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Creatività e innovazione: il valore aggiunto Adobe per IT

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Oltre un miliardo di personal computer in tutto il mondo “indossano” i loro software e prodotti. Giuseppe Guerrini, amministratore delegato di Adobe Systems Italia, spiega il ruolo strategico di questa grande azienda al servizio di imprese e Pubblica Amministrazione: dal web 2.0 all’E-Government

I loro software e prodotti sono presenti su oltre un miliardo di personal computer e telefoni cellulari. Le loro tecnologie, forti di 27 anni di esperienza, sono diventate il punto di partenza per il rilancio della Pubblica Amministrazione e per rendere sempre più efficienti le imprese. Stiamo parlando di Adobe, una delle aziende produttrici di software più importanti e diversificati a livello mondiale per la creazione e la condivisione di informazioni e contenuti. Come ci ha raccontato Giuseppe Verrini, amministratore delegato di Adobe Systems Italia, l’azienda sta portando avanti una serie di iniziative per favorire l’innovazione di aziende ed enti pubblici, in linea con quanto previsto dal Piano E-Government 2012 del ministro Brunetta. Non solo, nell’ottica del Web 2.0, Adobe è inoltre molto attiva nel supportare le aziende che vogliono comunicare in modo più efficace con i propri interlocutori interni ed esterni, offrendo tecnologie che aprono la strada alla multicanalità, all’utilizzo di contenuti video, alla costruzione di piattaforme Web interattive e multimediali.

Su quali pilastri poggia il costante e crescente successo di Adobe Systems?
Principalmente sul fatto di off rire un prodotto semplice da utilizzare e allo stesso tempo potente. In 27 anni di attività abbiamo sempre lavorato per sviluppare soft ware a misura d’uomo, pensando a tutte le categorie, dal singolo consumatore al designer, al creativo fi no ad arrivare all’uomo di aff ari. E devo dire che le risposte avute dal mercato ci hanno sempre premiato: il 90 per cento delle riviste e dei siti web è creato partendo dalle nostre tecnologie. Off riamo client gratuiti, Adobe Reader® e Flash Player, che si trovano su milioni di computer, telefoni cellulari e dispositivi smart di tutto il mondo, consentendo così alle persone di confrontarsi tra loro e di utilizzare e scambiare informazioni e contenuti attraverso il web, applicazioni aziendali, riunioni online e documenti digitali.

Grazie ad Adobe e all’evoluzione dell’Information Technology, come è cambiato il ruolo del consumatore?
Stiamo assistendo al fenomeno della “consumerization”, ovverosia la consumatorizzazione dell’IT. Le informazioni arrivano direttamente dal consumatore che è passato a un ruolo attivo, non subisce più ma agisce e interagisce. Oggi c’è il web 2.0, un’enorme piattaforma dove vengono creati contenuti, lo dimostra l’esplosione e il successo di You Tube, Wikipedia e dei Social Network. In questo cambiamento Adobe ha messo a disposizione gli strumenti che aiutano il consumatore a mantenere il proprio ruolo attivo; basti pensare che l’80 per cento dei video in rete sono creati sulla piattaforma di Flash Player e lo stesso soft ware è installato sul 99 per cento dei PC collegati in rete (oltre un miliardo); sono oltre 250 milioni i PDF presenti e scaricabili. Tutto questo crea naturalmente una grande opportunità per le imprese e per la Pubblica Amministrazione.

Oltre al mondo dei Pc oggi si sta espandendo notevolmente il mercato del Mobile. Come Adobe si sta adeguando a questo ennesimo cambiamento?
Oggi il consumatore si rivolge ai dispositivi mobili e in questo senso Adobe è andato incontro ai propri clienti. Nei prossimi mesi sarà presente la tecnologia Flash per gli Smartphone e ad oggi Flash è già presente su oltre un miliardo di telefoni cellulari. Stiamo assistendo a un netto sorpasso della tecnologia mobile rispetto al classico PC e noi non facciamo altro che spingere e viaggiare nella stessa direzione e facilitare il lavoro delle pubbliche amministrazioni, delle aziende e del singolo consumatore.

