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Economy

Con la crisi i giovani si mettono di più in proprio

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In Lombardia oltre 14 mila nuove imprese individuali negli ultimi sei mesi del 2009 e circa una su quattro è under 30. Percentuali più alte a Cremona e Lodi, dove i giovani che aprono un’impresa rappresentano il 30 per cento delle nuove aperture 

Negli ultimi sei mesi del 2009 sono nate in Lombardia più di 14mila nuove imprese individuali, di cui circa 1 su 4 ha come titolare un giovane under 30. I giovani che hanno aperto un’impresa individuale negli ultimi sei mesi del 2009 in Lombardia rappresentano il 23,8% sul totale delle nuove aperture, di più rispetto al 2008 (21,3%). Percentuali più alte a Cremona e Lodi, dove i giovani che hanno aperto un’impresa negli ultimi sei mesi del 2009 rappresentano rispettivamente il 30,9% e il 30,2% delle nuove aperture. E il 70% dei nuovi imprenditori nati a Monza e Brianza tra il 2008 ed il 2009 sono ex dipendenti, circa 13 punti percentuali in più rispetto a quanto accadeva prima della crisi, quando la medesima percentuale si attestava al 57%. Tra coloro i quali hanno deciso di mettersi in proprio durante la crisi, l’8,2% è rappresentato da chi ha perso il posto di lavoro, circa il doppio rispetto a quanto accadeva prima. E il 47,5% ha scelto di aprire un’impresa durante la crisi perché spinto da un forte desiderio di autonomia. E’ quanto emerge dalla ricerca “Crisi globale e capitalismo dei piccoli. L’impatto sui ceti medi della Brianza”, realizzata dalla Camera di commercio di Monza e Brianza in collaborazione con A.A.STER e presentata oggi a Monza.

“Da questa crisi  – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – si esce tutti insieme, facendo diventare più solide le alleanze, che già ci sono, mettendo insieme le piccole e medie imprese, e le istituzioni, per fare quella massa critica di know – how e risorse per affrontare alcune emergenze come quella del lavoro. E la priorità sono i giovani, a partire da quelli che fanno impresa, perché, in questo momento di crisi, non ci sono solo i giovani precari dipendenti ma anche i giovani precari imprenditori.

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