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Economy

“Innovation Valley”

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Servizi innovativi e hi-tech: la Lombardia è in prima linea con una crescita del 22% negli ultimi 5 anni. Oltre 600mila addetti, quarto posto in Europa dietro solo a Baden-Württemberg, Nordrhein-Westfalen e Baviera

Negli ultimi cinque anni, il numero di imprese del settore dei Servizi Innovativi e Tecnologici, è cresciuto del 22%, a fronte di una crescita italiana pari al 4%. Secondo i dati emersi dal Primo Rapporto sugli Indicatori dei Servizi Innovativi e Tecnologici di Assolombarda, tra il 2003 e il 2007, in Italia, si è registrato un forte sviluppo del settore, a fronte di una crescita lenta dell’economia italiana.

Dal punto di vista strutturale il settore ha visto un aumento del 24% dei suoi addetti, del 27% dei dipendenti, un +46% in termini di fatturato, un +50% in termini di valore aggiunto e un aumento del 52% degli investimenti fissi lordi del settore. In termini assoluti il settore dei Servizi Innovativi e Tecnologici conta oggi più di 1milione di imprese che danno lavoro ad oltre 2,5 milioni di addetti; realizzano un giro d’affari pari a 324 miliardi circa; creano un valore aggiunto pari a 143 miliardi circa; investono oltre 24 miliardi all’anno; realizzano una spesa pari quasi a 50 miliardi per il valore intangibile del knowledge, la preparazione, del proprio personale dipendente. Le aree leader, Lombardia, Lazio e Liguria, forniscono una quota tra il 17% e il 19% del totale degli addetti delle rispettive regioni. A livello macroregionale è il Nord-Ovest a rappresentare l’area dove sono concentrati la maggior parte dei servizi innovativi, con una quota pari al 40% di tutti gli addetti del settore. Considerando il valore aggiunto creato dai Servizi Innovativi e Tecnologici in rapporto a quello prodotto da tutte le attività economiche private (agricoltura, industria e servizi) a livello regionale emerge che il Lazio ha la maggiore incidenza (16,8%), seguito dalla Lombardia (12,8%), dove evidentemente il comparto manifatturiero ha un peso ancora molto forte. Per quanto riguarda i settori, la maggior percentuale di fatturato nel 2007, è stata registrata dai servizi integrati agli immobili e alle infrastrutture (19,1%), seguiti dalle telecomunicazioni (18,6%), consulenze (15,5%) e informatica e attività connesse (14%).

Innovazione in Lombardia

In Lombardia sono oltre 610mila le persone impegnate nei settori ad elevata tecnologia e conoscenza, il 14,3% del numero complessivo di occupati nel mondo de lavoro presenti in regione. È questo l’esercito di cervelli su cui la Lombardia può contare. Solo tre regioni in Europa fanno meglio (i tre Lander tedeschi del Baden- Württemberg, del Nordrhein-Westfalen e della Baviera, con più di 1 milione di occupati). Dietro la Lombardia tutte le altre: dall’Ile de France (al 5° posto), alla Catalogna (al 9° posto), al Rhône-Alpes (al 19° posto) e a Londra (al 20° posto). Bene anche il Piemonte (al 14° posto), l’Emilia- Romagna (al 17°) e il Veneto (al 18°). Secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Eurostat relativi all’occupazione nei settori ad elevata tecnologia e conoscenza in 179 regioni europee, il numero è in crescita: nel 2006 l’occupazione nei settori avanzati è cresciuta di quasi 8mila unità rispetto al 2005 (al 35° posto in Europa). Nei soli servizi ad elevata conoscenza in Lombardia lavorano oltre 162mila persone (9° posto in Europa). Prima l’Ile de France (oltre 320mila occupati). Mentre nel settore manifatturiero ad elevata tecnologia sono occupati oltre 448mila persone (4° posto in Europa). Prima regione il Baden-Württemberg (con oltre 900mila occupati).

Il peso dell’export

L’export dei prodotti innovativi è aumentato del 4,1% rispetto allo scorso anno; ha superato i 2,5 miliardi di euro, mentre l’import si è portato ad oltre i 5,7 miliardi. La Lombardia copre, così, il 50,3% dell’interscambio italiano con il mondo. Tra tutte le province lombarde è Milano a sbaragliare la concorrenza con il 70,3% delle esportazioni regionali e con il 40,4% dell’interscambio nazionale. In decisa crescita Lodi che aumenta nell’export del 143,1% in un anno, e Mantova (+104,1). Bene anche Como (+63,7%), si conferma Varese che costituisce il 12,4% dell’export ingegneregionale, +14% dallo scorso anno. Tra le merci innovative lombarde più esportate nel mondo spiccano i prodotti farmaceutici, chimici e botanici per usi medicinali con il 40,6% sul totale delle esportazioni regionali e una lieve crescita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Cresce del 31% nell’ultimo anno il settore degli apparecchi trasmittenti per la radiodiffusione e la televisione e gli apparecchi per la telefonia: costituisce il 14% dell’export lombardo.

Il caso Milano

Secondo una ricerca condotta dalla Camera di Commercio di Milano e l’Università Bocconi, tra le tredici principali aree metropolitane europee Milano è al quarto posto nella classifica dell’innovazione (rispetto al numero di abitanti), precedendo Bruxelles, Londra e Barcellona. Prima Monaco di Baviera. Roma è dodicesima. Rispetto al numero di occu pati, Milano passa al quinto posto (prima Parigi). In particolare, con 72 pubblicazioni scientifi che ogni 1000 abitanti (oltre 90mila in 15 anni) il capoluogo lombardo si posiziona al quarto posto in Europa, anche se scende al sesto nel rapporto pubblicazioni scientifiche – occupati. Rimane al quarto posto anche se consideriamo il numero di domande di brevetto europee (con 2,9 domande ogni 1000 abitanti: il 17% di tutte le domande di brevetto europee italiane tra il 1990 e il 2004): Milano scende al quinto posto se si rapportano le domande di brevetto agli occupati. A metà classifica per il numero di laboratori di ricerca e sviluppo: 156 imprese attive (al sesto posto in Europa). Ma ci sono anche elementi di freno: tra sedici interviste ai rappresentanti delle istituzioni, università e aziende la quasi totalità ha evidenziato il bisogno di un progetto comune in materia di innovazione, guidato dalle istituzioni milanesi. C’è poi il peso decrescente degli iscritti a ingegneria regionale, occupa: -2,7% nel periodo 1998 – 2004 e una riduzione del 2% di architettura e di 1,4% per le discipline matematiche, fisiche e naturali. Ma anche rallenta la natalità di imprese innovative: il terziario avanzato sul totale delle nuove imprese era nel 1996 oltre il 14% e nel 2005 scende all’8%. L’high tech passa dal 28% del 1996 al 21% del 2005. L’Università Statale di Milano (tra i centri di ricerca sia pubblici che privati) rappresenta il principale produttore scientifico del milanese, seguita dall’Istituto Nazionale di Fisica e Matematica. Tra i soli attori industriali, prima la Bracco, seguita da Farmitalia Carlo Erba. 

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