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Economy

Trieste, Brescia e Bergamo: nasce qui il nuovo polo del farmaceutico

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Imprese e investimenti. Il nuovo progetto di Yorkville che punta ai vantaggi “anticiclici” del settore farmaceutico. L’Ad Marco Prete spiega la filosofia di questa iniziativa

Un nuovo polo farmaceutico che unisce Bergamo, Brescia e Trieste. Un progetto che parte da un fatturato complessivo di 50 milioni di euro e oltre 240 dipendenti e sta crescendo per espandersi sui mercati internazionali. Il polo produttivo nasce dall’integrazione di AQ Tech e delle sue controllate e fa capo a Yorkville Bhn, società di investimento quotata in Borsa Italiana, che ha scelto questo progetto come prima operazione in Italia, sia per i vantaggi competitivi unici delle società acquisite sia per le “virtù anticicliche” del settore in questa fase di mercato. Come spiega Marco Prete, Presidente e Ad di Yorkville, il settore farmaceutico rappresenta un prezioso e positivo investimento “perché permette di capire quale sarà la redditività delle imprese, rispetto ad altri comparti”.

Prima di parlare del polo farmaceutico può spiegare come è strutturata la vostra società, la Yorkville Bhn Spa, tra le più antiche società quotate in Borsa Italiana?
Siamo nati, insieme ad altri veicoli portati in Europa da fondi americani, partendo dall’idea che avere un fondo di private equity quotato potesse rappresentare un valore interessante per l’investitore. Ci differenziamo da un qualsiasi fondo di private equity perchè essere quotati permette all’investitore retail di entrare nel mondo del private equity, cosa che normalmente è impossibile. Inoltre c’è la possibilità di entrare e uscire a piacimento, senza il vincolo di 10 anni. Per il manager esiste la possibilità di costruire un progetto mantenendo la partecipazione a lungo termine, senza la necessità urgente di comprare una determinata cosa e di rivenderla tre anni dopo. Se si comprano cose intelligenti a un prezzo interessante, redditizie, queste possono anche non essere mai vendute o dopo molti anni perché l’investitore che investe in un qualsiasi veicolo non ha bisogno di avere la plus valenza dell’investimento. Se cresce il valore del portafoglio cresce il valore del titolo e così si venderà il titolo a un prezzo più alto. C’è anche un’altra differenza nella strategia per cui noi riusciamo a interagire con imprenditori che hanno costruito nell’arco di tutta la vita un’azienda competitiva e che non vogliono vendere la propria azienda per poi vederla sommersa di debiti e con un piede in tribunale. Al contrario il nostro obiettivo è di concentrarci nella costruzione di progetti. Questa era l’idea di partenza del polo farmaceutico.
 
Passiamo al polo farmaceutico quindi. Di cosa si tratta?
Come società siamo entrati al 51% nella holding farmaceutica AQTech Spa con un impegno in conto capitale complessivo di 6,6 milioni di euro. Si tratta di un Polo completo che comprende al suo interno: Sigea Srl, una società di ricerca con sede a Trieste dove il laboratorio ha in sviluppo varie linee di prodotti; Montefarmaco Spa, con sede a Pero, in provincia di Milano, società leader in Italia nella produzione e distribuzione per conto di terzi di prodotti farmaceutici, parafarmaceutici e dietetici ed è attiva nella produzione di farmaci per uso topico e probiotici; Sigmar Italia Spa, con sede ad Almè, in provincia di Bergamo, attiva nella produzione, lavorazione, distribuzione e vendita per conto proprio e per conto terzi, di prodotti dietetici, farmaceutici e dermocosmetici.

Quali sono le motivazioni alla base di questa operazione?
L’obiettivo della società è di investire in una strategia di medio termine volta all’implementazione e allo sviluppo di un polo farmaceutico integrato, con la prospettiva di espanderci sul mercato internazionale. Sappiamo che il settore farmaceutico e, in particolare, il segmento rappresentato dai prodotti soggetti a prescrizione medica, protagonisti del nostro portafoglio prodotti, risulta particolarmente interessante nell’attuale congiuntura di mercato, assicurando una stabilità nel tempo in termini di ricavi e di mantenimento delle marginalità, grazie alla sua natura aciclica, fornendo altresì base e supporto prospettico di ulteriori opportunità di sviluppo. Il settore farmaceutico rappresenta uno dei modelli di aree in cui mi piace investire: settori e aziende che abbiano un vantaggio competitivo difendibile nel tempo, fattore che non è facile trovare perché la competizione nel mercato tende a mangiare il vantaggio che un’azienda sviluppa. Il settore farmaceutico, per defi nizione, realizza questo tipo di vantaggio perché i brevetti farmaceutici difendono i prodotti registrati per un numero di anni a dispetto dei concorrenti. Essere presenti in uno spazio di mercato difendibile, soprattutto oggi, ci permette di avere maggiore tranquillità sul fronte dei ricavi e dei margini.

