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Economy

La ricchezza è in ripresa

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Quasi recuperate le perdite del 2008. Il numero degli individui con patrimonio finanziario superiore a 1 milione di dollari sale del 17,1%, mentre la loro ricchezza raggiunge complessivamente quota 39.000 miliardi di dollari. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale sulla ricchezza nel mondo

Nonostante il clima congiunturale sfavorevole su scala mondiale, secondo quanto riportato nella quattordicesima edizione del World Wealth Report – il rapporto annuale sulla ricchezza nel mondo presentato da Merrill Lynch Global Wealth Management e Capgemini – il numero degli HNWI1 ha ripreso a salire, tornando nel 2009 a quota 10 milioni. In ascesa anche il loro patrimonio, che si attesta a 39.000 miliardi di dollari con un incremento del 18,9%, mentre gli Ultra-HNWI2 hanno incrementato la relativa ricchezza del 21,5% nel 2009. Questi dati indicano che la ripresa ha permesso di recuperare quasi interamente le perdite subite nel 2008, riconquistando livelli che non si vedevano dal 2007. “Gli ultimi anni sono stati importanti per gli investitori facoltosi”, dichiara Isabella Fugazza, Sales Manager, Merrill Lynch Global Wealth Management.

“Nel 2008 il patrimonio degli HNWI ha accusato un crollo senza precedenti, mentre già a distanza di un anno si evidenziano chiari segnali di ripresa, e in alcune aree un ritorno ai livelli di ricchezza e crescita del 2007”. “A trainare la ripresa sono stati i mercati emergenti, in particolare India e Cina, oltre al Brasile, e saranno questi stessi Paesi a guidare la crescita anche in futuro”, afferma Ettorina Schiaffonati, Vice President, Financial Services, Capgemini Italia. “Nel 2009 l’Area asiatica del Pacifico è stata l’unica regione a registrare una forte espansione dei fattori macroeconomici e finanziari che influenzano la ricchezza”. Nel complesso, sebbene la crescita degli HNWI sia stata più marcata nei Paesi in via di sviluppo, la popolazione mondiale degli HNWI e la ricchezza complessiva rimangono principalmente concentrate negli Stati Uniti, in Giappone e in Germania, che nel 2009 rappresentano complessivamente il 53,5% della popolazione mondiale di HNWI, un dato in lieve calo rispetto al 54% del 2008. La regione in cui risiede il maggior numero di HNWI in assoluto rimane il Nord America, 3,1 milioni, che corrispondono al 31% della popolazione complessiva a livello globale. In Italia alla fine del 2009 gli “High Net Worth Individuals” erano 178.800, un incremento del 9,2% rispetto ai 163.700 del 2008 dopo il calo del 20,8% dell’anno precedente. Il trend del nostro Paese è coerente con quello osservato negli altri Paesi Europei.

A guidare la ripresa nel 2009 sono stati gli HNWI dell’Area asiatica del Pacifico, tra i più colpiti dalla crisi nel 2008
Dopo il calo del 14,2% registrato nel 2008, che aveva portato a 2,4 milioni il numero di HNWI residenti nell’Area asiatica del Pacifico, nel 2009 la popolazione di HNWI nella regione è tornata a quota 3 milioni, eguagliando per la prima volta nella storia il numero degli stessi in Europa. In forte ascesa (+30,9%) anche la ricchezza finanziaria dell’Area asiatica del Pacifico, che si attesta a 9.700 miliardi di dollari, annullando le perdite del 2008 e superando il patrimonio di 9.500 miliardi di dollari degli HNWI europei. Il sorpasso in graduatoria si spiega con il fatto che i guadagni degli HNWI in Europa, per quanto significativi, sono stati di gran lunga inferiori a quelli registrati nell’Area asiatica del Pacifico, dove si è evidenziata una crescita solida e prolungata dei driver di ricchezza sia economici che di mercato. A guidare la crescita nella regione sono stati Hong Kong e India, che nel 2008 avevano accusato forti perdite nella popolazione di HNWI e nella loro ricchezza.

