close
Focus imprese

Mercato globale e innovazione il modello di successo OMR

omr

Lente d’ingrandimento sul gruppo bresciano Officine Meccaniche Rezzatesi, leader nella produzione di componenti per veicoli e fornitore ufficiale della Ferrari con un fatturato di 450 milioni di euro

Uno sviluppo e una crescita nel segno dell’innovazione e dell’internazionalizzazione che hanno portato l’azienda a raggiungere, nel 2007, un fatturato di 450 milioni di euro con un organico di circa 2mila dipendenti tra Italia e estero. Il Gruppo bresciano Officine Meccaniche Rezzatesi, produttore affermato a livello mondiale di componentistica, che rappresenta ormai il 70% del valore dell’autoveicolo finito, per auto, veicoli industriali, motocicli e mezzi movimento terra e fornitore ufficiale Ferrari, è presente sul territorio nazionale con 7 stabilimenti e altri 4 tra Marocco, Brasile, India e Cina.

Fin dal 1919 Omr e le società del Gruppo, coniugando tecnologia, innovazione e design, hanno saputo diventare leader nel proprio settore. ll settore di attività del Gruppo si ripartisce nel più importante mercato del “primo equipaggiamento” (original equipment, con le unità produttive Omr, Fmb, Mariani, Omr Morocco e Omr componentes automotivos Ltda) e del mercato dei “ricambi” (after market, con Interbrakes, Intercar e Nuovatecnodelta). “Il segreto del successo? Puntare molto sul prodotto, fare innovazione e mantenere i nostri standard nazionali – spiega il presidente del Gruppo Omr, Marco Bonometti – . La nostra azienda è una delle poche presenti sul territorio, in grado di offrire lo stesso tipo di prodotto sia in Italia che all’estero. Oggi infatti siamo riusciti ad avere uno stesso prodotto intercambiabile in tutto il mondo, seguendo l’ampliamento e l’evoluzione dei mercati”. L’internazionalizzazione è infatti uno dei percorsi di successo che Omr, da oltre dieci anni ha deciso di intraprendere. Le mete fino ad oggi raggiunte sono Marocco, Brasile, India e Cina: in Marocco l’azienda produce la stessa tecnologia della casa madre italiana, collettori di aspirazione e scarico, supporti motore e filtro, coperchi teste, montanti, dischi freno e tamburi e montaggio motore e sospensioni; in Brasile gli impianti bresciani producono sottobasamento motore “fire”, supporti filtro, supporti motore e complessivi vari; in Cina è stato avviato uno stabilimento nel settore della fusione in ghisa. Per quanto riguarda l’India, il Gruppo Omr è diventato fornitore di supporti per il motore di Tata Nano, l’auto più economica al mondo (costerà solo 2.500 dollari). “Stiamo sviluppando, insieme a Tata – spiega Bonometti – il motore del piccolo diesel. Cerniera di questo rapporto è stata Fiat, nostro fornitore che ha siglato una join venture con la Tata; eravamo in grado di sviluppare supporti del motore in modo efficace e così ci hanno affidato i loro componenti e ci hanno inserito nella produzione Tata”. Tra i clienti eccellenti, da oltre vent’anni, spicca il rosso del “cavallino di Maranello”, la Ferrari a cui Omr fornisce componenti quali pedaliere, sterzo, cambio e motore: “I primi contatti con la casa Ferrari risalgono al 1980 – prosegue Bonometti -. Nell’arco di poco tempo siamo passati dal fornire pezzi sciolti a sistemi complessi: pedaliera, sterzo, componenti del cambio e motore. Strada facendo siamo diventati sponsor ufficiale della Rossa di Maranello e del pilota Massa. Per rafforzare questo rapporto, alcuni dei nostri tecnici lavorano in maniera fissa nell’ufficio tecnico Ferrari”. Nonostante il mercato italiano stia continuando a dare ottimi risultati, segni positivi arrivano soprattutto sul fronte estero, Brasile in primis. I motivi? Meno burocrazia e una domanda in costante aumento. “Il mercato migliore è sicuramente il Brasile – spiega Bonometti. Il governo brasiliano infatti è riuscito a creare le condizioni di sviluppo in un mercato molto più vicino a noi europei come mentalità. Si sta inoltre allargando la fascia intermedia del cliente che consuma e acquista l’automobile. Abbiamo deciso di puntare anche sul mercato estero, non tanto per comprare prodotti a basso costo ma per produrli per il mercato locale vedendoci una grande opportunità sia per noi che per il Paese stesso. In questo siamo aiutati dal fatto che in Cina, Brasile, India e Marocco ci sia una velocità decisionale nettamente superiore all’Italia e meno burocrazia per l’avvio e la vita di un’attività industriale. In Italia, purtroppo, tutto quanto dovrebbe essere semplice si fa complicato”. India e Cina rappresentano le principali scommesse future: “Siamo presenti su questi due mercati con le nuove tecnologie; stiamo facendo corposi investimenti e creando aziende importanti perché sono le stesse realtà locali a chiedercelo. Inoltre, stiamo portando avanti progetti anche in Italia: si sta lavorando a un nuovo insediamento vicino allo stabilimento di Brescia e ad un altro in Trentino”. L’imponente treno dello sviluppo targato Omr prosegue lungo due binari ben specifici e obbligati nel settore dell’automotive, ricerca e innovazione: “All’interno delle nostre aziende abbiamo un ufficio tecnico che porta avanti questi fondamentali passaggi. Noi acquistiamo le commesse in funzione dello sviluppo e della ricerca che facciamo. Puntiamo sull’innovazione del prodotto e continuamente sul processo perché non dobbiamo solo inventare ma trovare il miglior modo per produrre. Il tutto viene portato avanti nel massimo rispetto ambientale”. Se da una parte l’internazionalizzazione è vista come un’opportunità, una possibilità e una garanzia di fatturato, dall’altra, sul terreno di casa, le partite si fanno sempre più dure causa un “sistema Italia” sempre più lento e complesso: “Il problema grosso dell’Italia è l’inefficienza del sistema che frena e rischia di annullare il nostro essere competitivi. Si vedano i trasporti, il sistema infrastrutturale e la burocrazia: i tempi sono troppo lunghi e di fronte a tali rallentamenti l’impresa resta impotente. Purtroppo c’è poca attenzione al mondo dell’impresa, la gente ha la pancia piena e non si preoccupa di tutto quanto fa da freno al sistema. Non basta più l’individualità delle singole imprese perché una volta che diventano competitive e inventano qualcosa, all’esterno c’è un sistema che rischia di rendere inutile l’impegno. Abbiamo intrapreso la strada dell’internazionalizzazione e questo ci ha fatto capire quanto sia importante seguire i ritmi imposti dal mercato”.  

