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Economy

L’export delle specialità lombarde sfida la crisi

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Nonostante una flessione, l’export delle specialità lombarde rappresenta il 21,5% delle esportazioni italiane di settore verso il mondo e un quarto di tutto l’interscambio. Ad amare i prodotti della nostra tradizione sono soprattutto gli europei

La congiuntura economica negativa causa un calo delle esportazioni lombarde di alimenti e bevande, -8,1% in un anno, anche se complessivamente sfiorano i 3,3 miliardi di euro. Principali destinazioni sono Francia (16,6%), Germania (15,3%) e Regno Unito (8,1%). Tra le province lombarde Milano copre il 30,4% delle esportazioni regionali e il 46% delle importazioni per un interscambio che complessivamente supera i 3,4 miliardi. Seguono Pavia e Mantova per le esportazioni (rispettivamente 16,8% e 10,2%) e Lodi e Brescia per le importazioni (11,5% e 8,4%).

Complessivamente la Lombardia nel 2009 ha rappresentato il 21,5% delle esportazioni italiane di settore verso il mondo e un quarto di tutto l’interscambio (25,2%). I prodotti lombardi sono apprezzati soprattutto in Europa che assorbe da sola quasi l’83,5% dell’export per un valore di 2,7 miliardi di euro, ma anche dal continente americano (7,7% del totale) e dall’Asia (5,9%). In crescita nel 2009 solo le esportazioni verso l’Africa che passano da 38 a 45 milioni di euro, +18,6%. Tra i prodotti più esportati, quelli lattiero-caseari (22,7%), i prodotti da forno (15,1%) e la carne lavorata e conservata (14%).
Le imprese lombarde. Sono quasi 6.000 le imprese attive come industrie alimentari e delle bevande in Lombardia, il 10% del comparto italiano. A Milano ha sede circa una impresa su cinque (26,5%), una su sette a Brescia (14,3%), una su nove a Bergamo (11,4%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat 2009 e 2008 e su dati registro imprese 2009.

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