State lavorando per allargarvi?
Diciamo che ci stiamo guardando in giro sia sul fronte dei singoli prodotti che per quanto riguarda eventuali aziende da inserire nella holding e nel polo produttivo. Per quanto riguarda il mercato, quello farmaceutico è sempre più continentale ma non c’è dubbio che anche l’Europa e il resto del mondo rappresentano per noi un mercato vitale; non possiamo permetterci di ragionare senza considerare quanto c’è oltre confine. Già ora, nell’ambito della produzione per conto terzi, abbracciamo anche il mercato americano, ma in generale la maggior parte di farmaci per conto terzi sono destinati all’Europa. 

Esiste un interscambio con altri poli produttivi?
Esiste costantemente. L’intero mercato è fatto di relazioni, è una cosa inevitabile. Stiamo parlando di un mercato relativamente piccolo in cui si deve interagire per una questione soprattutto economica e naturalmente di competenze.

Esistono altre realtà simili alla vostra in Italia?
Ne esistono e sono nostri interlocutori, hanno specialità e redditività diverse. Con loro c’è un costante dialogo, soprattutto sul fronte dell’attività commerciale, per capire le strategie. Si pensi che, per il settore farmaceutico, In Italia ci sono 250 aziende, non è un numero enorme per cui diventa facile conoscersi come in ogni altro distretto.

Quali sono le vostre strategie di sviluppo?
Allargare il portafoglio prodotti, il perimetro dell’attività e ampliarsi a livello continentale nei prossimi anni.

Settore farmaceutico a parte, in quali altri campi conviene investire oggi?
Noi escludiamo solo i settori in cui strutturalmente l’acquisizione di un’azienda non riesce ad essere difesa nel tempo e dove la velocità e il rinnovamento tecnologico è in continua evoluzione e aggiornamento. Quindi guardiamo positivamente a settori a non rapidissima evoluzione e aziende che abbiano un vantaggio, che abbiano un elemento che in qualche modo le difenda dall’aggressione dei concorrenti, con un prodotto forte e radicato sul territorio e nell’interesse dei consumatori che non sia banale ma in qualche modo “complicato” e particolare.

Quali sono i settori che a lungo termine sono più forti?
Sicuramente quello farmaceutico e quello delle utility dove sappiamo che il consumo non diminuirà sicuramente. Diciamo che è un momento di opportunità ma allo stesso tempo è complicato prevedere la redditività delle aziende.

È ottimista per il futuro?
Io sono ottimista di natura. Questo lavoro lo pretende. L’economia occidentale non finisce qui e sono sicuro che si riprenderà e sarà più forte di prima. Sicuramente non sarà una passeggiata.
Società d’investimento

Yorkville bhn, costituita nel dicembre 1900 con la denominazione Broggi Izar Fabbriche Riunite, è tra le più antiche società quotate in Borsa Italiana. Yorkville bhn è una società di investimento il cui azionista di riferimento è il fondo internazionale YA Global Investments LP, gestito dalla management company Yorkville Advisors LL. Nell’aprile scorso ha sottoscritto un accordo di investimento con Comitalia Compagnia Fiduciaria S.p.A., Ma-tra Fiduciaria S.r.l. e Roberto Bianchi, amministratore delegato di AQ-Tech, per entrare al 51% nella holding farmaceutica n AQ-Tech S.p.A. Con un impegno in conto capitale complessivo di 6,6 milioni di euro. AQ-Tech S.p.A. è una holding di partecipazione che controlla le seguenti società operative nel settore farmaceutico: – Montefarmaco S.p.A., con un fatturato a fine 2008 di 22,5 milioni euro; Sigmar Italia Spa, società con un fatturato a fine 2008 pari a 15,5 milioni di euro; Sigea Srl, società di cui AQ-Tech Spa detiene una partecipazione pari all’85%. Il progetto prevede sia il rafforzamento produttivo di Sigmar e Montefarmaco, sia lo sviluppo di nuovi preparati farmaceutici, dietetici e dermocosmetici per i mercati nazionali ed esteri, utilizzando altresì il frutto dello sviluppo della società di ricerca Sigea.

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