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Raffaele Balocco, responsabile dell’Osservatorio Pmi della School of Management del Politecnico di Milano, spiega la collaborazione con Smau e disegna il quadro in cui operano oggi le piccole e medie imprese che credono e investono nell’ICT

Non solo un importante evento fieristico ma anche un prezioso fornitore di contenuti sul mercato ICT. Il tutto grazie alla collaborazione tra Smau e School of Management del Politecnico di Milano. Una collaborazione nata e cresciuta nel corso degli anni e oggi diventata uno stimolo e un importante momento formativo per manager e imprenditori, come spiega Raffaele Balocco, della School of Management responsabile dell’Osservatorio sulle Piccole e Medie Imprese e sul Canale. Nella conferenza stampa di apertura è stata presentata la seconda edizione del rapporto sull’adozione delle ICT in Italia. Come avete sviluppato la ricerca e come si differenzia da altre?
La ricerca è una sintesi dei dati raccolti nell’ultimo anno nei 26 Osservatori della School of Management, focalizzati sull’utilizzo strategico dell’ICT. Gli Osservatori si suddividono in tre macro aree: Rfi d, Mobile & Wireless Business, B2b. Nei primi l’ICT abilita un nuovo settore, gli altri sono legati alla possibilità di generare nuove soluzioni per creare differenziali competitivi per le imprese. Ci sono poi altri Osservatori legati alla gestione strategica. Il rapporto che abbiamo presentato è un po’ la sintesi di tutti: come le aziende utilizzano l’ICT, quali i vantaggi che ottengono su mercati e quale la produzione business piuttosto che la gestione strategica.

Parlando di Piccole e Medie Imprese, può delinearci un quadro riguardante lo stato di adozione delle tecnologie ICT?
Dal 2002 sono responsabile dell’Osservatorio sulle Piccole e Medie imprese del Politecnico. Da anni elaboriamo analisi specifiche sul tema, analizzando diverse migliaia di imprese. Nel corso del 2009, in collaborazione con Smau, abbiamo fatto ricerche su alcune realtà regionali legate al circuito Smau Business, appuntamenti locali ideati da Smau e Politecnico. In concomitanza di ogni singolo evento fieristico abbiamo realizzato una ricerca sulle PMI delle regioni interessate: quale il grado di adozione delle tecnologie, la maturità ICT, il livello di propensione e i settori che maggiormente utilizzano l’ICT. Quest’anno abbiamo analizzato 1600 aziende, in Lombardia, Emilia, Puglia, Veneto facendo anche un’attenta analisi sui benefici che ne derivano. È chiaro che rispetto all’Europa siamo indietro; mi piacerebbe per una volta però, cercare di leggere la situazione con positività perché ci sono casi interessanti con imprese, anche di piccole dimensioni, che stanno migliorando il loro modo di fare business attraverso l’utilizzo di queste tecnologie, imprese che attraverso sistemi di mobile hanno rafforzato le vendite e sono in grado di fornire servizi migliori ai clienti, con maggior tempestività. Ci sono ad esempio piccole imprese che attraverso la fatturazione elettronica stanno di fatto rendendo digitale tutto il processo di gestione dei documenti. Ci sono aziende che stanno lavorando molto bene, con punte di eccellenza e altre, invece, che purtroppo fanno poco. Non esiste una via di mezzo. Si tratta principalmente di un problema culturale nel senso che i primi a capire l’importanza dell’ICT come leva di sviluppo, devono essere gli imprenditori. È indispensabile che ogni impresa abbia un proprio responsabile IT che non sia solo un tecnico ma anche un manager. Per valorizzare le eccellenze nazionali abbiamo creato un premio ad hoc per quelle aziende che hanno lavorato bene sul fronte delle nuove tecnologie.

Quale valore aggiunto fornisce alle imprese questa collaborazione Smau e Politecnico di Milano?
Più che formare cerchiamo di sensibilizzare gli imprenditori verso queste tematiche. Negli incontri che organizziamo con Smau Business, in circa 50 minuti, forniamo pillole di (in)formazione che devono rappresentare un primo passo verso un approfondimento da parte di manager e imprenditori, attraverso, ad esempio, MBA specifici o corsi ad hoc.

Cosa sta nascendo da questa collaborazione?
Il binomio Smau e Politecnico è nato con l’obiettivo di coniugare due aspetti: il nostro contributo legato ai contenuti, alla ricerca, ad eventuali approfondimenti, al far capire il valore delle tecnologie e, dall’altra parte, l’ambito dei contatti con i vendor, l’organizzazione fieristica e i workshop, ergo far incontrare la domanda e offerta con i contenuti, farli collaborare per poi farli viaggiare insieme. Il nostro obiettivo è di continuare la collaborazione e andare avanti con lo Smau Business. Il circuito local è nato per evitare che il manager di turno fosse costantemente bombardato da inviti ad eventi da parte delle varie realtà ICT. Anche su input di Confindustria abbiamo pensato di raggruppare tutto in un unico contenitore e permettere così al decisore aziendale di avere un unico momento in cui approcciarsi alla materia.

Quali sono le principali novità di questa edizione di Smau?
Smau 2009 ha messo a punto alcune aree speciali dedicate ai singoli target della manifestazione: Smau Business e Smau Trade. Nell’area Business i visitatori troveranno i più avanzati sistemi gestionali, applicazioni di business intelligence e di Crm all’avanguardia e tutte le più innovative soluzioni per le aziende di piccole e medie dimensione. In passato la tecnologia veniva acquistata dal responsabile dei sistemi informativi, era lui il vero decisore aziendale. Da diversi anni invece sono sempre più i manager delle altre funzioni aziendali ad avere un ruolo di rilievo nel processo decisionale che porta all’acquisizione di determinate soluzioni: il responsabile marketing è, ad esempio, colui che decide sull’acquisizione delle tecnologie mobile, Crm o altre soluzioni; il responsabile produzione decide sui pacchetti a supporto della propria funzione. Partendo da questo presupposto abbiamo fatto corsi specifici per questi profili e per quest’anno ci siamo focalizzati sul marketing commerciale, risorse umane e supply chain. Complessivamente abbiamo interpellato una cinquantina di responsabili per settore con l’obiettivo di calcolare un indicatore di propensione all’utilizzo delle varie tecnologie. L’altro tema è il Trade, il Canale, quindi il mondo dei rivenditori, che fanno da intermediari tra i grandi vendor e il mercato finale; sono coloro che veicolano il prodotto, sviluppano i software ecc. Quest’anno, inoltre, abbiamo fatto un’analisi economico-finanziaria: stiamo analizzando 20mila bilanci degli ultimi tre anni, di altrettanti operatori, per capire qual è la loro situazione e scattare una fotografi a partendo dai bilanci. Stiamo facendo una ricerca partita da qualche settimana con l’obiettivo di raccogliere 500 risposte al fine di capire come gli operatori stanno affrontando la crisi. Stiamo inoltre lavorando a un’analisi sulle fusioni e acquisizioni avvenute quest’anno.

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