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Economy

Cross supply network: ipotesi di una rete globale d’acquisto per meglio competere sui mercati

tremolada

L’importanza di ripensare il proprio modello di business tenuto conto della concorrenza internazionale e dell’esigenza di salvaguardare la propria impresa. Aprire gli orizzonti verso l’esterno per dar vita a una rete globale i cui nodi sono interconnessi tra loro. Senza trascurare le potenzialità del web

La globalizzazione e la crisi economica, allargando definitivamente i confini della competizione, dovrebbero spingere le imprese a ripensare il business model per salvaguardare la loro permanenza sul mercato. La frammentazione del sistema economico italiano in tante imprese e la propensione a posizioni di chiusura protezionistiche sul mercato, potrebbero diventare gap incolmabili (rispetto ai Paesi emergenti del Brics e Meg – Mediterraneo e Golfo Persico), se non ci si organizza in reti aperte (open network). Le imprese sono parte di una filiera globale, anche se agiscono a livello locale, comunque interconnesse prendendo come riferimento la teoria dei sei gradi di separazione (ipotesi proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy, testata nel 1967 dal sociologo americano Stanley Milgram, secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra attraverso una catena di conoscenze con non più di cinque intermediari). Passare da imprese nodi unici slegati della filiera, a imprese aperte interconnesse (open enterprise) con il supporto fondamentale delle nuove tecnologie, è l’opportunità da cogliere per un’innovazione strutturale sistemica incrementale. Non basta più per differenziarsi e mantenere i vantaggi competitivi la riorganizzazione, l’innovazione, il taglio costi (savings) e l’aumento della presenza commerciale sui mercati (lo stanno facendo anche i concorrenti, in una guerra commerciale che distrugge valore).

E’ una strategia di breve periodo da inseguitori (followers), con scarsi risultati se consideriamo per esempio quanto fanno i governi e le imprese delle Low Cost Countries (dumping, protezionismo all’entrata, basso costo del lavoro, bassa fiscalità, scarse norme sulla protezione ambientale ecc.) con il vantaggio inoltre di avere risorse naturali o fatto accordi commerciali con Paesi detentori per lo sfruttamento (Cina e Africa per esempio). Trasformarsi da imprese manifatturiere orientate al prodotto/servizio (product oriented) con rapporti limitati ai soli stakeholders diretti), a nodo centrale della rete (Cross Service Provider) che detiene il know out e condivide la conoscenza e i fattori produttivi con altre imprese nel mondo. I nodi della rete sono costituiti dalle tante imprese che secondo la teoria dei sei gradi di separazione sono comunque interconnesse a livello globale, e dipendenti reciprocamente dalle azioni che compiono se si prende come riferimento l’ipotesi dell’effetto farfalla (butterfl y effect formulata nel 1979 dal fisico Edward Lorenz in cui ipotizzava come il battito delle ali di una farfalla in Brasile, a seguito di una catena di eventi, potesse provocare una tromba d’aria nel Texas).

Dipendenza dalle azioni difficilmente sostenibile sul lungo periodo se continuamente subite e non si diventa parte attiva. Per non diventare come una rana bollita (esperimento che risale a una ricerca condotta dal John Hopkins University nel lontano 1882); alcuni ricercatori americani notarono che lanciando una rana in una pentola di acqua bollente, questa inevitabilmente saltava fuori per trarsi in salvo. Invece mettendo la rana in una pentola di acqua fredda e riscaldando la pentola lentamente ma in modo costante, la rana finiva inevitabilmente bollita. E di imprese che hanno subito non facendosi parte attiva sul mercato (cogliendo i primi timidi segnali e modificando repentinamente la rotta) ce ne sono tante. Ripensare la catena di fornitura (supply chain) è una delle tante sfide importanti che gli imprenditori dovrebbero affrontare. Mettendo in campo le capacità creative e imprenditoriali di cui sono dotati fi n dalla genesi dell’impresa (sogno imprenditoriale), ma a causa dello scenario economico nel quale ora operano hanno dovuto parzialmente tralasciare per concentrarsi non sul progettare e costruire, ma sul governo dei numerosi cambiamenti all’interno dell’azienda riguardanti (ad esempio):

• i rapporti con i clienti
• i rapporti con i fornitori
• i rapporti con i concorrenti
• la gestione delle risorse umane
• la gestione della produttività e finanza aziendale

I sistemi, metodologie e strumenti di gestione della catena di fornitura (Supply Chain) conosciuti (per citarne
alcuni):

• ERP
• MRP
• E-procurement
• E-Soursing
• Aste on line
• Scounting, marketing d’acquisto, vendor list

Basati su intranet, extranet, portali o gestiti da consorzi/ gruppi d’acquisto sono sempre validi ma spesso chiusi, un gap se confrontati con l’estensione del mercato globale e i cambiamenti repentini (per motivi politici e di business), che non sono rilevabili e controllabili in tempo se non si è parte attiva come nodo interconnesso di un network.  Quali opportunità offrono i mercati per essere parte attiva (first mover) e coglierne i vantaggi? Le piattaforme di social network e gli strumenti web 2.0 disponibili in rete o realizzate da società specializzate quali (in ordine alfabetico per citarne alcuni):

• Blog
• Facebook
• Feed RSS
• Flickr
• Friendfeed
• Google Docs
• Ning
• You Tube
• Slideshare
• Wiki

Dimostrano che è possibile creare reti complementari, interfunzionali e trasversali (cross supply network nello specifico) globali sempre disponibili 24/7 (24 ore sette giorni su sette). Un ambiente aperto di Business Crowdsourcing nel quale un’impresa condivide idee, progetti, conoscenze, informazioni, notizie, servizi, prodotti con un insieme distribuito di altre imprese non organizzate preventivamente. Con elevata interazione, proattività, reattività dove ogni nodo interconnesso (impresa) è partecipante attivo. Per esempio può funzionare come:

• Sistema di alerts per eventi locali segnalati da altri, come
cloni di propri prodotti in fase realizzativa dall’altra parte
del mondo
• Sistema di rating imprese potenziali fornitori
• Ricerca di prodotti e servizi difficilmente reperibili
• Aggregatore di richieste acquisto prodotti e servizi
• Facilitatore del corporate barter (cessione di un prodotto in
cambio di un altro senza intermediari)
• Supporto su argomenti che riguardano l’impresa

Qualsiasi progetto necessita d’essere condiviso e accettato dalla maggior parte delle persone che saranno inizialmente partecipanti attivi. Per minimizzare i possibili problemi che derivano dalla mancata condivisione degli obiettivi e scopi. Tutti abbiamo la nostra rete personale e professionale, ma spesso si attiva solo a seguito dell’iniziativa del singolo o su richiesta, con tutti i limiti che comporta la perdita di opportunità. Si può inizialmente sperimentare in proprio per valutare se conviene per la propria impresa oppure decidere di essere supportati da professionisti e società specializzate in piattaforme digitali, social network e strumenti web 2.0.

Testi di Alberto Claudio Tremolada Metatech Group – Socio e responsabile G.a.m. Componentistica in Adaci sez. Lombardia/Liguria (Ass. It. di Management degli Approvvigionamenti)

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