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Agenzie per il lavoro, la svolta di Gi Group

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Leader in Italia, oltre 132 mila persone avviate all’occupazione nel 2008 e un importante processo di internazionalizzazione. L’AD Stefano Colli-Lanzi, spiega l’evoluzione dell’agenzia che si appresta a gestire i processi di un anno difficile legato alla crisi delle imprese. Non manca però la fiducia: “Oggi in Italia per trovare un impiego basta un mese” .  

250 filiali presenti sul mercato nazionale, ben 132 mila persone avviate al lavoro nel 2008 e più di 1000 collaboratori in tutta Italia. I numeri di Gi Group raccontano la storia del successo di un’azienda cresciuta vertiginosamente nel giro di dieci anni, fino a diventare la realtà che oggi conosciamo: un società che è riuscita a diventare leader in Italia nei servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro. Al timone di questo grande impero, l’amministratore delegato Stefano Colli-Lanzi, che ha parlato delle sfide vinte e dei progetti futuri di un colosso multinazionale che, dopo aver messo radici in Europa, è approdato a nuovi lidi: dalla Cina al Brasile, fino a fare rotta sull’India.

Gi Group oggi è riconosciuta tra le agenzie leader per il lavoro in Italia con un fatturato 2007 pari a 670 milioni di euro. Cosa ha permesso all’azienda di crescere esponenzialmente fino ad arrivare a posizionarsi ai vertici del settore?
Per noi è stato decisivo il fatto di aver puntato sulla qualità e cioè l’aver da sempre fatto in modo che i servizi offerti dal nostro gruppo fossero realmente in grado di rispondere alle esigenze delle aziende e dei lavoratori. Ancora oggi la capacità di porre al centro i bisogni dei nostri interlocutori, per cui il lavoro rappresenta un’esigenza primaria, continua ad essere premiata. Ma la capacità di soddisfare nel miglior modo possibile le richieste dei nostri clienti è strettamente legata alla qualità e alla professionalità che caratterizza la nostra squadra di collaboratori, più di 1000 quelli che operano in Italia. Dalla multinazionale abbiamo ereditato il modello organizzativo, un organizzazione che però concepiamo al servizio della persona e non il contrario.

L’obiettivo centrale, come detto, rimane comunque l’essere in grado di soddisfare le esigenze specifiche sia delle imprese sia dei candidati, ponendosi come soggetto intermediario tra domanda e offerta. Il servizio che offrite quali vantaggi comporta per l’azienda? Quali invece quelli per il lavoratore?
Il vantaggio per l’azienda consiste nell’avere di fronte un intermediario del lavoro: un interlocutore professionale che sa far incontrare domanda ed offerta. Un interlocutore che inquadra la realtà aziendale e che sa trovare le migliori persone per quell’azienda. Per il lavoratore il vantaggio deriva dal fatto che si affida ad un soggetto che lo aiuta nel proprio percorso professionale.

Sono passati undici anni dalla nascita dell’agenzia. Quanto e come è cambiato il mercato del lavoro in Italia in questi anni e quali sono le prospettive di sviluppo future?                                                                                                                                                         In passato il ruolo di soggetti intermediari nel mercato del lavoro era affidato esclusivamente a soggetti pubblici che si sono rivelati pressoché inefficaci. Oggi con la nascita delle agenzie per il lavoro abbiamo assistito ad un cambiamento strutturale del mercato, che ha portato ad una diminuzione del tasso di disoccupazione che in Italia è uno dei più bassi del mondo: parliamo infatti di una percentuale del 6,7 per cento, destinata ad aumentare di due punti nei prossimi due anni. Una crescita decisamente contenuta se paragonata a quella prevista per altri Paesi europei come ad esempio la Spagna, dove si parla di un aumento dell’8 per cento della disoccupazione. Non dimentichiamo poi che abbiamo assistito anche ad una diminuzione dei tempi di ricerca: fino a qualche anno fa per trovare un’occupazione servivano in media tra i sette e gli otto mesi, mentre oggi basta un mese.

