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Economy

E’ l’export a trainare la ripresa

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Se i prossimi mesi confermeranno l’andamento di inizio anno, il 2010 si potrebbe chiudere con una crescita dell’export dell’8%. E’ la fotografia che emerge dal Rapporto Ice-Istat, presentato a Roma

Nessun dubbio: anche per l’export italiano il 2009 è stato un “anno orribile”. Ma oggi, sfogliando i dati dei primi quattro mesi del 2010, ecco il balzo in avanti e la ripresa con una crescita dell’8,8%”. A richiamare l’attenzione sui segnali positivi è il rapporto Ice 2009-2010 su “L’Italia nell’economia internazionale” realizzato insieme all’Istat e presentato stamane nella sede dell’ Istituto per il commercio estero.

“Perchè questa ripresa venga confermata nei prossimi mesi, bisogna orientarsi sempre più proprio nei Paesi emergenti che restano la ‘locomotiva’ della crescita mondiale”, avverte però lo studio, secondo cui “se la tendenza a crescere delle esportazioni venisse confermata anche negli altri due quadrimestri, l’ export italiano potrebbe segnare un significativo +8%”. Il 2009, si fa notare ancora, “ha segnato per l’economia mondiale il passaggio dalla recessione alla ripresa, rimasta però modesta in Europa e, particolarmente, in Italia. Il prodotto interno lordo dell’Italia, nell’intero anno si è ridotto del 5 per cento rispetto al 2008, mentre per quello dell’area euro il calo è stato inferiore (-4,1%)”. Inoltre, “le importazioni di beni e servizi sono diminuite del 14,5%. Per effetto della forte contrazione delle quantità esportate di beni e servizi (-19,1%), superiore a quella delle importazioni, la componente estera della domanda ha contribuito per 1,2 punti percentuali alla diminuzione del prodotto”.

E’ il presidente dell’Istat Enrico Giovannini a fornire i numeri principali della situazione: export gennaio-aprile a 8,8%; export extra Ue nello stesso periodo a 10,4%; import gennaio-aprile a 12,5%; saldo commerciale nello stesso periodo a -9,2 mld di euro “un dato negativo che è normale in fasi di recupero”. Il tutto, a giudizio del presidente dell’Istituto di statistica, per sottolineare che “l’Italia ha agganciato la ripresa internazionale e sta crescendo”. Stesso giudizio da parte del presidente dell’Ice Umberto Vattani che, richiamando anche i numeri delle imprese italiane all’estero, rivendica “l’importanza dell’azione svolta per far sì che l’enorme potenziale delle industrie italiane siano presenti in molti più paesi”. E i numeri degli operatori parlano di 189.812 soggetti economici che hanno effettuato vendite all’estero nel corso del 2009. Oltre 116 mila sono micro-esportatori e attivano meno dell’1% delle esportazioni; poco meno di 3 mila operatori attivano invece il 65% delle esportazioni nazionali.

C’è poi, accanto, un dato che viene rilevato per la prima volta, quello delle imprese a controllo italiano residenti all’estero: nel 2007 erano 20.050 e impiegavano oltre 1,4 milioni di addetti, realizzando un fatturato di circa 389 miliardi di euro. Delineato il contesto di aziende e di fatturato, il rapporto Ice-Istat offre un panorama sui paesi in cui si è investito, e in particolare i paesi dove è bene spostarsi per investire. Tra i primi Paesi di destinazione delle esportazioni italiane ci sono Germania, Francia, Stati Uniti, Spagna, Regno Unito e, solo all’undicesimo posto, la Cina e poi Russia, Grecia, Turchia. L’Asia centrale, e in particolare la Cina, si sottolinea, “rappresentano il motore della ripresa globale. Essere presenti in quei mercati e’ fondamentale in questa fase”. Insomma, “per le esportazioni italiane questi mercati pesano ancora troppo poco”.

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