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Moda

I Pinco Pallino: un marchio big per l�abbigliamento baby

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Storia di un brand leader nel settore dell’abbigliamento 0-16. Dalla provincia di Bergamo, dove ancora oggi si trova la sede, “I Pinco Pallino” sono approdati in tutto il mondo: dalla Francia alla Germania, dalla Russia al Giappone, fi no ad arrivare in Taiwan e negli Emirati Arabi. Puntando tutto sulla qualità

Tra organze e ricami, balze e plissé, hanno saputo dare vita a un’azienda leader nel settore dell’abbigliamento infantile. Da Entratico, dove ancora oggi si trova la sede, “I Pinco Pallino” sono approdati in tutto il mondo: dalla Francia alla Germania, dalla Russia al Giappone, fi no ad arrivare in Taiwan e negli Emirati Arabi. I loro capi, che prendono forma grazie alla creatività e alla passione dei fondatori dell’azienda, Imelde e Stefano Cavalleri, oggi sono presenti negli oltre 400 negozi multimarca sparsi per il mondo e nei department store più prestigiosi. Risale al 2007 l’apertura del monomarca di Mosca, sulla Piazza Rossa, unica realtà del mondo bambino, con una vetrina accanto a quelle di Louis Vuitton, Christian Dior e Jill Sanders e nel 2008 l’ultima apertura a Cannes. Una storia di successo, dunque, quella de “I Pinco Pallino”, che da una fabbrica tra le colline bergamasche, si sono aff ermati come ambasciatori dello stile italiano nel mondo. Partiti con un piccolissimo capitale, ma con il sogno di creare una realtà innovativa, in breve tempo Imelde e Stefano Cavalleri portano l’azienda a diventare il primo vero marchio di moda da bambino. Tanto da destare l’attenzione del Wall Street Journal che nel 2000 dedica loro la “Column One” sia nell’edizione statunitense che in quella europea. Ma dietro al successo de “I Pinco Pallino” c’è prima di tutto l’intuizione, avuta all’inizio degli anni Ottanta da parte dei due fondatori, di comprendere che il vecchio modello della fi liera era superato perché guardava solo al territorio italiano ed era caratterizzato da tempi lunghi. E’ stato questo il punto di partenza che ha portato Imelde e Stefano Cavalleri a dar vita ad una realtà che includesse al suo interno la parte creativa, commerciale e di comunicazione e demandasse invece all’esterno la produzione, appoggiandosi ai laboratori specializzati per tipologia di prodotto. Da qui in poi la strada è stata tutta in salita: nel corso degli anni Ottanta le collezioni de “I Pinco Pallino” sono richieste nei più prestigiosi negozi della Penisola e sbarcano negli Stati Uniti e in Medio Oriente.

La gamma dei prodotti, che include abbigliamento, calzature, borse e accessori, viene distribuita con ben tre marchi: “I Pinco Pallino”, “I Pinco Pallino Baby” e “1950 – I Pinco Pallino”, linea nata nel 1994 e dedicata alla scuola e al tempo libero. Ma qual è la chiave che ha reso vincente l’azienda, che dal gennaio del 2008 è partecipata con una quota di maggioranza da una società di investimento quotata in Borsa? Stefano Cavalleri a questo proposito non ha dubbi: “La nostra forza è prima di tutto l’unione – spiega -. Insieme io e Imelde siamo riusciti a realizzare il sogno nato trent’anni fa di creare una realtà innovativa, senza scendere a compromessi e senza adeguarci alle esigenze del mercato. Volevamo costruire qualcosa di speciale, distinguendoci e lavorando fi anco a fi anco e ce l’abbiamo fatta. Passione, idee chiare e la profonda convinzione che il bello e la qualità giustifi cano il prezzo sono stati elementi indispensabili per riuscire ad aff ermarci”.

E ancora oggi, a distanza di quasi trent’anni, l’azienda continua a puntare su questi valori, che hanno permesso di scrivere una storia di successo ripercorsa grazie alla mostra allestita da metà settembre a metà ottobre all’interno della splendida galleria dei magazzini Gum sulla Piazza Rossa di Mosca: “In esposizione – spiega Imelde Cavalleri – si possono trovare le fotografi e del nostro fotografo e amico Mauro Balletti che ripercorrono la storia del marchio e alcuni degli abiti realizzati in questi trent’anni. Contemporaneamente annunceremo l’apertura nel 2011 a Sochi, sul Mar Nero, sede dei prossimi giochi olimpici invernali, di un nuovo monomarca”. Ma questo è solo uno dei tanti progetti dell’azienda, che continua a guardare verso Est, senza tuttavia dimenticare, tra un’apertura e l’altra, l’impegno nel sociale. I due fondatori dell’azienda sono infatti impegnati da anni in attività quali la promozione della nascita dell’Osservatorio “I Pinco Pallino su Minori e Media ”, il cui scopo è suscitare la discussione sul rapporto tra bambini e pubblicità, e la collaborazione con il Cambodian Children’s Fund di Scott Neeson per la costruzione della seconda scuola-rifugio per i bambini della discarica di Phnom Penh in Cambogia. I bambini, dunque, continuano ad essere il centro della loro favola fatta di pizzi e merletti, colori e fantasia. Fonte e ispirazione per scrivere ad ogni stagione un nuovo ed entusiasmante racconto.

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