Il mondo delle imprese, del business è in grado di utilizzare in modo adeguato le nuove tecnologie o manca ancora una certa consapevolezza degli strumenti a disposizione?
Partiamo dal presupposto che la tecnologia è la base per portare l’innovazione e quindi è una delle vie praticabili per uscire dalla crisi. Purtroppo nel decreto anti-crisi approvato recentemente dal Governo, che contiene diversi aspetti positivi, si escludono dalla detassazione degli utili delle imprese che reinvestono in macchinari, quelli destinati agli investimenti in tecnologie digitali. Resta un po’ di amarezza per questa situazione perché non c’è ancora la consapevolezza dell’importanza degli investimenti nell’innovazione, soprattutto in un periodo di crisi. Il motivo? Si tratta di un gap culturale, lo stesso che ha portato l’Italia al 42esimo posto tra i 115 paesi dove maggiore è la penetrazione delle tecnologie digitali. L’Information Technology è il sistema nervoso delle aziende, senza sarà difficile superare questo momento.

Come fare per crescere e tornare ad essere competitivi?
Per essere competitive le aziende devono sfruttare l’engagment ovverosia la possibilità di offrire una serie di applicazioni che coinvolgano l’utente finale utilizzando la tecnologia Web 2.0, interagendo in maniera semplice e avendo feedback sui servizi offerti. Questo si deve sposare con i sistemi informativi delle singole imprese e direi che unendo il meglio dei sistemi già presenti con le possibilità offerte dal web 2.0 le possibilità di business crescono. Oggi ci sono i blog, i Social Network, una serie di occasioni che vedono l’utente in prima linea e le aziende hanno l’opportunità di interagire e proporre servizi migliori.

Come Adobe avete appena fi rmato il protocollo d’intesa con il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione in tema di dematerializzazione. Un passaggio importante e fondamentale per realizzare il piano di E-Goverment 2012…
Esatto. Da anni lavoriamo con la Pubblica Amministrazione attraverso progetti mirati a ridurre drasticamente l’utilizzo della carta e a velocizzare i processi interni ed esterni. È la nostra principale area di mercato. E-Gov 2012 definisce un insieme di progetti di innovazione digitale che, nel loro complesso, si propongono di modernizzare, rendere più efficiente e trasparente la Pubblica Amministrazione, migliorare la qualità dei servizi erogati a cittadini e imprese e diminuirne i costi per la collettività e liberando le risorse per gli investimenti nell’innovazione, migliorando così la qualità della vita. In questo piano è centrale il tema della dematerializzazione: ad oggi la gestione dei documenti assorbe l’1 per cento del PIL e dematerializzando solo il 10% dei documenti si risparmierebbero miliardi di euro, rendendo il servizio molto più efficiente e veloce. In base a questo accordo ci siamo impegnati a creare un progetto per lo sviluppo di un Centro di Competenza che promuova l’uso della tecnologia ICT. Il Centro sarà posizionato all’Università dell’Aquila e comporterà un investimento da parte di Adobe di circa 200mila euro.

Adobe Systems è entrato nel mondo della giustizia con il modello Digit 2.0., sperimentato con successo al Tribunale di Cremona. In cosa consiste questo progetto?
 Il tribunale di Cremona rappresenta un caso di eccellenza a livello nazionale e stiamo cercando di replicare in altri tribunali, come Genova, Milano, Napoli e Roma. In tema di giustizia l’Italia è al 151esimo posto, non possiamo andare avanti così. Grazie a questo progetto a cui abbiamo lavorato per 4 anni, si migliora la collaborazione nelle diverse fasi del processo, la condivisione della documentazione, la comunicazione tra il Tribunale e gli attori interessati al procedimento, la conformità alle norme. Gli strumenti pos i protette di testimoni, interrogatori e deposizioni, coinvolgendo indagati, periti e consulenti senza richiedere necessariamente la loro presenza fi sica in aula. Il fascicolo penale informatico è considerato una best practice dal Ministero della Giustizia con 840 processi penali dematerializzati e 20 milioni di PDF all’anno. La dematerializzazione degli 800 faldoni del Processo di Piazza della Loggia è costato 45mila euro per produrre 23 copie formato PDF che sarebbero costate 1 milione di euro in cartaceo. Non solo, c’è anche un aspetto sociale importante da considerare: per Cremona infatti il recupero dei materiali dei processi è stato fatto dai detenuti del carcere.

