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Monza e Brianza: l’impresa si veste di rosa

galimberti

Un terreno fertile per imprenditori ma soprattutto per imprenditrici. Si conferma una realtà ricca di vecchie e nuove iniziative imprenditoriali capaci di premiare il valore aggiunto e le capacità femminili in campo business. Ce ne ha parlato Antonella Galimberti

Un terreno fertile per imprenditori ma soprattutto per imprenditrici. La Monza e Brianza si conferma una realtà ricca di vecchie e nuove iniziative imprenditoriali, aziende storiche e di recente nascita ma soprattutto è sempre più teatro di imprese “in rosa”, guidate da donne cariche di buona volontà, spirito di sacrificio e una buona dose di determinazione. Lo conferma una di loro, Antonella Galimberti, imprenditrice di Varedo, con un passato da Sindaco della cittadina brianzola, membro del Comitato per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile della Camera di Commercio e collaboratrice nella gestione aziendale delle imprese di famiglia Gal SAS per la produzione di bibite analcoliche e la VID Srl per la distribuzione all’ingrosso di bevande.

Ci può descrivere brevemente il suo percorso imprenditoriale?
Dopo la laurea alla Bocconi ho frequentato dei corsi di specializzazione negli Stati Uniti perché mi sono dedicata all’attività di consulenza. Negli anni Ottanta era importante se non indispensabile fare questo tipo di percorso. Dopo aver lavorato all’esterno mio padre mi chiese di entrare in azienda. Nel 1997 mi hanno chiesto di candidarmi sindaco del nostro Comune di Varedo; ci ho riflettuto molto e alla fine ho accettato. Abbiamo vinto e per 4 anni mi sono divisa tra Comune e azienda, la mattina da una parte, il pomeriggio dall’altra per poi tornare la sera in Comune. Terminato il mandato non mi sono ricandidata perché nel frattempo mi ero sposata e mi ero trasferita in Svizzera.

La sua è un’azienda storica della Brianza…
Esatto. È stata fondata da mio nonno a inizio Novecento: aveva acquisito una ditta che imbottigliava bibite nelle vecchie bottiglie chiuse con la pallina e non con il tappo e spedita con grandi casse di legno molto pesanti. Nel corso degli anni c’è stata la trasformazione del ciclo produttivo, non solo, all’azienda già esistente abbiamo deciso di affiancare anche distribuzione dell’acqua. Alla fine degli anni Settanta abbiamo diviso le due società: la Gal che si occupa della produzione di bibite analcoliche con il nostro marchio per conto terzi, poi la Vid che si occupa solo di distribuzione all’ingrosso di bevande.

Lei è stata anche sindaco di Varedo dal ‘97 al 2000. Si può dire che conosce la macchina dell’amministrazione pubblica. Come imprenditrice, secondo lei, cosa manca alla macchina pubblica per funzionare come impresa privata, nel segno dell’efficienza e meritocrazia?
Io ho avuto la fortuna di avere vicino una Giunta composta da gente giovane, dinamica con in mano un programma chiaro e definito. Noi controllavamo tutto il programma, stato di avanzamento del lavoro ogni due settimane. Con noi lavorava un direttore generale bergamasco che arrivava in Comune alle sette del mattino, molto bravo e serio. In 4 anni abbiamo fatto tantissimo, il 150% del nostro programma. Abbiamo condotto il Comune come fosse un’azienda, procedendo per obiettivi, step e lavorando su ogni singolo progetto. Questo ha portato a raggiungere buoni risultati, stravolgendo naturalmente le modalità di lavoro in Comune. E devo dire di aver trovato da parte dei dipendenti una buona collaborazione perché si sentivano partecipi in un progetto ed erano contenti di essere parte di questa macchina. Il segreto vincente? Avere tanta buona volontà e partire dal presupposto che le persone collaborano.

Lei è membro del Comitato per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile – Camera di Commercio di Monza e della Brianza. Quali iniziative avete o state avviando per valorizzare e incentivare il binomio donne e impresa?
La questione femminile necessita di una forza in più che non sia solo legata all’impegno delle singole donne che operano con successo nei vari campi, ma di azioni sinergiche di rete, per raggiungere scopi e difendere interessi comuni. Si è infatti constatato che in questi ultimi anni le donne hanno partecipato attivamente come protagoniste alle profonde trasformazioni che hanno portato l’Italia verso il progresso e la modernità. Ma il più delle volte a questo forte impegno delle donne non hanno trovato riscontro altrettanta visibilità e il giusto riconoscimento alla loro capacità. Nel mio piccolo con le amiche imprenditrici lo perseguiamo. Ci aiutiamo molto. Sembra strano fra donne. Ma abbiamo gli stessi problemi quindi è facile condividere le stesse soluzioni. Tra le ultime azioni fatte, un bando per favorire la nascita di micronidi aziendali con una percentuale che viene data a fondo perduto.

