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Luxury

Ghisò: lifestyle, funzionalità e lusso

ghiso

Intervista a Gianluca Maina, Ceo dell'azienda svizzera

Ghisò è uno di marchi più interessanti nel settore degli accessori di alta gamma, a metà tra design sobrio e alta gioielleria.

Rigore, lusso,semplicità e funzionalità per cadeau dai materiali preziosi (come il cavallino, le piume, il fossile di mammut, l’ebano, la madreperla, per citarne solo alcuni) e spesso in edizione limitata costituiscono le linee guida della conduzione di Gianluca Maina, Ceo di Ghisò. Quali tappe l’hanno portata alla guida di Ghisò?
La mia scelta di acquisire e dirigere il marchio Ghisò è stata presa  su un’emozione, un colpo di fulmine. In quel periodo mi trovavo a New York, quale Vice Presidente del marchio Harry Winston, e l’idea di rilevare un marchio per ricominciare da zero mi solleticava da parecchio tempo. Ghisò si è presentato come il marchio ideale: un quoziente emotivo molto alto, prodotti di alto livello, una storia intrigante e tanto lavoro da fare. La scelta è stata presa in un momento. Da lì a riunire un gruppo di investitori, rilevare il marchio e rilanciare un progetto, ci è voluto poco.

Un italiano a capo di un’azienda del lusso svizzera. Il made in Italy batte la precisione elvetica?

Mi piace pensare a Ghisò come a un marchio senza confini e con radici globali. Per restare nel lusso, oggi, è fondamentale offrire un prodotto di altissima qualità associato a un concetto lifestyle intrigante. L’Italia, ovviamente, si presta a tutto questo. I nostri artigiani rappresentano al meglio il made in Italy di prestigio. Grazie a loro possiamo contare su un’esperienza secolare, su tradizioni ed esperienze che permettono la creazione di oggetti unici e altamente qualitativi, offrendo al tempo stesso un’immagine ricca e emozionale, legata a uno stile di vita unico e invidiato in tutto il mondo. Il fatto di essere oggi basati a Ginevra ci permette di attingere a un’altra cultura, legata al mondo dell’orologeria e di un certo tipo di gioielleria, che ci consentirà in futuro di arricchire l’offerta di prodotto con creazioni particolari.

Quali sono le caratteristiche che, secondo Lei, fanno spiccare il made in Italy nel mondo del lusso?
Indubbiamente un’artigianalità unica, un gusto particolarmente spiccato e un’incredibile attenzione al dettaglio. Queste caratteristiche si adattano bene a una parte del lusso made  in Italy esportato e consumato in tutto il mondo. Secondo me è fondamentale restare il più possibile legati a questi valori, epurando il messaggio e i prodotti di tutti i surplus che non aumentano il valore intrinseco del singolo oggetto. Lusso vuol sempre più dire valore reale del prodotto. E in questo il made in Italy ha una carta da giocare, importantissima.

A chi vi ispirate per la realizzazione delle vostre preziose creazioni?

Alla vita di tutti i giorni e a un ipotetico signor Ghisò. E’ importante pensare a situazioni reali e a una persona che vive realmente e che utilizza i nostri prodotti. Anche se l’immagine degli oggetti di lusso è spesso associata a oggetti superflui, è importante che questi oggetti rispondano a un bisogno reale, che siano funzionali e che abbiano un vero utilizzo. Potrei parlarvi per ore del signor Ghisò, di come vive, di cosa fa, e del suo stile di vita…

Vi rivolgete a una clientela principalmente maschile. Chi, tra donna e uomo, è più esigente nella scelta di un accessorio?
Il nostro cliente è molto esigente, sia che sia un uomo che vuole farsi un regalo, o una donna che acquista un omaggio. Non credo che il fatto di essere esigenti sia una questione di genere. Quando si acquista un prodotto del nostro livello è normale richiedere una qualità senza compromessi…

 
Paola Perfetti

a cura di Luxgallery.it

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