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Vincenzo Onorato: “Obiettivo America’s Cup”

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Intervista al patron di Mascalzone Latino Audi Team

Mascalzone Latino Audi Team svela i suoi progetti per il 2010 e lancia una sfida forte per il Louis Vuitton Trophy. La presentazione dei programmi velici Audi 2010 a Milano, il 4 febbraio, è stata l’occasione per conoscere gli impegni del team di Vincenzo Onorato, da quest’anno sponsorizzato dalla casa dei “quattro cerchi”, che scenderà in acqua non solo per il prestigioso trofeo ma anche nelle classi monotipo Farr 40 e Melges 32. Fatti gli onori di casa dai vertici Audi, Onorato è stato il vero mattatore della presentazione, durante la quale ha anche annunciato il passaggio di consegne della presidenza del Team alla moglie Lara Ciribì Onorato. In questo modo, il patron di Mascalzone Latino potrà meglio coordinare la tappa italiana del Louis Vuitton Trophy 2010, prevista a La Maddalena, dal 22 maggio al 6 giugno: “Un onore che mi è stato concesso dal governatore della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e dal capo della Protezione Civile Guido Bertolaso – dice Onorato -. Noi di Mascalzone Latino Audi Team, in quanto ‘hosting team’, vogliamo offrire agli altri concorrenti la migliore ospitalità“.

Non solo fare gli onori di casa, ma anche dare battaglia, con un equipaggio di prim’ordine. Per il Louis Vuitton Trophy il team selezionato dal Vicepresidente di Mascalzone Latino Audi Team, Marco Savelli, vede infatti alcune riconferme e molti nuovi arrivi di alto rango. Skipper e timoniere sarà il talento neozelandese Gavin Brady, tattico Morgan Larson e Cameron Dunn stratega. Una menzione particolare anche per il fido Flavio Favini, a bordo di Mascalzone anche nelle precedenti due campagne di America’s Cup e oggi impegnato nel delicato ruolo di randista. “Si tratta di un team di alto profilo – commenta Onorato – che necessita di rodarsi, poiché nello yachting vince l’equipaggio nel suo insieme e non il singolo campione“.

Alla Coppa America ci fate un pensierino?
Non nascondo che l’obiettivo di questo team, in proieizione futura, è quello di tornare a gareggiare in Coppa America, naturalmente Alinghi permettendo. Per questo spero che vinca Oracle la prossima sfida. Per noi, non essere più della partita significherebbe buttare al vento le esperienze maturate dopo la prima partecipazione nel 2003, in cui, come ama dire l’amico Favini, abbiamo picchiato il naso contro il muro, e la seconda nel 2007 che ci ha fatti migliorare tantissimo ma non abbastanza.

Il fatto di lasciare la presidenza a sua moglie la lascia più libero di dedicarsi alla gestione sportiva…

Devo dire che è stata una furbata, così davvero potrò dedicarmi più pienamente al lato sportivo dell’avventura di Mascalzone Latino, che è quello che più mi entusiasma. E poi mia moglie, di fatto, comandava di già, diciamo che questa è stata la naturale evoluzione di un ruolo (sorride, ndr).

Il sogno di Vincenzo Onorato che ancora non può realizzare?

Fare regate dalla mattina alla sera, solo regate. Magari con i ragazzi disagiati di Napoli che cerchiamo di avvicinare al mondo della vela con la fondazione Mascalzone Latino. Un progetto a cui tengo molto e che ormai è quasi del tutto avviato.

Perché tiene così tanto a questa scuola?

Penso che Napoli abbia un forte potenziale di velisti tra i ragazzi. Il fatto è che le scuole di vela sono frequentate soprattutto da ragazzi benestanti, di buona famiglia; se diamo la possibilità di esprimersi anche a chi viene da contesti poco fortunati e proprio per questo porta con sé la caparbietà, la forza e la tenacia che sono tutte doti tipiche del velista, penso che potremo scoprire dei bei talenti.

Imprenditore e velista. Quale passione nasce prima?

Quella della vela, nata quando avevo 13 anni. Poterne fare quasi una professione e gareggiare ai massimi livelli per tanti anni, questo sì è un sogno davvero realizzato.

Quindi conferma il tifo per Oracle alla prossima Coppa America?

Assolutamente sì, anche perché Russell Coutts è più che un amico, ormai è un fratello.

Davide Passon

a cura di Luxgallery.it

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