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Moda

Felicità è una toppa sulla calza

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Intervista a Giuseppe Colombo, consigliere delegato di Gallo

A Pitti Uomo 77, Gallo ha stupito il mercato presentando Gallo Rattoppo, la toppa in Alcantara per gli affezionati del marchio che non vogliono disfarsi delle proprie calze una volta usurate. Un’idea che è solo l’ultima in ordine di tempo per il marchio di Desenzano, che negli ultimi anni si è reso protagonista di una forte brand extension, sempre all’insegna della qualità, dell’eleganza e dell’eccellenza dei materiali: come conferma a Luxgallery Giuseppe Colombo, consigliere delegato di Gallo. Dalle calze, alla maglieria, ai profumi: ci racconta questa brand exstension di Gallo?
Siamo partiti dal lavoro fatto negli anni sulle calze, che un tempo erano solo un bene di consumo, anche se di altissima qualità. Dalle calze in tinta unita abbiamo iniziato a sviluppare delle linee di concetto: calze per il tempo libero, monotaglia, molto colorate, con lavorazioni molto difficili per mettere insieme tanti colori diversi non della stessa nuance. Da lì, 10 anni fa abbiamo iniziato a estendere lo stile ad altri prodotti più vicini alle calze come sciarpe, guanti e berretti, utilizzando gli stessi materiali di altissima qualità: cotoni egiziani, lane merinos, cashmere, misto cashmere eseta. Si è trattato di un percorso molto naturale, che ci ha poi permesso di passare sulla maglieria e sull’intimo. Abbiamo aggiunto ultimamente la pelle, dopo aver compiuto studi tecnici per capire come riuscire a stamparla, e quindi sono nate le borse, i portafogli, le cinture e recentemente anche i piumini, anch’essi stampati. Ci sono infine le cravatte, solo in maglia, che riprendono le nuance di colore delle calze.

Che cosa ci dice del profumo Gallo?

Abbiamo cercato di creare un profumo che evocasse gli aromi mediterranei, il sapore del legno, della barrique.

A chi vi siete appoggiati?

Lo abbiamo fatto realizzare appositamente per noi da un esperto.

Come nasce l’idea della toppa sulla calza?
L’idea nasce dal fatto che la nostra calza è in primis un oggetto di piacere; la maggior parte dei nostri clienti si affeziona al prodotto, che cambia ogni 6 mesi, e spesso si ritrovano dopo anni a desiderare un prodotto che indossano da tempo, che è soggetto a usura ma che non viene più prodotto con quelle specifiche: abbiamo quindi pensato di fare questo regalo a chi vuol continuare a utilizzare un prodotto di cui si è innamorato e che noi non potremmo rifare identico.

Che cosa vi aspettate dal mercato per il 2010?

Il 2008, primo anno di crisi, e il 2009 si sono conclusi comunque positivamente per noi rispetto agli anni precedenti, quindi mi aspetto che se un’azienda fa il proprio dovere, ossia crea un prodotto che incontra il gusto della gente e che la convince a essere comperato, qualcosa di positivo verrà. Se lavoriamo sempre con le idee chiare e vediamo che il consumatore acquista, crisi o non crisi, siamo in grado di spiegare al wholesale che se compra ed espone in un certo modo alla fine il cliente torna e i risultati arrivano.

Davide Passoni

a cura di Luxgallery.it

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