Per l’imprenditoria femminile si può parlare di terreno fertile in Monza e Brianza?
Su Monza e Brianza le imprese femminili sono circa il 20 per cento del totale, in media con il dato lombardo. La variazione in un anno delle imprese femminili a Monza e Brianza è stata del 3,8%, in Lombardia del 3,1 e in Italia del 2,8. Qualche tempo fa avevamo fatto un’analisi in cui risultava che addirittura nei periodi di crisi si registra un incremento dell’imprenditoria femminile perché è un lavoro autonomo che permette una maggiore flessibilità tra orari di lavoro e famiglia. Purtroppo c’è anche una percentuale alta di imprese femminili che si fermano al primo anno di attività.

In quali settori sono maggiormente presenti le donne?
Nel commercio, nelle attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca, nei servizi pubblici, sociali e personali e nelle attività manifattueriere.

Che valore aggiunto portano le donne al mondo dell’imprenditoria?                                                                                                      Sicuramente la componente della determinazione. Poi l’attitudine a conciliare, trovare soluzioni anche in situazioni non facili e una maggior attenzione ai clienti e alla qualità del servizio. Sono caratteristiche scritte nel DNA delle donne.

Nel 2008 lei ha vinto la medaglia d’oro di Confindustria al merito industriale. Cosa l’ha premiata, secondo lei?
Sicuramente è stato un riconoscimento importante ed una piacevole sorpresa. È il frutto del lavoro di tutte le persone con cui collaboro, del lavoro dei miei genitori e degli insegnamenti che mi hanno dato. La nostra famiglia produce bibite fi n dal lontano 1926 e pertanto non posso che interpretare il premio come un segno di riconoscimento alle diverse generazioni che si sono succedute in tempi più o meno avversi alla guida di una azienda fortemente legata al territorio della Brianza.

Quali sono le fondamenta che non devono mai mancare in un’azienda come la vostra?                                                             L’attenzione all’organizzazione, ai costi e al servizio al cliente. Andare avanti con l’innovazione, è il momento di opportunità per le imprese perché se si organizzano, stanno attente al mercato, è il momento anche per crescere e avere grandi opportunità.

In cosa state investendo oggi?
Come azienda di distribuzione siamo attenti al mercato, sui suoi cambiamenti e alle richieste dei clienti. Ultimamente ci stiamo avvicinando molto al settore degli hotel, della moda, ciascuno con le proprie esigenze. Così ci stiamo attrezzando per essere vicini alle loro necessità. Come produzione, ci stiamo concentrando sulle bevande in vetro perché sono più ecologiche. Abbiamo inoltre fatto un progetto per spostare la nostra sede fuori dal centro del paese e fare un museo proprio sul beverage, sull’importanza della nutrizione nel settore delle bevande, facendo attenzione a prodotti storici quali la cedrata che stiamo rischiando di perdere.

Che consigli si sentirebbe di dare alle donne che scelgono la carriera imprenditoriale?                                                                      Credere nelle sue idee ed essere consapevole del fatto che comunque, avere una propria impresa è una grande opportunità. Personalmente mi ritengo fortunata perché sin da piccola ho vissuto e respirato lo spirito imprenditoriale che da sempre c’era in famiglia. Anche mia nonna era stata imprenditrice: rimase vedova giovane, con cinque figli da mantenere e così iniziò a lavorare in azienda. Probabilmente il lavorare e il fatto di avere certe responsabilità appartiene al nostro modo di essere.

La carriera

Antonella Galimberti, imprenditrice brianzola, collabora nella gestione aziendale delle imprese di famiglia Gal SAS per la produzione di bibite analcoliche e la VID Srl per la distribuzione all’ingrosso di bevande, specializzata nel mercato Horeca. Ha iniziato il suo percorso lavorativo come consulente a Milano in una società specializzata in organizzazione del personale e controllo di gestione per poi passare nel 1992 in azienda. Dal 1997 al 2001 è stata eletta Sindaco della città di Varedo. Tra le numerose esperienze associative, Antonelli Galimberti è stata vicepresidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Monza e Brianza, Responsabile nazionale del progetto di Sviluppo Associativo del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria, membro del Comitato Tecnico Confidi Milano, membro del Comitato per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Milano, membro di Giunta Confindustria Monza e Brianza e in ultimo membro del Comitato per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile della Camera di Commercio. Nel 2008 ha ricevuto la medaglia d’oro al merito industriale di Confindustria Monza e Brianza.

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