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Arte

L’evento arte: l’innovazione proiettata da Linea d’Ombra

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Come trasformare una mostra in un evento capace di attirare migliaia e migliaia di persone. Per avvicinare il grande pubblico e coinvolgere importanti organizzazioni servono strategie, progetti mirati e competenze specifiche: la rivoluzione della società di Marco Goldin che ha cambiato il modo di fare arte in Italia. A cominciare dalla comunicazione

Più di 5 milioni di visitatori in dieci anni di mostre ed eventi. Numeri che il mondo dell’arte, in Italia, non vedeva e assaporava da tempo. Numeri ma soprattutto nomi, considerando che le mostre in questione vanno da Gauguin e Van Gogh agli Impressionisti fino ad arrivare alla storia della pittura americana. Esposizioni conosciute e apprezzate in tutto il mondo e da dieci anni a questa parte protagoniste anche nei musei italiani, soprattutto lombardi. Il merito va alla società Linea d’Ombra e al suo ideatore e proprietario Marco Goldin, considerato un vero e proprio stratega nel settore artistico delle mostre per la sua capacità di organizzare eventi che richiamano migliaia di persone. “Abbiamo avuto la capacità di portare in Italia opere importanti allargando l’arte a un pubblico molto ampio e variegato – spiega Marco Goldin -. Tra le mostre più importanti ci sono sicuramente Van Gogh e Monet. Siamo stati premiati per aver avuto la capacità di comunicare progetti in modo diverso, nuovo. Le nostre mostre non sono solo per addetti ai lavori ma per tutti, quindi, ci siamo rivolti non solo alle riviste di settore ma anche ai quotidiani, a internet, ai punti vendita e centri commerciali”.

Linea d’Ombra nasce alla fine del 1996 da un’idea di Marco Goldin. La società si occupa della gestione completa degli eventi espositivi. Oltre alla cura diretta, effettua la redazione e la stampa dei cataloghi, con una propria sigla editoriale, Linea d’ombra Libri, il trasporto delle opere d’arte, in collaborazione con importanti operatori del settore, la loro assicurazione, l’aspetto promozionale e pubblicitario, la segreteria, l’ufficio stampa, in collaborazione con lo studio Esseci di Padova. Dalla sua nascita ad oggi ha organizzato decine di mostre, richiamando oltre 5 milioni di visitatori. A partire dal 1996 Linea d’Ombra ha seguito la preparazione e allestimento di mostre importanti tra cui: Gianfranco Ferroni, Piero Guccione, Zoran Music, Sutherland, da Monet a Morandi. Solo a Treviso (dove si trova la sede della società), in collaborazione con la Fondazione Cassamarca di Treviso, due milioni di persone hanno ammirato le mostre: Roberto Tassi e i pittori; Ottocento e Novecento in Europa; Da Van Gogh a Bacon e Da Fattori a Burri (1998); Da Cézanne a Mondrian (1999); La nascita dell’impressionismo (2000); Monet. I luoghi della pittura (2001); L’impressionismo e l’età di Van Gogh (2002); L’oro e l’azzurro. I colori del Sud da Cézanne a Bonnard (2003).

“A Brescia – prosegue Goldin – diventata in questi anni la prima città in Italia per il numero di visitatori di mostre, ha preso il via nel 2004 “Lo splendore dell’arte”, un programma quinquennale inaugurato dallo straordinario successo di “Monet, la Senna, le ninfee “(440.564 visitatori)”. L’ottimo risultato è stato ben presto superato con la mostra “Gauguin e Van Gogh” nel 2006 che ha avuto 541 mila visitatori, mentre “Turner e gli impressionisti” della stagione 2006-2007 ha raggiunto i 361 mila”. Sul piano degli effetti economici sul territorio bresciano, uno studio dell’IReR (Istituto Regionale della Lombardia) nel dicembre 2006 ha dimostrato che la mostra di Gauguin e Van Gogh, a fronte di un investimento di 7-8 milioni di euro, ha avuto un impatto economico totale sul territorio di ben 75.746.760 euro.

Nella stagione espositiva 2006-2007, Linea d’ombra ha proposto al Museo di Santa Giulia una vasta esposizione per raccontare “La grande storia del paesaggio moderno”, con il titolo Turner e gli impressionisti (28 ottobre 2006-9 aprile 2007). Per la stagione espositiva 2007- 2008, Marco Goldin ha ideato e curato la mostra più esaustiva mai dedicata in Europa alla pittura americana del XIX secolo. Si tratta di “America! Storie di pittura dal Nuovo Mondo” (Brescia, Museo di Santa Giulia), una mostra vastissima nel numero delle opere, e non solo una mostra di pittura. Ultimo atto del progetto “Brescia. Lo splendore dell’arte” è stata la mostra “Van Gogh. Disegni e dipinti. Capolavori dal Kröller-Müller Museum”, dal 18 ottobre 2008 all'8 febbraio 2009 che ha coinvolto 212.325 persone.

“La regione Lombardia è una delle realtà più vivaci dal punto di vista culturale, centrale il ruolo bresciano, una provincia che in soli 4 anni ha raccolto 2,5 milioni di visitatori. Dall’altra parte inizio a vedere una Milano che ha voglia di riprendersi per tornare al suo ruolo primario – spiega Marco Goldin -. Quali sono le difficoltà? Sicuramente quelle legate ai prestiti delle opere perchè ci si dimentica spesso che il successo di una mostra comporta dei costi elevati, soprattutto se si guarda alla qualità, come facciamo noi. Tra le mostre che mi hanno dato più soddisfazione ci sono sicuramente quelle di Gauguin e Van Gogh. La più visitata resta quella dedicata a Renoir con 602 mila visitatori”. E per il futuro c’è un sogno che Goldin vorrebbe vedere realizzato: “In questi anni abbiamo fatto molte mostre incentrate sull’Ottocento e su nomi importanti. Vorrei, se sarà possibile, dedicarmi alle mostre meno popolari di artisti del Novecento dove ci sono molti nomi validi ma ancora poco conosciuti”.

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