Quali secondo lei saranno i settori più critici nel corso del 2009 e quali invece si prevede possano ancora offrire buone opportunità di lavoro?
E’ un periodo difficile per tutti i settori, ma l’industria manifatturiera è senz’altro quella che maggiormente soffre questa crisi per via della diminuzione delle esportazioni. A subire con minore intensità gli effetti di questa congiuntura negativa è invece il settore dell’energia, che sta nascendo in questi ultimi anni. Quello che tuttavia ci auguriamo è che già nei prossimi mesi ci possa essere una ripresa dalla crisi, dalla quale alcuni settori usciranno rafforzati. Una cosa è certa: le prossime assunzioni da parte delle aziende saranno orientate verso il lavoro flessibile.

Lasciamo per un attimo da parte il mercato italiano. Gi Group in questi anni ha “esportato” il lavoro interinale anche nel mercato estero, avviando un processo di internazionalizzazione di grandi dimensioni. Ad oggi Gi Group ha sviluppato 84 filiali in Europa e 30 filiali all’estero, tra cui anche in Brasile e in Cina, dove la sua agenzia, grazie all’entrata in vigore di una legge che regolamenta il lavoro a termine, ha siglato due joint venture. Attualmente dove si sta concentrando l’interesse del Gruppo?
Gi Group opera già in diversi Paesi europei, tra cui la Spagna, la Germania e la Polonia. E’ stata recentemente chiusa un’acquisizione in Romania e stiamo trattando per un’operazione anche in altri Paesi dell’Est. Il 2009 per il gruppo rappresenta quindi un anno fondamentale per il consolidamento della nostra posizione in Europa. Ma tanti passi sono stati fatti anche fuori dai confini europei, arrivando in Cina, India e Brasile, tre mondi che possono vantare opportunità di impiego molto rilevanti. Il nostro obiettivo ora è quello di sviluppare programmi di investimento e sviluppo tali da poter creare entro i prossimi cinque anni una multinazionale del lavoro che possa arrivare a posizionarsi tra i primi dieci gruppi del settore nel mondo.

Oltre ad essere professore di economia aziendale all’università Cattolica di Milano, lei ricopre la carica di vice presidente di Assolavoro, associazione che riunisce le agenzie per il lavoro che operano in Italia. Visto la condizione attuale del mercato del lavoro quali sono gli obiettivi prioritari dell’associazione?
Oggi l’impegno di Assolavoro si concentra attorno a tre obiettivi principali: primo tra tutti la volontà di dare una mano alle agenzie presenti sul territorio italiano a maturare la consapevolezza del loro ruolo da intermediari. Un proposito che non può prescindere dall’aiutare il lavoratore a capire qual è il suo ruolo e quali sono le opportunità che può cogliere. A questo poi si aggiunge il tentativo di fare in modo che le istituzioni riconoscano il ruolo delle agenzie del lavoro, destinate a diventare in futuro dei soggetti sempre più fondamentali per fare incontrare domanda e offerta.  

 

Gi Group è leader italiano nei servizi dedicati allo sviluppo del mercato del lavoro, attivo nei campi della somministrazione a tempo determinato, nella ricerca e selezione di personale permanente, nella formazione, nell’outplacement, nell’executive search, nell’outsourcing e nei servizi di consulenza alle direzioni Hr. La storia di Gi Group inizia nel 1998 con Générale Industrielle, che eredita l’esperienza, il know how e le metodologie di lavoro da Générale Industrielle France. A fine 2004 Générale Industrielle acquisisce Worknet Spa e DBM Italia. Dal 2007 inizia il processo di internazionalizzazione, che vede Gi Group espandere la propria presenza sui mercati esteri, in particolare in Germania, Francia, Polonia, Cina, Hong Kong e Brasile. Oggi Gi Group è il primo gruppo italiano nei servizi dedicati allo sviluppo del mercato del lavoro.

Testi di Desirèe Cividini  

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