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Internazionalizzazione

Dall’Ice un piano anti-crisi per l’export

Urso

L'Ice, l'Istituto per il commercio estero, ha messo a punto per il 2009 un piano promozionale da 185 milioni di euro. Usa, Russia, India, Cina e Brasile sono i Paesi sui quali punterà il Made in Italy. Lo ha detto il sottosegretario al Commercio Estero, Adolfo Urso, al termine del cda Ice, che ha anche approvato la riforma dell'istituto

Circa 185 milioni di euro tra stanziamenti pubblici, piani straordinari, accordi per lo sviluppo del Made in Italy e co-finanziamenti privati. E' la somma delle risorse che l'Ice potrà utilizzare per sviluppare gli investimenti validi per il 2009, sostenendo il Sistema Italia e l'internazionalizzazione delle imprese italiane in uno scenario particolarmente difficile, dettato dalla crisi finanziaria globale. A illustrare i risultati, le strategie e la ripartizione delle risorse del programma promozionale 2009, al termine del cda dell'Istituto, e' stato il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso. " Paesi di riferimento per il 2009 saranno gli Stati Uniti con 15 milioni di euro, la Russia, paese nel quale ad aprile sarà preparata la prossima missione di sistema, India, Cina e Brasile, potenzialmente più recettivi.

Le imprese riceveranno inoltre un aiuto attraverso uno "sconto" sui servizi fieristici e sui servizi personalizzati che l'Ice eroga a pagamento. Nel corso del cda che ha approvato il piano, è stata anche decisa una riforma interna dell'Ice che annuncia una più larga riforma legislativa che, ha assicurato Urso, il governo si impegna a mettere a punto entro la fine dell'anno. Lo scopo della riforma, ha dichiarato il presidente dell'istituto Umberto Vattani, permetterà all'Ice di divenire da semplice ente di promozione dei prodotti italiani a "piattaforma integrata per offrire alle imprese sostegno e supporto all' internazionalizzazione".

"Il piano – ha spiegato Urso – è stato rivisto alla luce della grave congiuntura internazionale per consentire all’Ice di resistere. È un vero e proprio piano anticrisi che serve a essere presenti in Paesi in cui ci sarà la ripresa prima di altri. I dati sulle esportazioni alla fine del 2008 ci dicono che il nostro Paese reagisce meglio di altri alla crisi mondiale. E allora abbiamo deciso di concentrare gli sforzi e le risorse disponibili su inizative migliori e settori più ristretti".

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