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Moda

E’ l’anno delle brand extensions anticrisi

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Ricerca di nuovi mercati e presentazione di proposte innovative sembrano essere le ricette anticrisi delle aziende della moda che puntano sulle brand exstensions

Come reagire alla crisi economica e finanziaria che, per tutto il 2009 almeno, peserà sul mondo della moda? A Pitti Uomo le aziende hanno cercato nuovi mercati e presentato nuove proposte per catturare l'attenzione. Le brand extensions sono state all'ordine del giorno. Se Vilebrequin si è aperto in pompa magna allo sportswear, Roy Rogers non si accontenta di aprire al beachwear col costume da bagno presentato a Firenze, ma annuncia addirittura il prossimo arrivo di una linea di mobili e complementi d'arredo. L'orizzonte dell'azienda toscana celebre per i suoi jeans è quello del nuovo stabilimento, che sarà realizzato a Campi Bisenzio (Firenze) e sarà pronto nel 2011.

Si espande anche Date, che dopo una crescita del fatturato del 250% in pochi anni, ed una presenza in 650 punti vendita fra Italia ed estero, ha debuttato a Pitti con una linea di abbigliamento sportswear contraddistinta da qualità e semplicità: capi basic in felpa o cotone come pantaloni lunghi, bermuda, t-shirt, giubbini. Us Polo Assn, prodotta dalla toscana Incom (75 milioni di euro il fatturato 2008), punta invece sulla nuova linea donna: "Abbiamo raccolto con entusiasmo i diversi stimoli provenienti dall'esterno – ha detto il responsabile di progetto, Lorenzo Nencini – e questo ci ha dato la possibilità di seguire un percorso che ha generato risultati molto soddisfacenti". L'ultima campagna vendite (per la collezione autunno/inverno 2009-10) ha fatto segnare un incremento del 30% nel giro d'affari.

Sono comunque pochi quelli che immaginano una crescita nell'anno in corso, ed anche un big come Brunello Cucinelli pensa ad "un'ulteriore ricerca di capi speciali da ammortizzare con l'abbinamento a prezzi più economici", per risalire la china dopo il -20% accusato dall'azienda. Fra chi prova a vedere rosa c'è Barbisio, il cappellificio vercellese fresco di accordo con Maurizio Romiti, che ha rilevato il 50,3% dell'azienda che ha chiuso il 2008 a quota 1,9 milioni di euro per quanto riguarda il fatturato. "Non abbiamo ceduto una partecipazione per quattro soldi, l'abbiamo ceduta per poter crescere più rapidamente, fare in due anni quello che altrimenti faremmo in venti", spiega l'ad Giorgio Borrione, che ha trovato ascolto molto agevolmente: "Quando ho proposto l'affare a Romiti – racconta – aveva un nostro cappello, un fedora in feltro".

L'attesa per i buyer esteri agli stand è stata grande: impressioni positive da Blauer, dove si è visto un buon afflusso di compratori da un mercato mediamente in flessione come quello della Germania, e dove si punta a chiudere il 2009 con un +20% nel fatturato rispetto ai 50 milioni di euro 2008. Del Siena, marchio aretino delle camicie, vede invece "una leggera flessione già adesso – dice Marco Del Siena – nell'ordine del 7%": l'intenzione è quella di reagire lanciando sul mercato la nuova linea donna. Un altro marchio aretino, la storica Lebole che festeggia 50 anni di attività, punterà sui mercati dell'Europa dell'Est. C'è chi poi dalla Toscana si ritira: Brooks Brothers ha annunciato la prossima chiusura del negozio di Firenze.

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