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Architettura - Design

L’arredo griffato sempre più di moda

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Da Diesel a Agata Ruiz de la Prada, il mondo della moda si lancia nel settore dell'arredo e del design. Sotto il nome delle grandi griffe si moltiplicano così le "Home collection"

Cresce il desiderio da parte degli stilisti delle grandi griffe di moda di sperimentare il settore dell’arredo e del design. Non è solo un’urgenza creativa, certo, si tratta anche di incrementare i risultati di bilancio. Sì, perché oramai una percentuale cospicua del fatturato, destinata a crescere, è rappresentata dalla voce “home collection”. I prodotti del design griffato puntano naturalmente all’alto e altissimo di gamma e costano circa il 40-50% in più rispetto alla media di mercato. Si tratta di un trend recente ma che si sta affermando sempre più e implica la collaborazione tra aziende appartenenti ai due settori moda/arredamento. Armani, ad esempio, ha iniziato nel 2000 con la divisione Armani Casa raggiungendo nel 2008 oltre 40 milioni di euro; inoltre, ha avviato due nuove licenze per la produzione e commercializzazione di cucine con Dada, del gruppo Molteni, e di tessuti con Rubelli. Molteni, a sua volta, ha scelto Vivienne Westwood per rivestire le sue nuove sedute con il tessuto Squiggie, un disegno che la stilista presentò negli anni ’80. Krizia crea pareti d’autore per il produttore di piastrelle Refin, mentre la spagnola Agata Ruiz de la Prada ha lanciato piastrelle, porte, tessili per la casa, poltrone, tappeti e casalinghi nella sua accesa gamma cromatica, che spazia dal giallo al fucsia, dal blu al verde, all’arancione. Degli ultimi anni anche le collaborazioni di Diesel con vari rappresentanti dell’illuminazione e del design, Foscarini per l’illuminazione, Moroso per gli imbottiti e Zucchi per il tessile, ma sempre frutto della creatività del team Diesel.

Interpellando l’azienda sulle ragioni che l’hanno portata a diversificarsi nel design ci spiegano che “Diesel è un lifestyle brand, il consumatore che ci sceglie lo fa non solo per il prodotto ma per tutto ciò che oggi il marchio rappresenta, ossia uno stile di vita ed un approccio ironico, creativo e irriverente. Abbiamo intrapreso questa nuova avventura per offrire ai Diesel fans la possibilità di esprimere se stessi e personalizzare la propria casa con prodotti che sentissero vicini”. “Abbiamo iniziato a lavorare al progetto circa 3 anni fa – proseguono dall’azienda – cercando i partners giusti, sia a livello di know how che di mindset per il debutto di Diesel nel design; finalmente più di un anno fa, ad aprile 2008, abbiamo presentato la nostra prima collezione tessile per la casa realizzata con Zucchi, con un evento durante il Salone del Mobile, nel 2009 invece è stata la volta delle collezioni di lampade e mobili create in collaborazione con Foscarini e Moroso”.

L’obiettivo di Diesel è di raggiungere per il tessile 20 milioni di euro in 5 anni e per arredo e luci 10 milioni a testa in 2 anni. “Al momento stiamo lavorando per rafforzare quanto già esiste e in futuro l’idea è quella di implementare le collezioni con piccoli elementi d’arredo, tappeti e tappezzeria. Storica, invece, la presenza sul mercato dell’arredamento di Fendi Casa, che nel 2008 ha registrato 80 milioni di euro di fatturato, in tandem con Club house Italia azienda di imbottiti del distretto romagnolo.

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