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Luxury

Francesca Furzi, gioielli che esprimono l’eternità

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Oro bianco, giallo e rosa plasmato con linee attuali che prendono spunto da moda e motori

Gioielli in oro bianco, rosa o giallo, ornati da diamanti e brillanti, a tiratura limitata, con linee che richiamano il mondo dei motori, della moda, altre civiltà: queste le caratteristiche della collezione di gioielli ideata da Francesca Furzi, che ricerca nelle sue creazioni l’eternità del bello. Una ricerca che si tramanda dall’antichità, incrociando le strade delle più antiche civiltà, perché il gioiello è  giunto a noi da epoche lontane. La filosofia della designer toscana e torinese di adozione è cogliere l’essenza dell’eternità ed esprimerla in ogni sua creazione. Ogni gioiello è frutto di una ricerca influenzata dall’arte della scultura, dalla concretezza del disegno tecnico, dall’armonia delle forme dell’ auto, dalle mode, ma anche dalla storia e da altre culture.

Ogni pezzo della linea prodotta in Italia artigianalmente è numerato. I gioielli sono resi ancora più preziosi da brillanti e diamanti  tagliati ad arte. La designer visiona personalmente ogni singola creazione per accertarsi che il messaggio affidato ad ogni pezzo si esprima ad ogni riflesso di luce, garantendo così autenticità e unicità ad ogni sua opera.

La collezione è composta da anelli e orecchini. Gli anelli di Francesca Furzi hanno linee concrete, armoniose e pulite, che esaltano ed innalzano il diamante. Gli orecchini completano un percorso di luce che dalla delicatezza dei gesti porta al viso e lo sguardo indugia lungo scintillanti percorsi.

L’artista, designer industriale, Francesca Furzi è nata in Toscana, è cresciuta artisticamente a Roma, e poi professionalmente presso importanti studi di design di noti brand del settore automotive.

Ora vive a Torino e la sua prima collezione è frutto del  suo percorso di vita, degli  studi e delle esperienze che caratterizzano il suo stile. La sua passione per i gioielli nasce nel piccolo paese natio, alle pendici del Monte Amiata, quando subiva il fascino dei preziosi antichi di famiglia, creati dalle mani di abili orafi  dell’Ottocento. Trasferitasi a Roma, nella culla dell’arte e della storia,  decide di iniziare gli studi artistici, per laurearsi in design industriale. Trasferitasi a Milano e poi a Torino, inizia a lavorare presso le più importanti aziende di stile, per poi specializzarsi nel design dell’automobile. Arte e tecnica, un felice incontro aperto a soluzioni nuove ed imprevedibili.

Nella città della moda Francesca subisce l’influenza metropolitana della ricerca di nuovi trend, come sviluppare in modo nuovo e personale le tendenze più attuali e anticipare quelle future.  E nel settore automotive, con Alfa Romeo, raffina il suo senso estetico legato alla modernità e al lusso.

La passione per i gioielli però non l’ha mai abbandonata. E così decide di vivere un’altra importante esperienza, volta ad assecondare quella passione che coltivava fin da bambina. Si trasferisce a Bassano del Grappa presso un’importante azienda orafa che le da la possibilità di imparare non solo a disegnare, ma anche a costruire un gioiello. E’ questa esperienza  la pietra miliare della sua crescita. Qui fa i primi schizzi di quelli che poi saranno i gioielli della sua prima collezione.

Ritornata a Milano e trasferitasi poi a Torino, città dell’automobile, alle giornate di lavoro negli uffici stile di Lancia, seguono nottate trascorse a perfezionare le linee dei suoi gioielli.

Oggi finalmente quelle linee vivono nella sua prima collezione.

Prende ispirazione dall’architettura buddista Pagoda, anello in cui si susseguono superfici concave illuminate da diamanti che sembrano scivolare lungo linee sinuose. Intensi bagliori culminano nella pietra centrale. La forma ascendente si  innalza verso l’alto. Nell’anello Unione,  due forme  identiche ma complementari si abbracciano, così come nella vita, si uniscono compensandosi l’un l’altro. Frutto dell’abbraccio eterno, il diamante al centro, appare come un sigillo che tiene unite le due forme.

Traggono ispirazione da mondo tecnico e funzionale del design nel settore auto motive l’anello Giro e gli orecchini Parentesi, con linee essenziali e superfici esterne spazzolate a cui si contrappongono le interne lucidate a specchio.

La perla, simbolo di purezza, appare quasi sospesa in Equilibrio, caratterizzato da una superficie specchiata e un’altra arricchita dal pavé di diamanti. Due superfici in contrapposizione tra loro, una con pavé di diamanti bianchi, una con pavé di diamanti neri, contraddistinguono Bilancia, mentre Nodo ha angoli lavorati in un design armonico su cui campeggia un diamante. Si ispira all’acqua e rievoca il passato Goccia, col diamante disposto in maniera asimmetrica rispetto alla mano. Alla tradizione guarda Abbraccio che ricorda la forma di serpente, mentre una forma dinamica caratterizza Intreccio. Richiama la forma del polsino della camicia Clip, con il bottone rappresentato da un diamante, mentre Padaung si ispira alla tribù omonima in cui le donne arricchiscono il collo di anelli fin dalla più tenera età per allungarlo.

a cura di Luxgallery.it

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