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Economy

Lombardia fucina creativa

creativita

Il mercato delle imprese creative vale circa 13 miliardi e il 28,3% del totale export nazionale per i servizi creativi. Moda e design in prima fila, ma anche editoria, cinema e giocattoli

Dalla moda al design, dall’editoria ai prodotti cinematografici e video, ma anche strumenti musicali, giochi e giocattoli, prodotti delle attività di creazione artistica e letteraria: le imprese creative lombarde vanno all’estero ed esportano per un valore di 12 miliardi e 600 milioni di euro al 2007, il 28,3% del totale export nazionale nei settori creativi, con un incremento in due anni dell’11,2%. È quanto emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati Istat al 2007. Tra le province lombarde, Milano è leader del settore con un export pari a circa 5,5 miliardi di euro (il 43,5% del totale export lombardo, +15,2% di crescita in due anni), seguita da Como con un export di oltre 2 miliardi di euro (16,6% dell’export, +8,3%) e Bergamo che esporta per 1,6 miliardi di euro (13,1%, +4,2%). Mentre Pavia è la provincia lombarda che cresce di più dal 2005 al 2007 (+35,7% di crescita), bene anche Milano (+15,2%) e Mantova (+14,4). Ma chi apprezza di più la creatività lombarda? Il mercato europeo comunitario con 6,7 miliardi di euro assorbe oltre la metà dell’export regionale (53,1%, +5,3% in due anni pari a 336 milioni di euro in più), il 17,4%, per un valore di 2,2 miliardi di euro, è invece diretto in altri Paesi europei (tra cui Russia e Turchia) che vantano una tra le più forti crescite in due anni (+40,4%, +630 milioni di euro) insieme all’America centro meri- dionale (+21,8%, 36 milioni di euro in più), Africa settentrionale (+18%, +56 milioni di euro), Medio Oriente (+15,7%, +54 milioni di euro) e Asia centrale (+29,8%, +18 milioni di euro). È soprattutto la moda a far la parte del leone con 8,8 miliardi di euro in esportazioni, rappresentando il 70% dell’export creativo lombardo e segnando un incremento del 9,2% dal 2005 al 2007. Per il solo settore dei mobili, la Lombardia esporta una quota pari a 2 miliardi e 262 milioni di euro (al quarto trimestre 2007), crescendo dell’ 8,7% in un anno e del 19,5% dal quarto trimestre 2005, battendo la media nazionale che si ferma rispettivamente al 3,9% e al 10,1% e rappresentando un quarto dell’export italiano del settore. I mobili lombardi vanno ad arredare case e uffici di Francia (oltre 310 milioni di euro di export, pesa sul totale esportazioni lombarde del settore per il 13,7%), Stati Uniti (oltre 227 milioni di euro, 10%) e Germania (205 milioni di euro, 9,1%). Le province lombarde leader del settore mobili, quanto ad export, sono Milano (1 miliardo e 110 milioni di euro di export nel 2007, 49% del peso regionale dell’export di settore, +6,1% in un anno, +17,1% in due anni), seguita da Como (558 milioni di euro, 24,7% del peso, +15% in un anno, +29,4% in due anni) e Brescia (quasi 215 milioni di euro, 9,5% del peso lombardo, -3,5% in un anno ma +14,8% dal 2005). Medaglia d’argento sul podio della creatività per il design, che esporta per quasi 3 miliardi di euro, il 23% dell’export delle imprese creative lombarde, e ha avuto una crescita del 19% in due anni: sono 1.024 aziende, contro le 944 del 2004 e rappresentano oltre un quarto del totale nazionale (26%). Tra le province che esportano di più il design lombardo trovia- mo: Como con circa il 10% di esportazioni di mobili e accessori su tutti i settori; Milano con il 2,5%; seguono Brescia e Bergamo rispettivamente con l’1,9% e l’1,6%. Crescono gli interscambi lombardi con la Federazione russa (+21,8%), la Spagna (+17,1%) e la Svizzera (+13,7%). Sono, invece, Francia (11,8%) e Germania (10,4%) i Paesi europei verso i quali l’interscambio è maggiore. Tra le aree internazionali vanno bene l’Asia centrale e orientale (10,3%) e l’America settentrionale (10%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese nel settore design e Istat al IV trimestre 2005 nel settore mobili e loro accessori. Sul fronte dell’export creativo è terzo il settore dell’editoria con 705 milioni di euro, il 5,6% del totale export lombardo ed una crescita del 2,7% in due anni.

Creatività antica
Il mobile antico piace ai lombardi. Aumenta infatti in tre anni il settore del commercio di mobili e oggetti, di seconda mano e d’antiquariato, compresi i libri antichi, che segna +44,1%, passando da 177 a 255 attività, con una crescita superiore a quella nazionale che si ferma al 31,2%. E trascina con sé tutto il commercio al dettaglio dell’usato che conta in Lombardia 468 imprese al terzo trimestre 2007, il 12,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2004. Dai libri agli indumenti, dai giochi elettronici agli oggetti militari, dagli elettrodomestici agli articoli sportivi, dalle macchine da cucire alle calzature, si trova di tutto nei moderni rigattieri lombardi. E le province in cui si commercia di più sono Milano con 244 attività (+34,1% in tre anni), Brescia con 66 e Bergamo con 38 (+31%). E se Milano è leader in tutti i settori, si distinguono: Brescia nel commercio di articoli di seconda mano generici, di mobili, di indumenti e di oggetti usati rispettivamente con 7, 42 e 15 attività e Bergamo nel commercio di libri usati con 4 attività. Ma a crescere di più in tre anni nella vendita dell’usato, dei mobili e degli oggetti è Mantova (+38,5%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro delle imprese al terzo trimestre 2007 in confronto allo stesso periodo del 2004. Sono soprattutto i giovani a scegliere di arricchire e vivacizzare l’arredamento della propria casa con alcuni pezzi passati di generazione in generazione, testimonianza di arte e buon gusto, spesso unendoli a un design contemporaneo. Vanno soprattutto i piccoli mobili, come ribaltine e cassettoni, tavoli e tavolini magari uniti a sedie di design moderno, ma anche oggetti di arredamento come dipinti, statue, sculture e vasi orientali. Tanti i tappeti, anche per il bagno che a volte viene arredato quasi come un salotto. Il periodo più richiesto per gli oggetti? Dall’armonia del ‘700 fino ad arrivare al Novecento, al futurismo e agli anni ’50, i cui pezzi ultimamente sono molto ricercati. In generale, il volume d’affari dell’antiquariato regge il confronto con l’arte contemporanea ed è in leggero aumento.

Citazione

In un mondo così sensibile al successo economico, la creatività vince la sua battaglia con l'economia perchè solo chi è capace di produrre continuamente innovazione nel proprio processo creativo può avere successo.
Andrea Pininfarina

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www.mi.cacom.it

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