close
Luxury

Storia contemporanea: i gioielli Mattioli

mattioli

Nel grande e diversificato mondo degli oggetti preziosi, a tratti virtuosamente contaminato dalla moda, dalla tecnologia, dal design, Mattioli offre una prospettiva del gioiello modernissima, indipendente, creata da una donna Licia Mattioli, per ogni donna che conosce se stessa e che si esprime nel mondo

Quando si osservano gli oggetti delle collezioni Mattioli, si coglie subito la varietà dell’ispirazione, ma qualcosa di comune colpisce immediatamente e rende riconoscibile una precisa impronta di personalità. In ogni idea si sente l’ideatrice: l’energia decisa del disegno incontra la leggerezza, la forma sorprende, il motivo guida – colore, materiale, forma, luogo, tradizione – diventa territorio dell’emozione, gioco combinatorio, eleganza viva e mutevole, come sono l’umore e l’estetica di chi lo indossa. Mattioli è il non-banale della catena: da girocollo a cintura, da filo extralong, danzante, a doppio, triplo giro, anche di più, scintillante di riflessi e di sonorità.
Mattioli è l‘orecchino che gioca a cambiare colore, la poesia dell’anello dai fili avvolti con grazia, ciascuno un augurio di felicità, è il ciondolo forgiato nell’oro, nastro celtico che richiama l’infinito divenire del mondo in un nodo misterioso, fluido, ipnotico. O quello orientale, ricamato di diamanti, in preziose foglie sovrapposte. Oro cioccolato accostato a gemme pure come il ghiaccio, oro giallo, bianco e rosa alternati a forme di madreperla multicolor, trasparenze o effetti opalini fra maglie e castoni stilizzati: libertà stilistica e piacere della materia.
Mattioli è storia contemporanea in fatto di gioielli. Non è un caso se, parallelamente all’attività di imprenditrice, Licia Mattioli ha lanciato e seguito per anni giovani artisti, curando una propria galleria a Torino, città-laboratorio per eccellenza, tanto in ambito culturale che tecnologico. Non è un caso che il suo lavoro sia apprezzato a New York, a Tokyo, in Svizzera e tanti altri di Paesi del mondo. Una geografia che ogni anno arricchisce la propria costellazione. Le collezioni emergono dalla fusione alchemica tra qualcosa di antico, nato dalla laboriosa tradizione degli artigiani orafi più esperti, e la modernità del modello d’impresa, volto a sperimentare processi evoluti, a cercare instancabilmente concetti inediti, dal disegno alla realizzazione. Due anime si sono incontrate: quella dell’Antica Ditta Marchisio, storica gioielleria sorta nel 1860, e quella della famiglia Mattioli, che la acquisisce nel 1995 offrendole quello slancio espansivo che meritava. Accanto alle importanti partnership con le maison più prestigiose – da Tiffany a Cartier – Mattioli si è posizionato in pochi anni fra le realtà italiane più credibili e meritevoli di successo. La crescita dal 1996, anche occupazionale (da 30 a 130 dipendenti, per citare un dato numerico), testimonia il gradimento di un pubblico consapevole, e la disponibilità verso un soggetto che ha qualcosa di nuovo da dire, in un orizzonte di qualità e di etica aziendale.
Spazio elettivo per le collezioni Mattioli, Serafino Consoli è gioielleria culto per coloro che amano davvero gli oggetti preziosi. Per un appassionato, quale che sia il potenziale di investimento, l’acquisto di un orologio o di un gioiello è sempre un’esperienza significativa, che mette in campo sentimenti, giudizi di gusto, attenzione all’investimento, piacere. L’incontro con il cliente, dal punto di vista del gioielliere, è vissuto come momento di accrescimento conoscitivo e di condivisione nell’apprezzamento del gioiello. Il binomio Mattioli-Consoli in questo trova perfetta corrispondenza.
“Vorrei da un gioielliere, e da chiunque possa incontrare all’interno di una gioielleria di alto profilo, la cordialità e l’orgoglio di un esperto in materia, capace di ascoltare, di capire e di proporre andando ben al di là delle logiche da catalogo. Si tratta di comprendere a fondo l’interlocutore, e di spingersi anche verso un servizio di ricerca personalizzata, talvolta inconsueta e sorprendente, che possa intercettare il pezzo unico, o un particolare modello, che né la vetrina né una campagna avrebbero svelato.” È il pensiero di Licia Mattioli sull’incontro e sulla relazione con il cliente, che immagina in uno spazio caldo, privato e il più possibile personalizzato. Se le formule di dècor minimalista, avveniristiche, hanno segnato lo stile delle boutique monomarca, la gioielleria di tradizione classica, svincolata dal legame con un unico brand, ha idealmente lo charme del salotto: luogo raccolto, chic, avvolgente. Un ambiente dove sentirsi a proprio agio anche nel semplice osservare e scoprire la cosa mai vista. Il gioiello traccia un orizzonte complesso, dove valori reali e simbolici si incontrano e si confondono, dove la bellezza è senza scampo, e la passione ha sempre l’ultima parola.

Business&Gentlemen

The author Business&Gentlemen