Tra le diverse aziende con cui lavorate, ci può portare un esempio di effi cienza legata ai vostri prodotti?
Collegato al prodotto Adobe Connect – per le web conference – abbiamo riscontrato un notevole successo per l’azienda Coin. Il Gruppo ha un’organizzazione decentrata quindi i viaggi e le trasferte erano notevoli. Per facilitare il processo di comunicazione, tagliando prima di tutti i costi e i tempi, Coin si è dotata di Adobe Connect che permette di condividere, discutendone in tempo reale, documenti e, persino, applicativi e contenuti interattivi durante le conferenze via web. Non solo, adesso questo supporto viene utilizzato anche per dei corsi on line realizzati dai fonditori e consegnati al Gruppo evitando così di mandare sul posto dei propri rappresentanti.

Quali sono i suoi obiettivi personali?
A ottobre saranno 36 anni che lavoro nel mondo dell’IT. La mia idea è che software e servizi debbano essere venduti per far vivere meglio. Le tecnologie ci devono servire per alzare la qualità della nostra vita permettendoci di fare quello che vogliamo sempre, in qualsiasi momento e luogo. Il mio obiettivo è di continuare a lavorare per l’innovazione.

Nella sua densa carriera nel settore dell’IT qual è stata la sua “scuola” di formazione?
Ho trascorso 12 anni in Olivetti e sicuramente questa azienda è stata il mio trampolino di lancio. Mi ha dato una visione aperta al mondo e mi ha fatto capire quali siano i pilastri per lavorare bene: il rapporto con il cliente, la motivazione personale, la collaborazione con i colleghi e la meritocrazia. Oggi posso dire che il giusto mix per un business ideale è dato dalla cultura umanistica italiana unita con il modo di lavorare dei britannici.

Cosa c’è nel futuro di Adobe?
Sicuramente innovazione con l’impegno per il Web 2.0, il mondo dei media che sta cambiando, la multicanalità, la tv interattiva, la dematerializzazione. Insomma tutto ciò che serve all’utente per essere una persona attiva nei confronti della tecnologia.

Ritratto azienda
Adobe Systems viene fondata nel 1982 da Chuck Geschke e John Warnock. I due si sono incontrati alla fine degli anni Settanta, mentre lavoravano al Palo Alto Research Center (PARC), il famoso centro di ricerca Xerox, dove eseguivano ricerche su sistemi per grafica e stampa compatibili con tutti i dispositivi. Esaltati dalle potenzialità di cambiare il volto dell’informatica che emergevano dal loro lavoro, Geschke e Warnock compresero che il solo modo in cui le loro idee potevano passare dai laboratori al mercato tecnologico in piena espansione era la creazione di una loro società. L’azienda viene fondata partendo da una semplice premessa: in che modo il testo e le immagini visualizzate sullo schermo potevano tradursi in stampe, conservando tutta la loro bellezza e precisione? Un anno più tardi, contribuirono alla rivoluzione del desktop publishing grazie all’introduzione della tecnologia Adobe® PostScript®, che forniva un approccio radicalmente nuovo alla stampa di testi e immagini su carta. Basandosi sul successo ottenuto con la tecnologia Post- Script, Adobe proseguì con l’espansione delle applicazioni software rivolte ai desktop con i programmi Adobe Illustrator ® e Adobe Photoshop®. Poi è arrivato il software Adobe InDesign®, una vera rivoluzione per il mercato dell’impaginazione, che ha consentito l’adozione di flussi di lavoro editoriale moderni e integrati da parte di riviste famose, giornali e marchi aziendali. Nel promuovere la propria visione, tesa a reinventare e migliorare l’information technology, Adobe ha poi lanciato il software Adobe Acrobat® e il formato Adobe Portable Document Format (PDF). Nel 2005, con l’acquisizione di Macromedia, Inc., azienda che ha sviluppato la diffusa tecnologia Flash® e svolto un’attività pionieristica nello sviluppo web, Adobe ha ampliato la sua solida base tecnologica e il portafoglio di soluzioni per l’utente
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