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Chiavi usb, la rivoluzione targata Maikii

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Tra le prime in Italia a commercializzare pendrive totalmente personalizzate, l’azienda punta su innovazione e internazionalizzazione per conquistare il mercato. La produzione avviene in Cina sotto il diretto controllo dell’azienda e i chip di memoria sono realizzati da brand di fama mondiale. Presto un nuovo progetto dedicato al mondo del retail

Innovazione e internazionalizzazione. Sono le parole chiave sulle quali Maikii, tra le prime aziende in Italia ad aver commercializzato chiavi usb totalmente personalizzate, ha costruito la sua storia. Una storia in continua crescita e che Maikii è riuscita a scrivere grazie all’esperienza decennale nel settore dell’import- export e a un team di giovani professionisti che ogni giorno lavora per la realizzazione di questo moderno mezzo tecnologico, entrato ormai nelle case e nelle aziende di tutto il mondo. Ma come nasce l’idea innovativa di fare delle chiavi usb, più comunemente chiamate Pendrive, un vero e proprio business? “ “Maikii” – spiega il suo fondatore Matteo Fabbrini – nasce come spin-off del progetto “The beez”, azienda creata nel 2007 che si dedica al mercato degli oggetti promozionali per le imprese. Con “The beez” ci occupiamo di gadget a 360 gradi, ma ci siamo presto resi conto che il mercato delle chiavette usb era in forte espansione e stava acquisendo una crescente importanza tra i bisogni delle aziende. Così abbiamo deciso di creare “Maikii” come azienda a sé, appositamente studiata per questo specifico settore, in grado di affrontare e cogliere al meglio le potenzialità di un mercato fortemente in crescita”. Un mercato che l’azienda ha dimostrato di saper sfruttare, forte dell’esperienza maturata e dell’attenzione verso il cliente, che ancora oggi viene seguito passo dopo passo, dalla richiesta iniziale fino alla consegna del prodotto, operando sul territorio sia tramite una fitta rete di rivenditori e agenti, sia direttamente con il cliente corporate finale.

Ma rendere Maikii forte dal punto di vista commerciale è soprattutto il fatto che l’azienda, a differenza dei competitor, può contare su un team di professionisti, dedicato al controllo qualità, a Shenzhen, il distretto cinese tecnologico per eccellenza. E’ qui che avvengono le differenti fasi di produzione, dalla produzione della scocca e del chip alla fase finale di controllo e personalizzazione, continuamente controllate dai nostri esperti. Tutte le memorie, infatti, vengono verificate tre volte prima di arrivare al magazzino,dove sono sottoposte all’ultimo scrupoloso controllo finale. Questo consente di essere competitivi senza dover rinunciare alla qualità: “Noi abbiamo sempre incentrato il nostro focus sull’innovazione di prodotto e sulla qualità. Quindi abbiamo scelto di produrre e commercializzare soltanto chip di realtà leader a livello mondiale, dando ai nostri clienti una garanzia a vita – prosegue Fabbrini . La nostra produzione avviene in Cina tramite e un’ importazione diretta, ma è come se le fabbriche fossero nostre perché le nostre commesse sono sempre molto cospicue la struttura produttiva lavora solo per noi. Per questo riusciamo anche ad essere competitivi pur offrendo una maggiore qualità, evitiamo tanti passaggi che molti distributori sono costretti a fare”.

Internazionalizzazione, dunque, ma anche innovazione: “Fondamentale per noi è riuscire ad essere sul pezzo – prosegue Fabbrini -. Nel caso delle chiavette in pvc morbido siamo stati praticamente i primi in Italia a offrire questo tipo di prodotto innovativo, dando la possibilità di realizzare chiavette di qualsiasi forma. Questo è molto interessante per il mercato business”. E i risultati, nonostante la congiuntura economica negativa, parlano chiaro: “Nell’anno della crisi Maikii – sottolinea Fabbrini – ha praticamente quadruplicato il fatturato del 2008, anno in cui è nata l’azienda. E stiamo già pensando a nuovi progetti, in particolare un progetto, Th eMaikiiBox, appositamente pensato per il mercato retail, dove entreremo con chiavette di fascia alta, particolarmente curate sotto l’aspetto del design”.

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