Saranno probabilmente l’Area asiatica del Pacifico e i Paesi BRIC i prossimi propulsori per la crescita degli HNWI
Per i prossimi anni, si prevede che saranno ancora i Paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) a spingere la crescita degli HNWI nelle rispettive aree geografiche. Nell’Area asiatica del Pacifico, Cina e India continueranno a piazzarsi in testa alle classifiche, probabilmente con livelli di crescita economica e di HNWI più elevati rispetto alle economie più sviluppate. Di conseguenza, a far segnare la crescita di HNWI più rapida su scala globale saranno probabilmente i Paesi dell’Area asiatica del Pacifico. In America Latina, sarà presumibilmente il Brasile a fungere da propulsore della crescita. Anche per la Russia si profila una fase di crescita grazie alla sua ricchezza di materie prime.

Un timido ritorno ai mercati per gli HNWI nel 2009 – in cerca di rendimenti ma all’insegna della prudenza
Gli investitori HNWI hanno preferito destinare il proprio patrimonio a investimenti con rendimenti più prevedibili, aumentando dal 29% al 31% la propria esposizione verso il reddito fisso. In aumento – dal 25% al 29% – anche la quota allocata al segmento azionario, in seguito alla ripresa dei mercati azionari mondiali. In lieve calo, invece, la quota di liquidità detenuta. Gli HNWI più conservativi si sono confermati quelli di America Latina e Giappone, con il 52% dei loro portafogli complessivi investiti in liquidità/depositi o strumenti obbligazionari nonostante l’impennata delle quotazioni azionarie. Nel corso del 2009 gli investimenti nel comparto immobiliare residenziale sono tornati più appetibili agli occhi degli HNWI, che hanno privilegiato i beni reali e tentato di cogliere qualche opportunità sfruttando il crollo dei prezzi immobiliari. Sul totale degli immobili, la quota dedicata agli immobili residenziali è aumentata dal 45% al 48% in concomitanza con la ripresa generalizzata dei prezzi su scala mondiale. La quota dedicata agli immobili commerciali ha invece registrato una lieve flessione dal 28% al 27%, con il settore penalizzato da redditi da locazione in calo, domanda debole e offerta in aumento.

La diversificazione geografica è evidente nella composizione dei patrimoni degli HNWI nel 2009
Nel 2009 anche la distribuzione geografica dei patrimoni degli HNWI ha evidenziato una modifica: in linea generale, gli HNWI hanno preferito indirizzare i propri portafogli verso rendimenti più elevati e una maggiore diversificazione a livello geografico. Nel complesso, in tutte le regioni ad eccezione dell’America Latina, nel 2009 gli HNWI hanno aumentato la quota relativa di esposizione verso mercati esteri rispetto ai mercati domestici. Queste tendenze si sono tradotte in un aumento dell’allocazione sui mercati emergenti, evidenziato da un flusso di investimenti verso aree geografiche e mercati dai quali ci si attende la crescita più significativa per i prossimi anni. Questo trend si contrappone a quanto osservato durante la crisi, relativamente al rimpatrio dei patrimoni verso le regioni di appartenenza. Entro il 2011 si prevede che gli HNWI riducano ulteriormente gli investimenti nei mercati domestici e rivolgano maggiore attenzione alle aree geografiche che presentano le prospettive di crescita più promettenti. Gli HNWI residenti nelle regioni economicamente più mature quali Nord America ed Europa dovrebbero continuare ad aumentare la propria esposizione nell’Area asiatica del Pacifico in cerca di rendimenti più elevati, e gli HNWI europei dovrebbero incrementare l’esposizione verso il Nord America per aumentare la stabilità dei propri portafogli. “Questi dati relativi all’asset allocation indicano che, malgrado i segnali di ripresa e di crescita, la crisi finanziaria ha minato la fiducia degli HNWI, che preferiscono adottare un approccio più bilanciato all’investimento e all’assunzione del rischio per ottenere rendimenti più costanti e affidabili”, dichiara Isabella Fugazza, Sales Manager, Merrill Lynch Global Wealth Management. “Per soddisfare gli investitori più prudenti, nell’erogare i propri servizi di consulenza specializzata e indipendente le società operanti nel settore del Wealth Management devono individuare chiaramente e tenere in debito conto i fattori comportamentali della propria clientela; in tal modo potranno inoltre provvedere a un’efficiente gestione del portafoglio e del rischio in un’ottica di lungo termine”.

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