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Il Triennale Design Museum di Milano: l’esposizione-laboratorio dedicata al genio creativo Made in Italy. Una struttura mutante pronta periodicamente a cambiare pelle per promuovere nuovi progetti

Un unico grande museo nato per promuovere e diffondere la conoscenza del design italiano, con riferimento alla dinamica storica della tecnica, della tecnologia e alle prospettive contemporanee e future. Il Triennale Design Museum, inaugurato al pubblico nel dicembre 2007, si pone come un museo-laboratorio, un luogo di ricerca e sperimentazione, un museo mutante, un dispositivo che si mette perennemente in discussione per esplorare nuove strade. 

Il progetto architettonico di restauro del Palazzo, di sistemazione e adeguamento del museo è di Michele De Lucchi. Tutti gli spazi espositivi della Triennale sono stati adeguati agli standard museali internazionali, compresa la climatizzazione del Salone d’Onore. In particolare l’elemento architettonico innovativo di Triennale Design Museum è il suo ingresso attraverso un ponte che permette al museo di essere al contempo all’interno della Triennale e corpo autonomo e visibile nella sua funzione. Per il Triennale Design Museum la Triennale si è avvalsa della cura scientifica di Andrea Branzi. Triennale Design Museum si sviluppa in un’ampia ricerca scientifica che racconta e rappresenta la storia del design italiano attraverso diverse chiavi di lettura, storie, prospettive, approcci e che affronta per la prima edizione del museo il tema “Che cos’è il design italiano?”, da un’idea di Italo Rota con Silvana Annicchiarico e Andrea Branzi. Ogni 12-18 mesi il Museo cambierà pelle, si riprogetterà sulla base di nuovi temi e nuove parole chiave e rimetterà in scena se stesso con un allestimento a sua volta completamente nuovo. I focus già individuati sono, dall’aprile 2009: La legione straniera; l’Editoria del design; i Materiali autarchici; Le gallerie d’arte e di design. La storia del Design Italiano, come è spiegato nel catalogo di presentazione della Triennale, viene presentata attraverso un contributo filmico-architettonico di Peter Greenaway (Ouverture. Fiato alle trombe! 2000 anni di creatività italiana) e di registi italiani che interpretano le ossessioni del design Italiano. In generale i Musei di Design fanno risalire l’origine della loro attività all’inizio della Rivoluzione Industriale, nel XVIII secolo, quando iniziò la produzione di serie e l’uso di tecnologie industriali, da cui sarebbe nato l’industrial design. In realtà, per capire il Design Italiano, occorre anche interpretare le sue radici latine, cristiane o rinascimentali, come parti di un’unica vicenda che serve per spiegare la complessa realtà contemporanea; si tratta di una storia caratterizzata dal permanere di alcune “ossessioni” di natura intellettuale o politica, spesso molto antica. Questo primo allestimento del Museo è dunque organizzato attorno a sette “isole ossessive”: Il Teatro Animista (da Pompei agli oggetti di scena contemporanei); I Grandi Borghesi e la Sacralità del Lusso (come primo fondamento del consenso sociale attorno al Design italiano e alla sua memoria del lusso sacro dei Bizantini); Il Super-Comfort (elaborazione problematica di comodità popolare); La Dinamicità (dai Futuristi alla ricerca di instabilità, velocità, provvisorietà moderna); La democrazia impilabile (alla ricerca di serialità, lavabilità); La Luce dello spirito (lampade, realtà immateriali dal Barocco a oggi); I Grandi Semplici (dai Paleocristiani alla ricerca di archetipi). Al percorso si aggiunge un Teatro Agorà, uno spazio interamente realizzato in legno dove si svolgono dibattiti, convegni, presentazioni, eventi e performance artistiche. Un luogo fisico permanente, ma dai contenuti in continua trasformazione, dove arcaicità e tecnologia si combinano all’interno con legno ottenuto da cedri del Libano, all’esterno con un gioco di specchiature di alluminio e un sistema di illuminazione composto da 52 monitor. Triennale Design Museum si distingue anche per la presenza di un Laboratorio di Restauro. Un centro dedicato alla “memoria della modernità”, ma anche alla sperimentazione di nuove tecnologie. Triennale Design Museum è inoltre il centro della rete dei giacimenti del design di cui l’Italia, e in particolare la Lombardia, è ricco. 

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