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Economy

Imprese: una questione di famiglia

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In occasione del premio "Di padre in figlio – Il gusto di fare impresa", un'indagine della Camera di Commercio mette in evidenza che le imprese più longeve d'Italia sono le milanesi. In Lombardia seconda Varese e  terza Bergamo

A Milano le imprese più longeve d’Italia, 3.974 sono le attive iscritte dal 1900 al 1950. Seguono Torino, Genova, Varese, Caserta, Roma e Napoli. A Milano sono 45 le nate nei primi 10 anni del Novecento. Immobiliare e commercio i settori più longevi, e per tipo d’impresa prevalgono le cooperative. In Lombardia seconda per numero di imprese longeve Varese, terza Bergamo. Sondrio e Lodi le province con la percentuale più bassa di imprese storiche ancora attive. Ma dal 2007 chiuse ben 192 a Milano, 234 in Lombardia. Emerge da un’indagine dell’ufficio studi della Camera di commercio di Milano al 2008. Il premio “Di padre in figlio – il gusto di fare impresa” è stato ideato da Iperion Corporate Finance e promosso dalla Camera di Commercio Monza Brianza e dalla Camera di Commercio di Milano, con il contributo tecnico di Banca Albertini Syz e Deloitte, con il supporto scientifico di ALTIS e ASAM dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari).

I vincitori: in famiglia la ricetta anti-crisi. Zucchetti Spa la numero uno e tra i dieci finalisti anche Alcea S.r.l.; Feralpi Siderurgica S.p.A.; F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis e Affini S.p.A.; Giovanardi S.p.A.; Kerakoll S.p.A.; Oppent S.p.A.; Rottapharm S.p.A.; T.A.L. Tubi Acciaio Lombarda S.p.A.; Terruzzi Fercalx S.p.A. Così la famiglia italiana riesce a imporsi in tutto il mondo: tra le eccellenze raggiunte dai vincitori la capacità di esportare in cento Paesi, show room di moda a Parigi, la notorietà in tre continenti, laboratori di ricerca in ottanta Paesi nel mondo, l’acquisizione di imprese in nord-Europa.

“Le imprese storiche – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano – sono lo specchio di una realtà imprenditoriale come quella milanese e lombarda che ha saputo fare della tradizione e dell’innovazione i punti di forza strategici. Sono imprese che puntano sulla qualità e sull’identità, sulla valorizzazione dei rapporti umani, presidi sociali ineliminabili di un territorio in rapida evoluzione e radicato nel suo passato. A partire dalle imprese di famiglia che durano diverse generazioni e che caratterizzano il tessuto economico milanese ma anche lombardo e nazionale. Una tradizione su cui ricostruire appartenenze e sviluppo equilibrato: sarebbe contraddittorio che un territorio aperto a tutte le culture disperdesse la propria".“Le imprese che si tramandano dai padri ai figli – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – diventano le colonne portanti di un territorio e della sua economia, punti di riferimento in grado di generare ricchezza e posti di lavoro. Imprese che con il tempo rafforzano la propria identità al punto di diventare simboli di una comunità, di un territorio, di un modo di pensare, simboli in grado di veicolare significati e valori. E quindi non possiamo che guardare con orgoglio e stima a queste aziende che sono arrivate alla sintesi di un confronto fra padri e figli, e che rappresentano, al contempo, la continuità e il rinnovamento”.

“Il premio “di padre in figlio” al Gruppo Zucchetti assoluto – dichiara Alberto Salsi, partner di Iperion Corporate Finance e ideatore del premio – vuole essere di buon auspicio per tante altre aziende che, in un momento sicuramente non facile per l’economia italiana e mondiale, possono trovare nella passione, nel coraggio e nell’ottimismo di altri imprenditori, una risposta al crescente clima di preoccupazione e uno stimolo ad affermare sempre più il ‘made in Italy’ nel mondo”.
Milano, prima del 1940. In provincia di Milano sono 1.146 quelle nate prima del 1940 e ancora operanti, il 73,5% si concentra a Milano città. E con quasi un quinto del totale nazionale la provincia meneghina è prima in Italia, seguita da Torino (333 attività, 5,7%) e Roma (330 attività, 5,6%). I settori che vantano la percentuale più alta di aziende longeve a Milano sono i servizi alle imprese con 344 attività (30% del totale), il commercio che, sommato ad alberghi e ristoranti, raggiunge le 328 imprese (28,6%) e il manifatturiero che ne conta 313 (27,3%). Risultano maggiormente in calo rispetto all’anno scorso le attività manifatturiere (-12 ) e il commercio (–8).E se la crisi non sembra accanirsi contro le imprese storiche milanesi, diminuite del 2% (-27 imprese) nell’ultimo anno, contro il -12% della variazione 2008/2007, non bisogna sottovalutare il rischio di perdere questo patrimonio, dato che dal 2007 ben 192 imprese storiche hanno abbassato le saracinesche. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro delle imprese al II trimestre 2009.

In Lombardia sono quasi 2.000 quelle nate prima del 1940 e ancora attive, rappresentano circa un terzo del totale italiano (5.870 iscritte prima del 1940 e ancora operanti). I settori che vantano la percentuale più alta di imprese longeve sono il manifatturiero e il commercio: ne contano rispettivamente 559 (28% del totale) e 511 (25,6%). Seguono i servizi alle imprese con il 24% del totale (488 attività) e gli alberghi e ristoranti con il 6,9%, 138 imprese, il 50% del totale italiano. Tra le province lombarde con la maggiore concentrazione di imprese nate prima del 1940 e ancora attive, Milano è al primo posto con 1.146 attività, pari a quasi il 60% lombardo e a un quinto del totale nazionale. Seguono Varese (310 imprese, 15,5% regionale e 5,3% italiano), Como (142, 7% e 2,4%) e Bergamo (105, 5,3% e 1,8%). Vengono poi, con meno di 100 imprese, Cremona (72), Lecco (57), Brescia (51). E se la crisi non sembra accanirsi contro le imprese storiche lombarde, diminuite del 2% (-51 imprese) nell’ultimo anno, contro al -8% della variazione 2008/2007, non bisogna sottovalutare il rischio di perdere questo patrimonio, dato che dal 2007 ben 234 imprese storiche hanno abbassato le saracinesche, soprattutto nell’ambito del manifatturiero e del commercio (rispettivamente -64 e -70).

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