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Economy

Humor, un’arma vincente per il leader

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Lo humour non farebbe altro che giovare alla leadership. I leader capaci di ottenere performace elevate dai collaboratori, infatti, hanno anche buone capacità umoristiche. Lo afferma Marco Sampietro, professore a contratto di project management e informatica per l'economia alla Bocconi, di cui di seguito riportiamo un contributo inserito anche sul quotidiano dell'università Bocconi

Quando si pensa a parole quali divertimento, humor, risata, normalmente vengono in mente momenti della vita legati al tempo libero, agli amici, agli affetti. Di rado si associa il luogo di lavoro. D’altronde la tradizione vuole che “Business is a serious matter”. Una delle ragioni di fondo per questa visione, in prima battuta condivisibile, è che divertirsi e ridere distoglie l’attenzione dal lavoro e quindi può influire negativamente sulle performance aziendali. Ma è proprio così? Data la rilevanza del tema nella vita privata, stupisce come gli studi sullo humor in ambito lavorativo non siano molto diffusi. Ho allora pensato valesse la pena approfondire l’argomento per capire quale ruolo lo humor potesse giocare nelle aziende. Proposi allora, nell’ambito del programma di dottorato presso l’Università di Brema, in Germania, una tesi dal titolo: Use and Effect of Humor in International Project Teams. Iniziai allora a sistematizzare la conoscenza esistente sul tema e scoprii cose interessanti. Tanto interessanti che addirittura la Nasa mi accettò come speaker al convegno annuale Project Management Challenge 2007, tenutosi nei pressi di Houston. In quel momento capii che “Humor is a serious matter”.

Ecco allora una sintesi degli effetti che lo humor può avere nelle organizzazioni.

Innanzitutto sembra che, nella maggior parte delle situazioni, male non faccia, anzi. Per esempio, è emerso come la leadership percepita non sia intaccata dall’utilizzo dello humor ma al contrario ne sia potenziata. Questo risultato risponde al dubbio di alcuni manager se lo humor possa essere allineato al loro status di leader oppure lo metta in discussione.

È anche emerso come i leader in grado di ottenere performance elevate dai collaboratori abbiano buone doti umoristiche. Nello specifico, più che essere in prima persona divertenti, questi leader permettono e agevolano lo sviluppo di situazioni umoristiche, migliorando il clima lavorativo e riducendo lo stress.

Anche nella gestione dei conflitti lo humor sembra essere un alleato prezioso. Un messaggio proposto in maniera umoristica, infatti, viene percepito come meno offensivo e diretto, mantenendo comunque intatto il significato originario; inoltre, distoglie l’attenzione dal conflitto e permette di vedere la situazione sotto altre prospettive.

Lo humor ha dimostrato di essere efficace anche nella negoziazione: è stato notato che una richiesta ha più probabilità di essere accolta se proposta in modo umoristico.

Infine, l’umorismo supporta anche la creatività e le doti di problem solving poiché migliora temporaneamente la capacità di creare legami mentali inusuali.

Da questa rapida carrellata, sembra proprio che questo elemento possa giocare un ruolo importante e positivo all’interno delle aziende.

In realtà il discorso è più complesso. È stato studiato, ad esempio, come lo humor tenda ad abbassare la percezione del rischio. Quando una decisione è veramente critica, meglio lasciare da parte l’ilarità. E in ambito internazionale bisogna fare attenzione: alcuni argomenti potrebbero essere tabù e portare a risultati opposti rispetto alle intenzioni. Lo humor, poi, non è sempre sinonimo di benessere organizzativo. È stato infatti notato come questo venga utilizzato come arma di difesa per ristabilire l’equilibrio psicofisico a seguito di situazioni difficili e stressanti. L’umorismo in azienda può essere quindi la risposta a tensioni e contraddizioni organizzative.

Insomma, inserire lo humor a pieno titolo tra gli strumenti di management e passare a una sua gestione consapevole e scientifica: sicuramente una prospettiva poco romantica ma che forse ci permetterà di comprendere di più un aspetto fondamentale della nostra vita e della nostra società.

 

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