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Boffi, 75 anni di qualità e design

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Nata nel 1934 come azienda familiare, oggi è una realtà di livello internazionale specializzata nella realizzazione di bagni e cucine di pregio. Con 70 punti vendita monomarca in 58 Paesi, porta il Made in Italy in tutto il mondo

Un design di qualità applicato all’arredamento di bagni e cucine. Partendo da questo spirito e da questa fi losofi a imprenditoriale, l’azienda Boffi ha costruito una storia di successo, passando dall’essere una semplice azienda familiare a un vero e proprio brand internazionale presente con 70 showroom in tutte le principali città europee. La storia dell’azienda inizia nel 1934 quando Piero Boffi lasciò la ditta Caproni per fondare una sua azienda artigiana. Negli anni Cinquanta i fi gli Dino, Paolo e Pier Ugo entrano nell’azienda e iniziano a sviluppare le intuizioni del padre e legano indissolubilmente l’anima creativa dell’impresa a quella produttiva e tecnologica. In particolare sarà Dino a inaugurare la collaborazione con progettisti colti e seguaci del modernismo. Il nuovo corso dell’azienda cominciaalla fi ne degli anni Ottanta, quando Piero Lissoni e Roberto Gavazzi si affiancano a Paolo Boffi . “L’azienda ha lavorato per conquistarsi nuovi spazi di mercato e posizionarsi nella fascia alta del mondo delle cucine e dei bagni – racconta Roberto Gavazzi, amministratore delegato di Boffi . Ci siamo consolidati nel mercato italiano e a partire dagli Anni Novanta ci siamo aperti al fronte internazionale attraverso i negozi monomarca. Questo ci ha permesso di avere molta visibilità e di rafforzare il marchio. Non solo, abbiamo puntato sull’estensione del brand Boffi nel bagno, un settore che ai tempi era a bassa competizione. Abbiamo lanciato i negozi monomarca cucine e bagni ottenendo un’ottima risposta da parte della clientela. Oggi abbiamo 70 negozi, 20 sono propri dell’azienda e 50 franchising. Dieci sono in Italia e 60 tra Europa, Asia e Stati Uniti. Complessivamente distribuiamo in 58 Paesi”. La crescità del Gruppo è avvenuta perseguendo la costante della territorialità, senza delocalizzazioni.

“Per quanto ci riguarda tendiamo a produrre e gestire all’interno della nostra fabbrica tutte le lavorazioni e le attività a maggior valore aggiunto e di maggior complessità – prosegue Gavazzi. I principi strategici individuati nel passato continuano a definirsi e a crescere anche oggi, parlo di una strategia che punta sulla qualità e sull’alta gamma”. Forti di questi due pilastri Boffi sta affrontando il periodo critico con “la giusta combinazione di qualità, design e prezzo”, senza dimenticare l’importanza della manodopera, della distribuzione, di prodotti efficienti e soprattutto lavorando “in sinergia con il territorio”.

Un punto fermo nella storia dell’azienda è caratterizzato dai designer; prima Luigi Missoni, poi Antonio Citterio e dal 1989 Piero Lissoni, hanno segnato le collezioni di Boffi . “La collaborazione con i designer è importantissima – prosegue l’amministratore delegato. Noi abbiamo avuto la fortuna di avere sin dall’inizio Piero Lissoni come art director, è con noi da 23 anni e il suo valore aggiunto è stato determinante anche nei confronti degli altri designer, da lui coordinati e che con lui trovano la giusta soluzione per lo sviluppo del prodotto”. E per il futuro Boffi ha pronta una sfida sul fronte dell’offerta, per ampliare la gamma dei prodotti: “Vorremmo crescere su un’altra gamma che oggi incide soltanto per l’1% del nostro fatturato, quella dei sistemi di interpareti, porte e armadi, una categoria di prodotti che riteniamo possa avere un alto potenziale di crescita”.

La sfida di Boffi si gioca anche sui numeri con l’obiettivo di crescere soprattutto all’estero, ed eventualmente acquisendo e allargandosi ad altre aziende, come spiega Gavazzi: “Il nostro è un mercato formato prevalentemente da piccole aziende (che arrivano anche a 10 milioni di fatturato) che si trovano a gestire un prodotto estremamente complesso, con margini non alti, di qualità. Non escludiamo di poter crescere anche comprando altri. Per il futuro tendiamo verso un fatturato di 100 milioni di euro”. Oggi il fatturato di Boffi supera i 70 milioni di euro, di cui 73% cucine, 27% bagno, 1% sistema. “Per il 2009 – conclude Gavazzi – prevediamo un calo del 15/20 per cento a causa della crisi”.

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