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Tecnologie

It e banda larga per la competitività delle aziende

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I ritardi accumulati negli investimenti in informatica frenano la competitività delle nostre aziende. Ad affermarlo è Paolo Angelucci, presidente di Assinform, il quale dopo la relazione di Agcom chiede una politica per l’It e la banda larga

“La grande attenzione suscitata dalla relazione annuale dell’Autorità Garante per le Telecomunicazioni è un segnale estremamente positivo di consapevolezza dell’importanza dell’innovazione tecnologica per far ripartire l’economia, ma anche dei ritardi che condizionano lo sviluppo della società digitale in Italia. Ma ciò non basta. E lo si vede dal fatto che l’appello sia stato colto a livello politico e mediatico più sulle interazioni fra Internet ed editoria, mentre la strozzatura infrastrutturale riguarda l’intero Sistema-Paese.

Come non ha mancato di rilevare il Presidente della Camera, siamo agli ultimi posti in Europa per diffusione di connessioni in banda larga su linea fissa, e da anni l’Italia sta accumulando ritardi consistenti negli investimenti in informatica, quelli che permettono più di ogni altro alle aziende di innovare e di essere competitive. E’ quindi importante che al clamore di questi giorni non segua il silenzio, e che le agende della politica si aprano anche ai temi dell’Information Technology”. Così ha commentato Paolo Angelucci, Presidente di Assinform – l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende dell’informatica e dei servizi e dei contenuti digitali – gli echi suscitati dalla relazione annuale dell’AGCOM, presentata ieri.
Lo scorso maggio, Assinform, con il suo Rapporto Annuale, aveva fatto rilevare come il nostro Paese avesse accumulato ulteriori ritardi negli investimenti in informatica (IT), con dinamiche di mercato fiacche; e soprattutto con un intensità dell’uso dell’informatica (IT) poco compatibili con le ambizioni di un paese sviluppato. Con un rapporto spesa IT/PIL pari a 1,9% e una spesa IT/procapite pari a 316 $, siamo dietro non solo a Usa (4,0% e 1411$) Giappone (2,3%, 838$) e Germania (3,4%, 880$), ma anche al Regno Unito (3,3%, 972$), alla Francia (3,4%, 856$) e alla Spagna (2,0%, 316$). E questo nonostante sia palese, in tutti i paesi, la correlazione orami molto stretta fra investimenti IT e sviluppo.

“E’ importante che Agcom abbia sottolineato l’urgenza di un piano per la fibra ottica come investimento per il futuro e come strumento di exit strategy dalla crisi. – ha aggiunto Angelucci – Ma è altrettanto importante che ad essa si colleghi una politica che incoraggi l’innovazione IT, perché avrebbe l’effetto di moltiplicare il ritorno degli investimenti. Lo stesso Garante ha evidenziato questo aspetto, così anche come il fatto che nel settore pubblico l’uso dell’IT e della banda larga porterebbe a risparmi per miliardi di euro. L’auspicio dunque è che ora dalle parole di passi ai fatti, nell’interesse di tutti e non certo solo del nostro settore”.

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