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Egitto e Marocco affascinanti perle di storia e cultura

egitto

Due mete conosciute, ma completamente riviste in una chiave inedita. Dal mistero del Nilo alla città imperiale di Fés, per scoprire mondi diversi e culture straordinarie

EGITTO – Subire il fascino dell’Egitto è fin troppo semplice. Sotto i 137 metri della piramide di Cheope, visitando l’area archeologica di Giza, si tocca con mano la monumentalità della storia. Mentre a sud del Cairo, si trova ciò che rimane dell’antica Memphis: una colossale statua di Ramsete II che giace sdraiata e la Sfinge di alabastro e, per finire con i pezzi più importanti, ad ovest di Memphis si trova Sakkara, immensa necropoli dove ammirare la piramide a gradoni di Zoser, altre piramidi. Al Museo Egizio del Cairo c’è una collezione di reperti, vestigia e testimonianze della civiltà egizia senza eguali, fra cui il celebre tesoro della tomba di Tutankhamon e non correrete il rischio di annoiarvi, grazie alla preparazione approfondita di una guida brillante e professionale. Non partite senza visitare la zona della Cittadella, edificata nel 1176 dal famoso Saladino è sede di numerose moschee. Imperdibile la sosta al Bazaar di Khan el Khalili, in un’atmosfera impregnata di aromi orientali si può trovare di tutto, dalle stoffe multicolori a essenze e profumi.

Il Nilo
L’esperienza più coinvolgente comincia fluttuando sul Nilo, a bordo di una lussuosa nave da crociera, alla scoperta dell’arte architettonica e decorativa della magnifica civiltà egizia. Lo spettacolo naturale del fiume con i suoi ineguagliabili tramonti farà da sfondo a un viaggio di grande interesse culturale. Avrete modo di vivere il fascino di Abydos, l’antico centro di culto di Osiride. Poco distante, nel deserto, il Tempio di Ramsete II. Denderah è il Tempio di Hathor, dea della fertilità, dell’amore e della gioia. Il fiume trasmette una particolare serenità e i giorni passano tra uno spettacolo serale di danza del ventre, cene raffinate, bagni in piscina e trattamenti nella sala massaggi. La meraviglia vi coglierà approdando a Luxor, l’antica Tebe, o la “città delle cento porte” secondo Omero: fu il maggior centro politico e amministrativo dell’antico Egitto. La Necropoli di Tebe costituisce un immenso patrimonio archeologico sotterraneo. Il giro continua tra nomi evocativi come Edfu, Kom Ombo, Aswan, Abu Simbel, le vostre guide saranno pronte a raccontarvi tutto. Per chi vuole scegliere un modo ancora più chic e alternativo di percorrere le sponde del fiume egizio ci sono le Dahabieh, imbarcazioni costruite nel XIX secolo per pascià, ricchi mercanti. La buona società, con parasole e casco coloniale d’ordinanza, era decisa a visitare l’Egitto ma non aveva la minima intenzione di rinunciare a bacon e marmellata d’arance. Le Dahabieh si trasformarono così in residenze galleggianti, con pianoforte, biblioteca e cambusa ben fornita, visto che, come raccontava Francis Frith, appena individuata ‘’la piccola rovina straordinaria, l’eccezionalità a portata di mano’’, il tappo di champagne saltava e si improvvisava una cena in mezzo alle antichità. Oggi le Lazuli sono tre. Le sei cabine, piccole e graziose e la suite, sul retro dell’imbarcazione, dispone di una terrazza privata ma la maggior parte del tempo si trascorre sul ponte superiore sui grandi canapé. La sera, il maggiordomo fa apparecchiare a prua per cenare a lume di candela alla maniera degli esploratori, per contemplare il meraviglioso firmamento. Oppure, al crepuscolo l’equipaggio accende il fuoco e apparecchia la tavola sulla riva. Un sentiero illuminato da lumi a olio accompagna i commensali dove lo chef cuoce alla griglia le kefta, mentre sullo sfondo sfuma il profilo delle palme. Inol- tre il pescaggio ridotto del Lazuli permette di accostarsi alle rive per visite inedite e per vedere da vicino la vita dei pescatori e dei contadini.

