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Economy

La sfida alla crisi delle grandi aziende

assunzioni

Non solo tagli: c’è chi alla crisi risponde portando avanti un piano consistente di nuove assunzioni. Protagoniste di quest’ “onda anomala” sono soprattutto le grandi aziende che non si arrendono e rilanciano la sfida con importanti investimenti. Da Enel a Ikea, i casi di successo

Mentre il tasso di disoccupazione cresce, ci sono grandi aziende che vanno in controtendenza e rispondono alla crisi con nuove assunzioni. Mentre un’azienda su due nel corso del 2009 prevede di ridurre i dipendenti, una su quattro ne assumerà di nuovi, molti dei quali addirittura a tempo indeterminato. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto da Aidp, l’associazione italiana per la direzione del personale. A fare buoni propositi sono soprattutto le grandi aziende come ad esempio Eni ed Enel che hanno progetti di assunzione consistenti. Nel triennio 2009-2011 Enel prevede infatti di assumere circa tremila persone, 1.400 nelle sedi all’estero: parliamo di ingegneri, periti elettronici, controllori di rete e di impianti di generazione.

Numeri che potrebbero ulteriormente aumentare quando sarà conclusa l’operazione con Endesa. Altri mille dipendenti dovrebbero essere assunti nel corso del triennio da Eni, Saipem e Gas&power: in questo caso la ricerca si concentra soprattutto su ingegneri ed economisti da inserire nella divisione exploration e production. Ma a rispondere alla crisi con la previsione di nuove assunzioni sono anche le catene della grande distribuzione come Ikea. Il piano di crescita per il 2009 del colosso dell’arredamento low cost prevede ad esempio l’apertura di tre nuovi punti vendita a Rimini, Salerno e in provincia di Gorizia e l’ampliamento di quello di Torino. Calcoliamo che ogni nuovo punto vendita prevede l’assunzione di 240 persone e un indotto di altre 100 con un risultato di un migliaio di nuovi assunti.

A non arrendersi è anche Media World, leader nella distribuzione elettronica del gruppo Metr, che  sta portando avanti un consistente piano di assunzioni. Si apriranno altri tra i sei e gli otto punti vendita, dice il capo del personale Ernesto Gatti, circa 70 occupati l'uno, per un totale di 400-500 persone, più l'indotto. Numeri tutt’altro che irrilevanti soprattutto in un periodo in cui tante aziende stanno effettuando dei tagli. Ma, come detto, c’è anche chi non si arrende e rilancia la sfida con importanti investimenti e corposi programmi di assunzione: è il caso ad esempio di alcune grandi società di impiantistica e di ingegneria che hanno come clienti fondi sovrani o Stati. Una su tutte Maire Tecnimont: 2,4 miliardi di fatturato nel 2008, 4.300 dipendenti di cui la metà in Italia, ha in programma l’assunzione di 250 persone.

Ma il caso più eclatante rimane quello di H&M, il gigante svedese della moda «cheap», che per il 2009 prevede di assumere 6-7 mila persone. La catena ha terminato l’esercizio 2008 (chiuso il 30 novembre) con un utile in rialzo del 12,5% a 15,29 miliardi di corone svedesi (1,44 miliardi di euro). In crescita anche il giro d’affari a 88,53 miliardi di corone svedesi (8,3 miliardi di euro) con un progresso del 13%. Bene anche l’ultimo trimestre settembre-novembre che ha registrato ricavi in aumento del 15,3% e utili in crescita del 9,4%. L’utile netto per l’intero anno si è attestato a 15,294 miliardi di corone (1,45 miliardi di euro) in crescita del 12,55% rispetto a un anno prima. Sulla base di queste performance, il Consiglio di amministrazione proporrà agli azionisti un dividendo da 15,50 corone per ogni azione (1,47 euro). Un aumento del 10,7 per cento rispetto al livello dello scorso anno.

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