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Architettura - Design

La competitività delle imprese riparte dal design

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Il design è  sempre più visto dalle imprese come un mezzo per soddisfare specifiche esigenze di competitività ed economiche, quali immagine, valore, prezzo, quota di mercato e redditività. Emerge dal rapporto Unioncamere sul Design

55 imprese su 100 puntano con decisione sul design per vincere la sfida della competizione, tanto che per svilupparlo alcune di esse investono fino al 6% del fatturato. E’ quanto mostra il Rapporto Unioncamere sul Design nelle imprese italiane. Fenomeno complesso e in profonda evoluzione, il design è normalmente associato ad alcuni specifici settori industriali (arredamento, illuminazione, oggettistica, ecc.). Questa visione, però, limita ampiezza e rilevanza del fenomeno e porta fuori dal campo di osservazione realtà industriali e merceologiche nelle quali il design sta emergendo come uno dei più importanti fattori distintivi e competitivi (ad esempio elettronica di consumo, meccanica, servizi culturali, eccetera).

L’indagine campionaria effettuata da Unioncamere su circa mille imprese di tutti i settori, evidenzia ovviamente che la percezione del design come leva competitiva è più elevata in settori come il legno mobile (è considerata tale dal 78% di queste aziende) ed il tessile abbigliamento (69%), ma interessa comunque oltre la metà delle imprese della meccanica, dei servizi avanzati, dell’Information technology e del credito e assicurazioni. E’ decisamente meno accentuata invece nell’industria “pesante” (Produzione di gas, energia e acqua).

Almeno 20 imprese su 100 (con punte di 40 nel settore del legno e del mobile) investe almeno il 6% del proprio fatturato nello sviluppo della creatività. Tra le imprese poi che considerano il design fattore di competitività, il 75% in media ritiene che esso sia una componente essenziale per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e il 61% pensa che il design rappresenti addirittura un impulso all’introduzione di nuovi prodotti o servizi a più elevato contenuto di innovazione. 

Se per il 43% di queste imprese, infine, il design interessa essenzialmente la componente estetica del prodotto, per il 26% invece la creatività contribuisce anche alla maggiore funzionalità e per il 13% alla facilità d’uso di un manufatto o di un servizio.

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