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Economy

La Lombardia che resiste alla crisi

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Nei primi mesi del 2010 l’industria risulta il settore più colpito in termini di cessazioni, con un rapporto tra cessate e attive del 3,65%. Ma la Lombardia sembra resistere collocandosi sopra la media nazionale

La crisi continua a incidere sul sistema imprenditoriale: complessivamente in Italia tra gennaio ed aprile 2010 hanno cessato l’attività 177.556 imprese, con un saldo tra iscritte e cessate negativo di oltre 14 mila imprese (con una variazione annuale delle imprese attive che registra – 0,4%). Tiene la Lombardia e positiva Monza e Brianza, che registrano un saldo tra iscritte e cessate positivo rispettivamente di 1.140 e 191 imprese (con una variazione annuale delle imprese attive di -0,1% e +0,7%).

In Italia l’industria risulta il settore più colpito in termini di cessazioni, con un rapporto tra cessate e attive pari a 3,65%, seguono i servizi (3,28%) e il comparto agricolo (3,24%). In particolare “soffrono” le attività legate alle costruzioni (3,96%) e alla manifattura (3,24%). Tra i servizi risentono di più le imprese attive nel supporto alle aziende (3,80%) e le attività finanziarie e assicurative (3,79%). A livello territoriale, la Sardegna risulta la regione più colpita in termini di cessazioni, con un rapporto tra cessate e attive pari a 4,63%, seguono Abruzzo (3,89%), Valle d’Aosta (3,76%), Puglia (3,73%) e Toscana (3,64%). La Lombardia con un rapporto tra imprese cessate e attive pari a 3,14% si colloca in ogni caso sopra il dato nazionale (3,37%). A Monza chiudono di più i servizi che si possono internalizzare, come le attività di magazzinaggio (6,56%), di noleggio (4,73%) e di ricerca e selezione del personale (15,38%).

In miglioramento, comunque, le aspettative di ripresa degli imprenditori lombardi per i primi mesi del 2010: le imprese registrano in media un ridimensionamento del giro d’affari del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, circa la metà rispetto alla riduzione media del 20% accusata nel 2009. A Milano e a Monza e Brianza le imprese sono più ottimiste, stimando rispettivamente una riduzione del giro d’affari di -1,8% e -3,6%. È quanto emerge dall’indagine “Economia e imprese” realizzata dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza che ha coinvolto più di 200 imprese lombarde e da elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro imprese.

“L’Italia è e deve rimanere un Paese a vocazione manifatturiera, e ciò vale in particolar modo per la Lombardia e la Brianza – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – perché l’industria ha un ruolo centrale e determinante nel creare occupazione e generare innovazione. Credo che le istituzioni debbano sostenere con forza questo comparto dell’economia che è il motore dell’intero sistema produttivo.”

Business&Gentlemen

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