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Economy

Aziende e laureati: con la crisi il lavoro è sempre più instabile

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Presentata la ricerca “I percorsi professionali dei neolaureati in Lombardia, 2007-2008”. Solo un laureato su cinque ha il posto fisso.  Le lauree che tengono, ingegneria, informatica e infermieristica. Per laureati, prima Milano, seguita da Bergamo, Varese e Brescia

Sono 20.387 i laureati lombardi entrati nel mondo del lavoro tra 2007 e 2008, circa due su tre tra chi ha ottenuto un diploma di laurea in Lombardia nel 2007. Le lauree ingegneristiche le più richieste con tassi di avviamento al lavoro di circa l’80% ma fanno bene anche informatica (77,9%) e le professioni dell’assistenza sanitaria, come infermieri ed ostetrici (82,6%). Maggiori le difficoltà, invece, per i laureati in legge (tasso di avviamento 32,4%), o architettura (43,6%). Lavoro che è sempre più flessibile, solo il 21,8% degli avviamenti avviene con contratto che garantisce il posto fisso, e per il quale sono le ingegneristiche e farmacia ad offrire maggiori possibilità di inserimento: il tempo indeterminato supera il 47% delle assunzioni per ingegneri elettronici e farmacisti. Il lavoro a tempo determinato va soprattutto per lauree che hanno come sbocco prioritario i settori a prevalente presenza pubblica dell’istruzione e della sanità: oltre l’80% per i laureati abilitati all’insegnamento  (scienze della formazione primaria e silsis) e quasi il 60% delle lauree sanitarie contro la media del 36,5%). Molto utilizzati  i contratti di collaborazione per architetti (37% contro media del 16,4%), psicologi (34%) ma anche laureati in scienze politiche (20,3%).

Il 3,5% dei laureati trova lavoro come imprenditore, soprattutto tra gli odontoiatri (51,7% dei laureati avviati al lavoro) ma anche un architetto su otto (11,7%) e un laureato in storia su venti (5,8%). Servizi alle imprese il settore che assume  di più  (33%) e quasi il 15% dei laureati lavora per una multinazionale. I laureati in Lombardia. Con oltre 46.000 laureati nel 2007, per il 21% proveniente dalla Statale di Milano, il sistema universitario lombardo cresce del 2,8% in tre anni, con boom a Bergamo (+34,4%) e alla Bicocca di Milano (+28%).

Oltre la metà sono donne che, anche se prediligono facoltà umanistiche (circa 90% dei laureati), fanno meglio degli uomini in medicina (69% dei laureati), farmacia (77%) e veterinaria (72%). Straniero in media un laureato su cento, uno su venti alla Bocconi, ma sono pochi gli studenti a laurearsi in corso, solo poco più di uno su cinque per la laurea triennale, uno su tre per la specialistica. I laureati più “lenti” alle università Bicocca, Insubria, Statale di Milano e Bergamo. Come numero di nuovi laureati, Milano è prima in Lombardia, con il 35,6% del totale laureati nella regione, seguono poi Bergamo (8,2%), Varese (7,4%), Brescia (6,9%) e Como (5,3%).

Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla ricerca presentata oggi “I percorsi professionali dei neolaureati in Lombardia, 2007/2008” promossa da Camera di Commercio di Milano e Unioncamere Lombardia e realizzata da Formaper, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con la Provincia di Milano. Presi in esame i laureati nell’anno 2007 e le loro attività lavorative fino a tutto il 2008.

“In un momento economico difficile come quello che stiamo attraversando – ha commentato Renato Borghi, presidente di Formaper, azienda speciale della Camera di commercio di Milano – diventa ancora più decisiva l’importanza rivestita dal capitale umano quale leva da cui non si può prescindere per far ripartire la competitività delle nostre imprese e per rispondere in modo adeguato alle sfide poste dall’economia globale. Il tema della difesa del lavoro, sentito ancora di più adesso, deve potersi coniugare con la valorizzazione delle risorse umane di elevato profilo presenti nel nostro territorio. Rafforzare il legame tra Università e mondo del lavoro, offrendo agli studenti adeguate prospettive professionali, diventa così una sfida importante, per riprendere a puntare sui giovani”.

“Puntare sulla formazione oggi è ancora più importante – ha dichiarato Paolo Guaitamacchi, vicepresidente di Formaper, azienda speciale della Camera di commercio di Milano – in una fase difficile per il sistema economico, come via di competitività attraverso il potenziamento delle risorse umane ma anche come possibilità di migliore inserimento lavorativo e professionale”.

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