle medie imprese del distretto industriale della Bergamasca-Valcavallina-Oglio/Valseriana dove appena 19 imprese raggiungono un fatturato medio di 34,7 milioni di euro ciascuna (complessivamente oltre il mezzo miliardo di euro). I sistemi produttivi locali lombardi, complessivamente nel 2005 hanno raggiunto un fatturato di oltre 2,1 miliardi di euro, dovuto per il 38% al tessile lecchese, con 830 milioni di euro e 35 medie imprese. È soprattutto il sistema produttivo della Valle dell’Arno, specializzato in produzione e lavorazione dei metalli, a far bene: con appena 16 medie imprese ha fatturato nel 2005 695 milioni di euro (in media 43,4 milioni di euro ad impresa). Sono 413 le medie imprese del settore manifatturiero della provincia di Milano che hanno prodotto nel 2005 quasi 14 miliardi di euro di fatturato per un valore aggiunto che supera i 3,2 miliardi (in entrambi i casi pari al 32% del totale regionale). Il settore manifatturiero delle medie imprese a Milano occupa 48.000 dipendenti ed è attivo soprattutto nel settore della meccanica (31,5%) e della chimica (21,3%). Le medie imprese della provincia di Milano sono inoltre prime in Lombardia per entità di investimenti, 1,5 miliardi di euro tra 2003 e 2005, quasi un terzo degli investimenti di tutte le medie imprese manifatturiere della regione. Le medie imprese manifatturiere nelle province lombarde, escludendo Milano, prime per numero di imprese sono Brescia con 230, Bergamo con 182 e Varese con 103. Per percentuale di fatturato export prima è invece Varese con il 46,1%, seguita da Como (41,2%) e Lecco (38,6%). I settori di attività prevalenti sono la siderurgia a Brescia (35,9%), la meccanica a Bergamo (32,6%), Varese (41,1%), Lodi (35,2%) e Lecco (47,1%), beni per la persona e la casa a Como (44,2%) e Mantova (35,5%), l’alimentare a Cremona (55,3%) e Sondrio (47,2%), la chimica a Pavia (28,2%).

Expo 2015: previsti investimenti per 4,1 miliardi per le imprese milanesi
In vista dell’Expo 2015 le imprese milanesi sono pronte a investire 4,1 miliardi di euro e ad assumere 98.000 tra dipendenti a tempo indeterminato e collaboratori. È quanto emerge dal sondaggio condotto dalla Camera di Commercio di Milano attraverso Iri Infoscan, realizzato con metodo CATI su duecento imprese milanesi nel mese di maggio 2008, e da una stima su dati del registro imprese. Gli investimenti saranno legati soprattutto alla realizzazione, come fornitore, di opere e infrastrutture (65,9%). In vista dell’Expo le imprese chiedono in primis di potenziare i collegamenti tra la città e i punti di interesse (con Malpensa, con il quartiere fieristico Rho-Pero), interventi contro la piccola criminalità locale (furti, scippi), metropolitane, tram e bus, treni più frequenti, aumento dei vigili di quartiere, aumento dei parcheggi, ristrutturazione degli edifici esistenti, aumento delle zone verdi (parchi e alberi diffusi), rendere gratuiti o scontati i servizi di trasporto, potenziamento delle videocamere nei quartieri, creare aree pedonali e rendere le piazze “luoghi da vivere” (es. aiuole, panchine). Le imprese prevedono di partecipare come “fornitori” (66%) a Expo 2015 tramite la realizzazione di opere e infrastrutture destinate ad essere utilizzate anche dopo l’evento. Oltre la metà delle imprese che prevedono un coinvolgimento diretto in Expo, pensa di avere impatti economici compresi nei 50.000 euro. Il coinvolgimento diretto all’Expo 2015 genera nelle imprese la necessità di nuove assunzioni/collaborazioni (77%), quantificate nell’ordine di 2 o 3 persone aggiuntive (50%). Le priorità su cui “lavorare” in vista dell’Expo 2015 sono servizi pubblici/trasporti (74%) e sicurezza (55%). Ancora più forte per alberghi/ristoranti (79%) e in provincia (77%) la sensibilità sui mezzi di trasporto pubblici. La priorità all’interno dell’area dei servizi pubblici/trasporti riguarda essenzialmente (54%) il potenziamento dei collegamenti tra la città e i punti di interesse come quartiere fieristico e Malpensa. Più in generale la richiesta delle imprese, in quest’area, si focalizza sul miglioramento dei trasporti pubblici (più mezzi, più frequenti). In tema sicurezza è la piccola criminalità locale a preoccupare maggiormente le imprese (61%) in relazione a “Expo 2015”. La richiesta di interventi architettonici/immobiliari si concentra sulla esigenza di un make up estetico alla città.

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