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Moda

Pitti: la moda chiede aiuto a governo e banche

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Al via alla Fortezza da Basso di Firenze la settantaseiesima edizione delle sfilate di moda per la prossima estate. Preoccupazione per la crisi ma anche tante proposte per cercare di uscirne

La moda italiana si da' appuntamento a Pitti Uomo con la preoccupazione legata alla crisi, ma anche con la fiducia di poterne uscire. E se gli imprenditori faranno la loro parte, il settore chiede il sostegno di governo e banche, magari rilanciando l'idea della 'rottamazione' dell'abbigliamento. ''Dati così non si vedevano da anni – ha detto Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine all'inaugurazione della rassegna, aperta da oggi a venerdi' prossimo alla Fortezza da Basso di Firenze -. Non bisogna creare allarmismi, ma non dobbiamo neanche pensare che tutto sia finito. La vera sfida è passare dai mercati maturi della moda a quelli nuovi, e Pitti potrebbe essere il nuovo effetto-Marchionne della moda, perche' mostra questi 900 marchi, uno più bello dell'altro, ai nuovi compratori, e infatti abbiamo incrementi di buyer dal Medio Oriente, dall'Estremo Oriente e dall'Europa dell'Est''.

Alla crisi, ha spiegato Marzotto, ''bisogna reagire con qualità, creatività e velocità, fare dei bei prodotti con buoni servizi'' ma, ha precisato, ''le banche ci devono stare dietro e fare fronte comune, perchè un momento cosi' delicato non l'avevamo mai vissuto''.

''Le nostre imprese – ha aggiunto Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia – stanno nuotando in apnea, e devono poter tirare fuori la testa dall'acqua. L'ossigeno è il credito, e il nostro settore ha dato un contributo fondamentale nel chiedere l'istituzione del Fondo di garanzia per trasformare i debiti a breve in debiti a lungo termine.

Il Fondo è stato riempito di soldi, e noi abbiamo il dovere di farli arrivare alle imprese, perchè diciamolo chiaro, ancora questi soldi non si stanno muovendo''. E poi il problema può essere affrontato anche ''lasciando in azienda il Tfr inoptato''.

Tronconi ha anche rilanciato l'idea di una ''rottamazione'' della moda, o almeno di una ''rigenerazione'' per sostenere il settore con agevolazioni selettive ai consumi. E poi ''dobbiamo pensare anche a una rigenerazione delle strutture turistiche per andare incontro ai consumi dei non residenti, per gli stranieri interessati al nostro made in Italy''.

Questa edizione di Pitti Uomo, comunque, darà un'indicazione sulla durata della crisi. ''La ripresa – spiega Raffaello Napoleone, Ad di Pitti Immagine – è attesa nel 2010 e qui presentiamo proprio le collezioni 2010. Quindi ci potremo fare un'idea di dove sta andando il mercato. Noi da parte nostra siamo impegnati a sostenere le imprese con investimenti in comunicazione e anche tenendo fermi i costi per la partecipazione''.

Nel corso della cerimonia di apertura di Pitti è stato anche consegnato il premio Pitti Immagine a Remo Ruffini, patron di Industries. Premi alla carriera alla giornalista Mariella Milani e a Beppe Modenese, presidente onorario della Camera nazionale della Moda.

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