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Giro di poltrone in Borsa Italiana: l’amministratore delegato Massimo Capuano ha rassegnato le dimissioni. A prendere il suo posto sarà Raffaele Jerusalmi, finora responsabile della divisione mercati del gruppo Lse

Massimo Capuano, attuale amministratore delegato di Borsa Italiana Spa, ha rassegnato le dimissioni e si prepara ad essere sostituito in consiglio il prossimo giugno da Raffaele Jerusalmi, finora responsabile della divisione mercati del gruppo Lse. Ad uffucializzarlo è stata la società che controlla il listino milanese.

”La decisione di Capuano di lasciare il cda dell’Lse e le responsabilita’ esecutive in Borsa Italiana hanno effetto a partire dalla fine dell’anno fiscale che si e’ concluso il 31 marzo 2010. Capuano, tuttavia, continuera’ a far parte del cda di Borsa Italiana – dice un comuncato – per i prossimi quattro mesi al fine di assicurare una transizione graduale”.

”Gli investitori e tutto il mercato finanziario gli riconoscono il merito di aver sviluppato Borsa Italiana dagli anni 90 fino a diventare un mercato efficiente e riconosciuto a livello internazionale. Sebbene Massimo abbia lasciato il gruppo, sono contento che abbia accettato di restare nel consiglio di Borsa Italiana”, ha sottolineato il numero uno dell’Lse, Xavier Rolet. Jerusalmi, da parte sua, si e’ detto ”onorato” di avere ricevuto il testimone di Capuano al vertice di Borsa Italiana.

Mentre ancora Capuano dichiara: ”Sono orgoglioso di aver contribuito al successo di Borsa Italiana negli ultimi 12 anni. Borsa Italiana e’ cresciuta in modo significativo sia per dimensione sia per importanza, sviluppando prodotti e servizi nelle diverse asset class e in tutta la catena del valore. La societa’ e’ ora parte integrante del London Stock Exchange Group svolgendo un ruolo primario a livello internazionale”.

Un avvicendamento che non desta particolare scalpore dopo che lo stesso Capuano non era riuscito a succedere nel 2008 a Clara Furse nel ruolo di Ceo del gruppo Lse, il gestore della borsa londinese che ha acquisito Borsa Italiana nel giugno del 2007, contrariamente ad un “patto tacito” sottoscritto proprio al momento dell’acquisizione. Un’operazione, questa, che ha fatto evidentemente gli interessi dei principali azionisti di Borsa Italiana Spa, ossia delle principali banche italiane, ma che ha anche segnato la fine dell’indipendenza del listino italiano pesando sulle ambizioni di Capuano stesso.

Un destino del resto inevitabile, visto che da solo il listino di Milano pesa poco a livello mondiale e che le banche, in Italia come altrove, stanno da tempo concentrando le loro attenzioni sul core business cercando di monetizzare col massimo profitto possibile le partecipazioni in business collaterali, che si tratti di trading venue o di asset management. Al posto della Furse venne così chiamato l’ex responsabile di Lehman Brothers Holding in Francia, Xavier Rolet, mentre per Capuano arrivò la nomina a deputy Ceo.

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