Una storia lunga 90 anni
Il settore di attività del Gruppo Omr è quello della componentistica per autoveicoli e mezzi di trasporto su gomma (autovetture, veicoli industriali e mezzi di movimento terra) che si ripartisce nel più importante mercato del “primo equipaggiamento” (original equipment, con le unità produttive Omr, Fmb, Mariani, Omr Morocco e Omr componentes automotivos Ltda) e del mercato dei “ricambi” (after market, con Interbrakes, Intercar e Nuovatecnodelta). La società OMR è nata nel 1919 con la ragione sociale “F.lli Tirini” e ha iniziato la propria attività nel settore della costruzione di macchine per la lavorazione del marmo, passando successivamente a produrre impianti per il settore tessile e, durante il periodo bellico, per la difesa. Nel 1955 ha assunto la denominazione Omr Officine Meccaniche Rezzatesi e, nello stesso periodo, trainata dalla presenza di OM (oggi Iveco) la società ha scelto di impegnarsi nella lavorazione per conto terzi di componentistica per il settore dei veicoli industriali. Verso le metà degli anni ‘80 un decisivo sviluppo alla sua crescita viene dai significativi investimenti volti al rinnovamento dei processi con impianti ad elevatissimo contenuto tecnologico. 

Business&Gentlemen

The author Business&Gentlemen