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Motori

La Bonnie festeggia 50 anni con nuova grinta

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L’immagine dell’intramontabile gamma Triumph Bonneville si rinnova in vista del cinquantesimo anniversario del suo modello simbolo

Fin dal lancio della versione originale, accolta nel 1959 dal plauso della critica, la Bonneville è sempre stata la moto più rappresentativa di Triumph. Nelle versioni più recenti, ispirate allo stile anni Settanta, il telaio presenta una serie di innovazioni volte a rendere la moto sempre più facile da guidare. A colpo d’occhio, la differenza più ovvia è costituita dalle nuove ruote in lega da 17’’, dai parafanghi di nuova concezione e dagli eleganti silenziatori a megafono mutuati dalla sportiva Thruxton. La nuova sella sfoggia con orgoglio il logo Triumph, stampato in bianco sul bordo posteriore. Il manubrio è più vicino al pilota e l’altezza della sella è stata ridotta di 25 millimetri, rendendo la posizione di guida ancora più rilassata e accessibile. La ruota anteriore più piccola e leggera migliora l’agilità e la manovrabilità della Bonneville, che si fa così guidare con sicurezza da chiunque. In onore alla praticità, l’elenco già lungo di accessori originali Triumph è stato arricchito con il portapacchi posteriore. Le linee pulite di questo modello sono esaltate dalle due opzioni di colore bianco e nero. Il rinomato bicilindrico parallelo da 865 centimetri cubi, raffreddato ad aria, resta il cuore e l’anima della Bonneville. Il manovellismo a 360° conferisce al motore le caratteristiche di un bicilindrico classico, mentre il doppio contralbero e le tecniche di produzione all’avanguardia garantiscono un’affidabilità e una raffinatezza tutte moderne.

Il novanta per cento della generosa coppia massima (69Nm a 5800 giri) viene mantenuto da circa 2500 giri fino al regime massimo, off rendo un’accelerazione regolare e gestibile in tutti i cinque rapporti. Disponibile anche nella versione Bonneville SE, che si distingue per la strumentazione completa di contagiri, fregi cromati sul serbatoio e carter motore in lega spazzolati. La SE è disponibile nera o nella elegante livrea bicolore, che abbina lo scuro Pacific Blue con il Fusion White. La nuova Bonnie 2009 rinnova la leggenda e la apre a una nuova generazione di motociclisti che vogliono distinguersi e tracciare da soli la strada da seguire. Un’icona nella Golden Age del motociclismo britannico, negli anni 60, la Bonneville continua a essere una pietra miliare della gamma anche oggi che Triumph è entrata in una nuova Golden Age, con il raggiungimento dell’obiettivo delle 50.000 moto prodotte nel 2008. Continua poi a fare parte della gamma anche la Bonneville T100 che, grazie al suo look anni 60 rappresenta la più classica fra le Classiche.

La storia della Bonneville affonda le radici nel lontano 1959, quando Triumph presentò quel mezzo che rappresentava il massimo in fatto di sportività motociclistica. Chiamata così per celebrare il record di velocità conquistato sulle Bonneville Salt Flats nello Utah, USA, la prima Bonneville era essenzialmente una versione a due carburatori, da 46CV, della T110 Tiger. Divenne subito un oggetto da possedere, grazie al suo design e alle prestazioni esaltanti, ma anche per merito dei successi sulle piste. I giovani rocker la adottarono subito come scelta di stile, mentre i Cafe Racer dell’epoca la reputavano la miglior sportiva per le loro corse su strada. In poco tempo divenne la protagonista della scena della Swinging London e un pezzo della cultura inglese al pari della Mini, dei bus a due piani, della minigonna e di twiggy. Nel corso degli anni la Bonneville si è evoluta ma non ha mai smesso di essere l’icona genuina del motociclismo britannico. Il suo look si è trasformato passando dalle forme snelle degli inizi a quelle più concrete degli anni a cavallo fra i 60 e 70, e a quelle più spigolose tipiche degli 80.

I motori, sempre fedeli all’architettura bicilindrica Triumph, sono cresciuti nella cilindrata da 650 a 750cc e hanno sposato nuove tecnologie. Soluzioni come freni a disco, avviamento elettrico, ruote forgiate, teste a quattro valvole fecero la loro comparsa e la Bonneville si trasformò un po’ per volta da hot-rod piuttosto improbabile in una motocicletta tradizionale e pratica. In eff etti, una delle ultime Bonneville ad uscire dalla vecchia fabbrica Triumph di Meriden fu una motocicletta di ispirazione touring, conosciuta come “Executive”, con una verniciatura nero fumo, manubrio largo e borse… Quando Triumph dichiarò bancarotta a lo stabilimento di Meriden chiuse, il nuovo proprietario John Bloor diede licenza di produrre la Bonneville ad una società chiamata Racing Spares, che ne produsse 1200 esemplari tra il 1985 e il 1988. Ma, quando Triumph rinacque, nel 1990, concentrando gli sforzi su sofi sticati e moderni motori a tre e quattro cilindri, sembrò che per la Bonnie non ci fosse più spazio. Ma non fu così sebbene il vecchio bicilindrico parallelo raff reddato ad aria fu consegnato alla storia. Nel 2001, la “nuova” Triumph – con base a Hinckley – realizzò una nuova versione della Bonneville motorizzata con un inedito bicilindrico parallelo da 790cc e 61CV, con cui pagava un tributo alle varianti degli anni 60.

La nuova Bonnie non voleva però essere una copia, piuttosto una moderna motocicletta classica che faceva proprie le qualità che avevano reso famosa la sua progenitrice. Il successo non tardò ad arrivare, sia fra i triumphisti del passato e i tradizionalisti, che ritrovavano un buon motivo per tornare in sella, sia fra i nuovi, che ne apprezzavano la praticità, sia fra gli individualisti, che potevano finalmente avere un oggetto unico e godere dell’autentico stile Triumph. La Bonneville continuò anche a essere la motocicletta preferita fra gli artisti e le star di Hollywood, proseguendo una tradizione nata insieme a lei: Da Brando a Clooney, da Dylan ad Alanis Morissette. E non smise di evolversi. Nel 2005, la versione T100 fu equipaggiata con un bicilindrico di maggiore cubatura – 865cc -, incremento ottenuto grazie a un aumento di 4mm dell’alesaggio. Questa motorizzazione fu estesa l’anno successivo a tutte la gamma delle Bonnie. Nel 2007 fu implementata con un sofisticato sistema di alimentazione ad iniezione elettronica, indispensabile per ottimizzare le emissioni e il consumo di carburante. La Bonneville era ormai diventata una moderna roadster.

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