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Personaggi

L’Alba di una nuova impresa

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Investire e puntare sull’imprenditoria innovativa, stimolare la business competition tra giovani e avere molta voglia di fare: ecco la ricetta per una start-up di successo. Parola ad Alessandro Zeigner, nuovo responsabile dell’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano

Il Politecnico di Milano è stato uno dei primi atenei in Italia a comprendere l’importanza del sostegno all’imprenditorialità per promuovere la ricerca all’interno dell’università. Da questa intuizione è nato l’Acceleratore d’Impresa, gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano, sorta nel 2003 con il preciso intento di avvicinare la ricerca al mondo delle imprese e della pubblica amministrazione. Oggi, a quasi dieci anni di distanza dalla sua nascita, l’incubatore dell’Ateneo, guidato dal nuovo responsabile Alessandro Zeigner, continua a incoraggiare e a sostenere lo sviluppo dell’imprenditoria innovativa, offrendo alle start up le infrastrutture e i servizi necessari alla loro crescita.

Lei ha preso la guida dell’Acceleratore in un momento importante. Oltre al trasloco nella sede di Bovisa e allo sviluppo del nuovo Regolamento, siamo nel pieno di un processo di crescita della struttura. Quali sono gli obiettivi che intendete perseguire con l’avvio di questo processo di cambiamento?
Il nostro principale obiettivo è riuscire a dare un assetto più ordinato alla struttura. Per farlo abbiamo introdotto un processo di maggiore selezione, rispetto al passato, delle start up: anzitutto chiediamo che siano aziende costituite in Srl o S.p.A. o sul punto di costituirsi e che possano contare su un team già formato. Inoltre abbiamo deciso di introdurre un tempo limite per l’incubazione, che dovrebbe essere di tre anni, seguendo l’esempio dei Paesi stranieri che ci hanno preceduto nella creazione di incubatori d’impresa. Benché l’incubatore debba fare il possibile affinché l’azienda si sviluppi, non possiamo tenere conto del fatto che non sempre tutte le aziende ce la fanno. Introdurre una durata limite dell’incubazione è quindi un provvedimento utile ad evitare una dispersione di risorse.

Tra i primi in Italia l’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano è stato seguito a ruota da altri 35 atenei italiani. Secondo PNI Cube, l’associazione che raggruppa gli incubatori universitari, le aziende così partorite sono 306 e danno lavoro a 1335 addetti. Un risultato importante, ma forse non abbastanza consistente se paragonato alle migliaia di società lanciate a livello internazionale dalle università europee e americane…
In Inghilterra i primi incubatori d’impresa sono nati negli anni Sessanta, circa una ventina d’anni prima rispetto al nostro Paese. Questo gap, ancora oggi, è piuttosto evidente e riflette la condizione dell’imprenditoria giovanile italiana: un’imprenditoria non particolarmente sviluppata, che deve essere aiutata a crescere attraverso soprattutto un’attività di scouting, che aiuti ad individuare le idee più interessanti e a trasformarle in prodotti. Per farlo, però, è necessaria la collaborazione tra più soggetti e il sostegno delle istituzioni: in questo il Comune di Milano è stato lungimirante e il suo ruolo è stato fondamentale. La Lombardia è la regione con il maggior numero di idee innovative e il Comune del capoluogo ha individuato e investito su questo grande potenziale.

Quali sono gli ostacoli che generalmente un aspirante imprenditore incontra nel creare un’impresa propria? Cosa fa l’Acceleratore per aiutarlo?
Il primo ostacolo che la persona intenzionata a dar vita ad un’ impresa incontra è se stessa. Ho notato che la prima resistenza che un giovane deve vincere è quella a “buttarsi”. Entusiasmo e voglia di fare generalmente non mancano, ma le prime diffi – coltà che si incontrano sul cammino spesso possono portare ad arrendersi. Gli incubatori in questo sono fondamentali perché incoraggiano, anche attraverso le business plan competition, a concretizzare le idee. Altro ostacolo al quale spesso non si attribuisce l’importanza adeguata riguarda la costituzione di un team: eppure chi sceglie di avviare un’impresa propria dovrebbe tenere a mente che mentre un’idea può facilmente evolversi, cambiare un team è più complicato.

Quali consigli darebbe ad un giovane che oggi vuole avvicinarsi al mondo dell’imprenditoria? E qual è, se esiste, la ricetta del successo per un imprenditore di prima generazione?
Non esiste una ricetta vincente, ma un ingrediente fondamentale c’è ed è la voglia di fare. Voglia di fare che, però, deve essere accompagnata da una certa perseveranza. Purtroppo in Italia c’è la tendenza a pensare che se si fallisce una volta bisogna abbandonare il proprio progetto. Negli Stati Uniti, invece, non è così: spesso i venture capital preferiscono puntare su chi, ad esempio, è già al terzo tentativo. Sono convinto che anche nel nostro Paese occorra cambiare la mentalità e spingere affinché si possa incoraggiare l’avventura imprenditoriale. Fatto questo mi sento di consigliare a coloro che hanno un’idea e vogliono trasformarla in un prodotto, di prestare attenzione alla presentazione di questa idea. E’ importante, per dirla in gergo televisivo, riuscire a “bucare lo schermo”, ovvero colpire nel segno quando ci si presenta ad un fi nanziatore. Attraverso le sessioni di presentazione noi insegniamo anche questo.

Quali sono, secondo lei, i settori che offrono maggiori sbocchi?
I mercati più favorevoli rimangono quello dell’Ict, anche se piuttosto inflazionato, e quello dell’energia. Credo, tuttavia, che questo vento di crisi possa rivelarsi favorevole alla crescita dell’imprenditoria giovanile in generale. Sempre più giovani, non potendo più contare sul posto fisso, aguzzano l’ingegno e provano a costruire qualcosa partendo da un’idea o un’intuizione. Questo momento difficile per la nostra economia, dunque, potrebbe favorire la nascita di nuove realtà, a discapito di quelle che non hanno saputo innovarsi.

L’Acceleratore punta sulle Clean Technologies
Nel 2008 l’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano ha deciso di avviare una nuova area dell’incubatore dedicata alle Clean Technologies – l’Incubatore Energia. Un’iniziativa attuata per offrire sostegno alle idee imprenditoriali che promettono di introdurre innovazioni significative nella risposta ai problemi energetici e ambientali. L’area Clean Technologies rientra nel progetto, coordinato dal Comune di Milano, “Milano Crea Impresa – La Rete degli Incubatori della Città di Milano”, nato per sostenere lo sviluppo degli incubatori e la crescita imprenditoriale nei settori ad elevata tecnologia. Si tratta di un’iniziativa unica a livello nazionale che consolida l’attività avviata negli anni precedenti dall’amministrazione civica. In particolare, la focalizzazione sulle Clean Technologies implica un’attenzione particolare a tre grandi filoni di attività che vanno dalla produzione, stoccaggio e distribuzione di energia, all’efficienza energetica, attraverso i materiali e le tecnologie che permettono di sfruttare al meglio le risorse disponibili. Fino ad arrivare alla riduzione degli impatti ambientali con l’introduzione di tecnologie di processo innovative.

Testi di Desirée Cividini

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