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Arte

Van Gogh, il percorso dell’anima

vangogh

Irripetibile mostra al museo di Santa Giulia a Brescia: 85 disegni e 15 dipinti del grande artista olandese. Viaggio alla riscoperta del pensiero e della tragica bellezza della sua opera

Opere disegnate e pittoriche di Van Gogh in un’unica, irripetibile mostra. Dal 18 ottobre 2008 al 25 gennaio 2009, al Museo di Santa Giulia di Brescia sarà possibile ammirare 100 opere del pittore olandese, 85 disegni e 15 quadri. Si tratta di un appuntamento unico perchè i disegni dell’artista non sono mai esposti in permanenza nei musei, a causa della loro fragilità e dell’impossibilità di restare esposti per lungo tempo alla luce. Oltre ai disegni anche quindici importanti dipinti dello stesso Van Gogh, che saranno posti a diretto e puntuale confronto, nell’identità del tema e del soggetto, proprio con i disegni. La mostra intende ricostruire il laboratorio del pensiero e della bellezza tragica. Facendolo con l’aiuto del Kröller-Müller Museum di Otterlo in Olanda, l’istituzione che assieme al Van Gogh Museum di Amsterdam conserva ben oltre i due terzi dell’intera produzione del grande artista. E non va dimenticato che del genio olandese proprio il Kröller-Müller custodisce le opere riconosciute di maggiore qualità, secondo il giudizio di molti critici. Da Otterlo giungono tutte le opere esposte, divise in cinque grandi sezioni che corrispondono ai diversi periodi creativi della vita di Van Gogh: tra la regione mineraria del Borinage, Bruxelles e Etten nel 1880 e nel 1881, all’Aia tra 1882 e 1883, nel Drenthe a fine 1883, a Nuenen tra 1884 e 1885 e infine in Francia tra il 1886 a l’anno della morte, il 1890. Così, disegni e quadri famosi consentiranno di tracciare questo percorso dell’anima. A Borinace Van Gogh inizia il suo apprendistato studiando i manuali di Cassagne sulla prospettiva e sull’anatomia e ricopiando instancabilmente modelli e opere dei Maestri dai manuali didattici di Bargue. Nell’ottobre del 1880 si trasferisce a Bruxelles, ambiente culturalmente più stimolante, dove conosce diversi artisti fra i quali Anthon van Rappard con il quale stringerà un’amicizia preziosa. Nell’aprile del 1881 si trasferisce dai genitori, a Etten. Qui Gogh ha la fortuna di trovare molti modelli e può eseguire numerosi studi, che rivelano i suoi progressi ma anche le sue difficoltà a creare scorci convincenti. Ecco perché di solito preferisce ritrarre le sue figure di profilo, pur non rinunciando a misurarsi con atteggiamenti più elaborati dei modelli, come ad esempio nel disegno “Vecchio accanto al fuoco”. Alla fine del 1881, l’artista si reca all’Aia, dove decide di concentrarsi soprattutto sul disegno da modello, ma in realtà rea- lizza molte vedute di città, commissionategli dallo zio, il mercante d’arte Cornelis Marinus Van Gogh, e paesaggi. Alla fine dell’estate del 1883 Van Gogh lascia l’Aia per andare nella regione del Drenthe, incuriosito dal paesaggio e invogliato dal fatto che lì la vita era meno cara e dunque avrebbe potuto trovare modelli a minor costo. Dopo soli tre mesi Van Gogh parte per Nuenen, dove trova modelli e spunti che realizza in disegni a penna, raffiguranti paesaggi invernali punteggiati da soggetti che diverranno ricorrenti, come la vecchia torre in mezzo ai campi, il giardino dietro la canonica. Solo nel dicembre del 1884 si dedica nuovamente alla figura. A Parigi, dove raggiunge il fratello nel marzo del 1886, Van Gogh scopre il colore e nel corso del 1887 realizza numerose vedute della città ad acquerello. All’inizio del maggio 1889 si dedica soprattutto alla pittura: esplora i dintorni di Saint-Rémy, ai piedi della catena montuosa delle Alpilles e scopre un nuovo paesaggio, più mosso e vario, con i campi, gli ulivi e intorno i cipressi. E soprattutto ai cipressi dedicherà quadri e disegni tra i più intensi. Quando, nel maggio del 1890, si trasferisce a Auvers-sur-Oise è la pittura ad assorbirlo completamente, anche se, come ha sempre ripetuto nelle lettere, pittura e disegno procedono insieme. Un’apposita sezione della mostra è dedicata ad alcune bellissime opere della collezione Kröller-Müller, una delle collezioni di pittura e scultura più prestigiose d’Europa, donata allo Stato olandese nel 1935. Sulle pareti di Santa Giulia saranno dunque raccontate anche le altre passioni pittoriche di Helene e Anton: l’impressionismo da Corot a Fantin-Latour, a Pissarro; il post impressionismo da Seurat a Signac; il simbolismo da Rops a Redon; le avanguardie da Gris a Mondrian e infine la prediletta pittura olandese da Prikker a Toorop.

Citazione
Per osservare un'opera d'arte occorre aprire gli occhi. Ma per comprenderla bisogna chiuderli
Alessandro Morandotti

Link utili
www.lineadombra.it
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