MAROCCO– Il Marocco ha una lunga tradizione d’arte e cultura e le sue capitali sono capolavori artistici, di un esotismo romantico e sottile. Scegliamo di scoprire un Sud, in parte inconsueto, per vivere emozioni forti e per visitare villaggi dimenticati dal tempo. Qui, il grande deserto, un lembo di Sahara, permette di accedere alla cultura beduina, nei suoi splendidi e remoti paesaggi.

Fès
La più imperiale fra le città del Paese, prima capitale del regno, centro spirituale e culturale del Marocco tradizionale, è una città multipla e unica. Fez è il posto dove trovare ciò che si cerca, qui nessuno sa dove finiscono i piaceri dello spirito e dove cominciano quelli dei sensi. Camminare per le strade è una passeggiata così incantevole che vien voglia di farla due volte: all’alba, nella luce che sorge dalle colline e al tramonto quando il sole inzuppa di ocra e di rosso le cascate di tetti e di cupole, una visione che si incide nella memoria come un dolce invito a ritornare. Ospiti del Riad Fès, rinomato per il suo servizio impeccabile, nel nuovo Padiglione Andalous si gode di una vista spettacolare della Medina e delle Montagne Atlas. Spostarsi nella più celebre Marrakech vuol dire arrivare al confine tra due mondi completamente diversi. L’atmo- sfera cittadina è impregnata di una cultura solo geograficamente vicina a noi, ma lontana per usi e costumi. Le sue mura rosacee non solo la separano dalla parte nuova della città ma segnano un passaggio ad un’altra dimensione temporale. All’esterno cielo azzurro e strade che ricordano boulevard dal gusto europeo mentre, varcate le porte, la visuale si riduce perché le vie si fanno strette e irregolari. Da qui sono possibili trekking sulla catena dei monti Atlas, o nel deserto. La vita è frenetica, con motorini e biciclette che sfrecciano velocemente, mercatini e venditori ambulanti che si susseguono a perdita d’occhio, un vociare continuo che si ferma come d’incanto alle cinque del pomeriggio quando il muezzin invita alla preghiera. E’ il momento per ritrovare il silenzio virando verso Zagora: la cittadina è posta al termine delle terre abitate, ben piantata sul picco roccioso che da belvedere sulla valle del Dra, e dietro, solo una sassosa immensità spazzata dai venti del Sahara. Preludio al grande deserto. Qui i paesaggi si susseguono senza assomigliarsi. Sabbia infuocata e vette nevose, burroni che si che si schiudono su campagne verdeggianti e ovunque, sbucate da un palmeto, adagiate davanti ad un lago smeraldo… kasbah sontuose, fiabesche cittadelle di terra, ksour d’insolita bellezza, villaggi fortificati color sabbia. Cambia scena e si arriva in un posto che i nostri occhi già conoscono grazie ai registi che spesso lo scelgono come ambientazione esotica: Ouarzazate. A 250 chilometri a sud-ovest di Marrakech, si erge su un altopiano a 1200 metri ed è il luogo principe per chi vuole passare una vacanza all’insegna del relax. Una profonda aria di mistero abita le piccole vie quasi schiacciate dai larghi muri bruciati dal sole. Dedicate una visita alla kasbah di Taourirt, la splendida residenza del pascià di Marrakech. Nascosta dietro magnifiche mura di fango rosso, con lo sfondo delle cime innevate dell’Alto Atlante, Taroudant appare a prima vista un po’ misteriosa. Si tratta, invece, di una cittadina commerciale, dedita alla lavorazione dei prodotti della ricca e fertile Valle del Souss. I souq della città meritano una visita: risultano più tranquilli di quelli di Marrakech, ma permeati da un’atmosfera di fervida attività. I 5 Km di bastioni che circondano la città sono le mura costruite in pisè (blocchi di terra cruda) meglio conservate del Marocco. Il loro colore cambia durante la giornata, dal bruno dorato al rosso profondo, a seconda della luce.

 

Servizio realizzato in collaborazione con Bradipo Travel Designer

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