close
ab_energie

Risparmio ed efficienza energetica al centro della nuova rubrica di B&G sull’ecosostenibilità in chiave business curata in collaborazione con ABenergie 

Risparmio ed efficienza energetica, due temi diventati leve di sviluppo e di crescita per il mercato mondiale e da oggi protagoniste di una nuova rubrica curata da ABenergie, società grossista-trader di energia elettrica che opera su tutto il territorio italiano. Poco incline alle polemiche, ma attento all’evoluzione del mercato, alle nuove tecnologie e allo sviluppo energetico, questo appuntamento evidenzierà gli sviluppi del settore energetico locale, nazionale ed internazionale. Per la prima volta nella storia due diverse correnti di pensiero hanno trovato un punto d’incontro: sono la “green think” , una filosofia di vita nel pieno rispetto della natura e della terra nel senso più stretto del termine, e “l’hi- tech” intesa come massimo sviluppo tecnologico ed espansione energetica. Da qui nascono due esigenze: da una parte il bisogno di salvaguardare il mondo dal surriscaldamento globale (l’effetto serra), dall’altra il bisogno di aziende pubbliche e private di ridurre i propri consumi e il loro legame dalle fonti energetiche di tipo fossile. Il matrimonio di queste diverse filosofie si e concretizzato attraverso il Protocollo di Kyoto, ovvero il trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyōto l’11 dicembre 1997, da più di 160 Paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Il trattato e entrato in vigore il 16 febbraio 2005 dopo la ratifica anche da parte della Russia. Il protocollo di Kyōto prevede il ricorso ai “Meccanismi Flessibili”, che hanno l’obiettivo di ridurre le emissioni al costo minimo possibile, in altre parole a massimizzare le riduzioni ottenibili a parità di investimento. I vincoli di natura ambientale imposti dall’applicazione del protocollo di Kyoto possono trasformarsi in una grande opportunità di sviluppo tecnologico ed economico se le politiche energetiche troveranno fondamento dall’uso razionale ed efficiente dell’energia. L’emissione di CO2 e un problema che tocca tutti soprattutto noi italiani se si pensa che l’Italia e in ultima fi la nella lotta ai cambiamenti climatici, alla pari con un gigante energivoro come la Cina. Lo rivela uno studio dell’organizzazione ecologista “Germanwatch”, presentato alla Conferenza delle Nazioni Unite a Bali, che prende in considerazione i dati dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie) sulle effeffettive emissioni di anidride carbonica e le politiche governative adottate per limitarle.

Secondo la ricerca, l’Italia si piazza infatti al quarantunesimo posto, a pari merito con la Cina, su una classifica  di 56 Paesi. Il più virtuoso e la Svezia, il primo al mondo a fare di più per proteggere il clima. Segue, tra gli altri, al quinto posto l’India, l’altro grande gigante economico mondiale, la Turchia al ventunesimo, l’Iran al trentaquattresimo. I peggiori in assoluto sono l’Arabia Saudita, all’ultimo posto, preceduta da Stati Uniti, Australia e Canada. Gli autori dello studio hanno definito “particolarmente allarmanti” i cattivi risultati dei dieci Paesi, tra cui l’Italia, che da soli sono responsabili per oltre il 60 per cento delle emissioni di CO2. La lista dei maggiori consumatori di energia e guidata dagli Stati Uniti, che da soli consumano il 20,47 per cento dell’energia prodotta nel mondo, seguiti da Cina (15,18%), Russia (5,66), India (4,70), Giappone (4,64), Germania (3,02), Canada (2,38), Gran Bretagna (2,05), Corea del Sud (1,87) e Italia (1,62). Il miglior modo per ridurre le emissioni di gas frutto di processi produttivi e la razionalizzazione dell’energie. Proprio da qui nasce il concetto di gestione dell’energia e di efficienza energetica.

La gestione dell’energia contempla vari aspetti che includono: la conoscenza della normativa, delle tecnologie a disposizione e dei servizi energetici, nonché una formazione sulle modalità di indagine, misura e confronto dei consumi con realtà simili. Il miglior modo di razionalizzare i propri consumi e imparare a conoscerli, cercando di individuare tutti gli aspetti e modalità con cui avvengono. L’analisi dei consumi, detta anche audit energetico, e la fotografi a della nostra realtà, sia essa aziendale o domestica, pubblica o privata. Quando si parla di consumi si intendono da una parte i consumi di energia elettrica e dall’altra tutte le fonti primarie di cui ci approvvigioniamo (energia elettrica, carburanti, metano). Nel corso di un’analisi dei consumi vengono analizzate tutte le modalità di utilizzo di queste fonti, partendo dal loro costo, fino ad arrivare al trasporto interno ed esterno all’azienda e all’utilizzo finale. L’obiettivo non dev’essere quello della riduzione drastica, ma dell’ottimizzazione dei processi e delle tecnologie scelte.

Una corretta analisi dei consumi prende in considerazione anche l’involucro edilizio, soprattutto dove il riscaldamento e il raffrescamento sono, energeticamente parlando, i costi più rilevanti. La dispersione di calore attraverso le pareti esterne, finestre e coperture dei nostri edifici (o comunque lo scambio termico in generale) comporta un maggior sforzo in termini energetici per ottenere la temperatura ideale e quindi un maggior consumo, spesa ed inquinamento. Attraverso un buon isolamento termico, ergo (tutti i sistemi e le operazioni costituenti gli sforzi atti a ridurre il flusso termico scambiato tra due ambienti a temperature differenti) si può evitare questo sforzo energetico. L’isolamento termico in edilizia e volto, principalmente a contenere il calore all’interno degli edifici (per la protezione dal caldo estivo e più corretto parlare di “schermatura dal calore”). A seguito dell’audit energetico dobbiamo individuare dove avvengono i maggior consumi, quindi dove i nostri interventi avranno un impatto maggiore nell’abbattimento dei consumi.

Interventi che possono essere di diverso tipo e in diversi settori: bolletta elettrica, corpi illuminanti, parco motori, compressori, caldaie ecc.. Senza sostituire per forza i nostri apparecchi possiamo migliorare la loro efficienza con piccoli interventi. Il trattato di Kyoto prevede, oltre alla razionalizzazione dell’energia, anche lo sviluppo di sistemi innovativi per la produzione di energia, in particolare di energia da fonte rinnovabile. In base alle direttive del protocollo di Kyoto i vari stati firmatari dell’accordo si sono attivati con leggi atte ad incentivare le diverse tecnologie dei cosiddetti impianti di produzione da energia fonte rinnovabile. “Energia da fonte rinnovabile” non vuol dire solamente produrre energia in modo naturale, ma produrre energia utilizzando una fonte naturale infinita, o perché non può essere esaurita come nel caso del sole, dell’acqua o del vento, o perché si può  ricreare ciclicamente come ad esempio nei casi di utilizzo degli scarti di vegetazione o di animali.

a cura di Dario Fiorina, Energy Manager ABenergie Rinnovabili

Business&Gentlemen

The author Business&Gentlemen