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Economy

L’accesso femminile alla business élite

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In Italia cresce il numero delle donne che hanno posizioni di potere nelle aziende, ma il gap rispetto ai maschi è ancora alto: solo il 6,7% dei ruoli nei cda è rosa

Il numero delle donne che nel nostro Paese siedono nei consigli di amministrazione delle aziende italiane è aumentato nel corso degli anni, ma la carenza di quote rosa nella “business élite” è ancora evidente. È quanto emerge da uno studio realizzato da Michela Gamba, ricercatrice per l’Organizzazione e cooperazione sviluppo economico (Oecd), insieme ad Andrea Goldstein, nel quale si analizza il ruolo delle donne nei consigli di amministrazione delle aziende italiane.

Partendo dall’analisi di dati relativa alla presenza femminile nei Cda italiani, con approfondimenti sulle caratteristiche personali delle donne e dei social networks, il paper dimostra che non solo le donne sono meno rappresentate nei consigli di direzione delle aziende rispetto all'estero, ma anche che i centri direttivi delle aziende sono meno aperti alle donne rispetto ad altri centri di potere, come ad esempio la pubblica amministrazione e la libera professione.

Una constatazione che emerge da un’attenta osservazione dell’evoluzione del ruolo femminile in ambito lavorativo dal 1934 ad oggi: seppure l’Italia, con una percentuale del 6,7 per cento di donne nei Consigli d’amministrazione delle aziende, si colloca in una buona posizione rispetto al contesto internazionale, la predominanza maschile nei ruoli di dirigenza, che si attesta al 96,8 per cento, è ancora elevata. E a parità di posizione professionale una donna percepisce tre quarti di uno stipendio di un collega maschio. Dati poco incoraggiati se si considera anche che l’indice di disparità di genere calcolato dal World Economic Forum, su 128 paesi in graduatoria, vede l’Italia posizionarsi all’84° posto, ultima in Europa.

Ma se nel nostro Paese le donne faticano ancora ad arrivare a ricoprire posizioni di potere, dalla Camera di Commercio di Milano arrivano notizie positive sul fronte dell’imprenditoria femminile: un’impresa su cinque in Lombardia è in rosa. Sono infatti quasi 168 mila le imprese femminili attive al primo semestre 2008, su un totale regionale di oltre 812 mila, con una crescita del 6,2 per cento in cinque anni. Ubicate soprattutto nella provincia di Milano, dove si concentra con 69.724 imprese il 41,5 per cento del totale regionale (in crescita del 9,1 per cento dal 2003), le imprese in rosa vanno forte anche a Brescia (dove si registrano 22.638 imprese, in crescita del 5% dal 2003) e a Bergamo (17.279 imprese, in crescita del 8,3% dal 2003). I settori in cui le donne si stanno maggiormente affermando? In primis il commercio, dove si concentrano ben 46.451 imprese, circa il 27,7 per cento, ma anche l’attività immobiliare, il noleggio, l’informatica e la ricerca con più di 35 mila imprese femminili.

Infine, rispetto alla totalità delle imprese, quelle in rosa sono specializzate in servizi pubblici e sociali, di cui costituiscono il 51,1% delle attive nel settore, sanità (37,3%), accoglienza e ristorazione (31,6%) e istruzione (29,7%). Milano si conferma quasi in tutti i settori leader per numero di imprese femminili, soprattutto nel campo delle attività immobiliari dove conta 20.266 imprese. Brescia si piazza invece al primo posto nel settore agricolo, caccia e silvicoltura con 2.415 imprese. E tra le ditte individuali cresce il peso delle straniere: una ditta femminile su dieci in Lombardia, infatti, ha per titolare una straniera.

Ma molto rimane ancora da fare per accrescere il protagonismo femminile nel mondo lavorativo e soprattutto per raggiungere il tasso di occupazione femminile del 60 per cento, obiettivo che i Paesi europei si posero nel 2000 a Lisbona, ma dal quale siamo ancora lontani se si considera che la media europea oggi si aggira sul 57,4 e in Italia riesce a lavorare solo il 46,3 per cento delle donne. La conferma arriva anche da Romano Guerinoni, membro di giunta della Camera di commercio di Milano: “Le donne – ha dichiarato – sono sempre più attive protagoniste sul mercato del lavoro e nelle imprese. Ma c’è ancora molto da fare per promuovere la presenza femminile . Nella crescita della competitività bisogna premiare il capitale umano, l’istruzione e il lavoro della conoscenza, elementi presenti e diffusi nell’universo in rosa”. 

testo di Desirèe Cividini

 

La citazione
Date alle donne occasioni adeguate ed esse possono fare tutto.
Oscar Wilde
Link utili
www.oecd.org
www.mi.camcom.it
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