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Moda

Milano: sfilano le collezioni anticrisi

ferragamo

Lanciare messaggi positivi e risvegliare i consumi: è l'obiettivo di stilisti e operatori del campo della moda, protagonisti in questi giorni a Milano in occasione delle sfilate

 Può la crisi condizionare lo stile maschile, influenzare il modo di vestire, farlo più o meno colorato, slim o confortevole, classico o eccentrico? Forse sì, ma va detto che gli abiti futuri, quelli che gli uomini indosseranno a partire dalla primavera 2010, quando – si spera – la grande crisi sarà alle spalle, sono stati ideati adesso e proposti sulle passerelle milanesi in pieno 2009, annata di drastici ridimensionamenti e di grande fatica. Per questo, tutto quello che si è visto in quattro giornate di sfilate e presentazioni, corrisponde piuttosto al bisogno di lanciare messaggi positivi e di risvegliare i consumi, ma con la prudenza di chi non può scialare, sprecare, fare cose inutile che restano nel campionario o sugli scaffali. Ottimo prodotto dunque, ma non solo. E' proprio vero che la difficoltà aguzza l'ingegno: ogni marchio ha dato il meglio di sé usando fantasia e realismo.

Ci sono state stagioni in cui si sono viste passerelle noiosissime (con la moda maschile è facilissimo sbadigliare) di collezioni basiche e troppo 'normali'. Oggi tutti hanno capito che, per indurre a comprare, bisogna comunque proporre qualcosa che faccia venir voglia, che sia irresistibilmente nuovo, ma insieme mettibile e possibile. Da questo delicato compromesso nascono le tendenze viste a Milano. Innanzitutto il jeans che si impone prepotentemente sotto il blazer, che si fa rivedere strappato, lavorato, borchiato, ricamato, ma anche normalmente schiarito.

Con lui torna in auge il tessuto denim, anche sottile e sempre chiaro, per completi sartoriali e camicie da indossare anche di sera sotto lo smoking. La giacca del tuxedo ormai è un must, di qualsiasi colore e materiale, con collo sottile e anche di velluto, può essere indossata quasi a tutte le ore, anche con pantaloni qualsiasi, senza bisogno che l'invito ordini 'cravatta nera'. La moda si rivolge alla nuova generazione di uomini, quelli più giovani e internazionali, che hanno ormai abitudini diverse, codici e regole inedite anche sul lavoro.

Nessuno più teme il colore in ufficio: e così, partendo dal bianco, tanto, ci sono tutte le tinte, soprattutto il rosso, come total look o anche solo quale dettaglio, dal corallo all'arancio e al cremisi: 'man in red' sarà la parola d'ordine dell'estate 2010. Torna però il grigio classico usato in modo diverso, disinvolto, con pantaloni stretti, camicia senza collo e magline leggerissime. Altro tema infatti è la trasparenza maschile: le t-shirt saranno di jersey sottilissimo, i cardigan lievi o perfino traforati come reti, portati anche uno sull'altro perché andrà molto il 'doppio', due camicie e perfino due giacche, ovviamente sfoderate.

Tanti i pantaloni corti, veri bermuda, indossati con la giacca, in versione smoking di sera. Pelle impalpabile per i giubbini, cotone o nylon-seta per i trench che restano un must. In calo, almeno sulle passerelle, i sandali e le sportive sneakers mentre salgono le quotazioni dei morbidi mocassini 'driver' e delle classiche stringate (anche portate senza stringhe!) pure bicolori. Infine, un tocco d'oriente, ma quasi vago, solo un cenno nella taglia più confortevole di certi pantaloni, magari arricciati, da alternare a quelli stretti perfino strettissimi.

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