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Economy

Bankitalia: “Dalla crisi economica le imprese usciranno più forti”

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Palazzo Koch nel Rapporto sulle tendenze nel sistema produttivo italiano: l'accresciuta pressione competitiva sui produttori italiani ha sì accentuato le difficoltà di molte aziende ma è anche stata il pungolo a miglioramenti di efficienza

Le imprese italiane usciranno dalla crisi economica più forti di prima. Ne è convinta la Banca d'Italia che, nell'ultimo Rapporto sulle tendenze nel sistema produttivo italiano, configura "scenari di uscita dalla crisi in condizioni competitive non menomate, possibilmente accresciute". Per Bankitalia, infatti, "il tratto distintivo dell'ultima fase economica è l'accresciuta pressione competitiva sui produttori italiani, determinata da una molteplicità di fattori: alcuni più strettamente economici (globalizzazione, innovazione tecnologica), altri connessi con l'evoluzione nella regolamentazione dei mercati (privatizzazione e liberalizzazione dei servizi), altri ancora di natura più politico-istituzio­nale (mercato unico, unione monetaria)".

Se questa maggiore pressione competitiva ha accentuato le difficoltà di molte imprese italiane, l'analisi mostra "come sia anche stata il pungolo a miglioramenti di efficienza del sistema produttivo". Inoltre, "effetti positivi in termini di produttività e di occupazione sono anche seguiti alle liberalizzazioni realizzate di recente in Italia". Per questo motivo la Banca d'Italia insiste con le imprese: "Una maggiore contendibilità nei settori dei servizi -si legge nel rapporto- consentirebbe di ridurre le rendite monopolistiche, a vantaggio dei consumatori e delle imprese utilizzatrici".

Secondo Bankitalia, quindi, la rinnovata spinta alla concorrenza "determina una riallocazione delle risorse dalle imprese meno produttive a quelle più produttive, con guadagni di efficienza aggregata per dato livello di produttività aziendale". In questa ottica, la disciplina del diritto fallimentare, per le imprese, e il sistema di protezione sociale, per i lavoratori, svolgono un ruolo essenziale. Ma non è tutto. "Le pressioni competitive – si legge ancora nel rapporto – richiedono alle imprese più esposte di mutare strategia, ristrutturarsi, divenire più efficienti. L'analisi del Rapporto mette in luce la rilevante eterogeneità che esiste tra imprese, anche all'interno dello stesso settore. Ciò impone di pensare misure di politica economica che aiutino i miglioramenti di efficienza".

Tra gli obiettivi prioritari indicati dalla Banca d'Italia vanno incluse "anche misure che sollecitino le imprese ad accrescere la loro dimensione, superando una visione restrittiva del controllo familiare". Non è compito facile, puntualizza l'istituto, perché investe attitudini radicate e la stessa cultura imprenditoriale prevalente nel Paese, ma la diffusione di forme di controllo diverse da quello familiare e il sostanziale ispessimento della componente medio-grande della struttura dimensionale delle imprese appaiono condizioni cruciali per la sopravvivenza del sistema produttivo italiano.

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