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Internazionalizzazione

Un marchio islamico doc per il Made in Italy

hala

Convenzione tra le Camere di commercio e le comunità musulmane: anche i prodotti del Belpaese avranno la certificazione Halal. Solo in Italia, un business da 5 miliardi

Profumi senza alcol, mortadella di bovino, ma anche lasagne e tortelloni fatti con carni macellate secondo il rito islamico. Le aziende italiane si apprestano a fare il loro ingresso nei mercati dei paesi musulmani grazie alla certificazione “halal” con prodotti conformi alle leggi coraniche. Un business che, nel 2010, raggiungerà 500 miliardi di euro nel mondo, con un trend in aumento del 15% da un anno all’altro, che in Europa muove 54 miliardi e in Italia circa 5 miliardi rivolgendosi a circa 1,2 miliardi di persone in 100 paesi. Un’iniziativa che, tralasciando l’aspetto economico, si attesta come un vero e proprio “ponte culturale” tra l’Italia e l’Islam.

Si muove in questo senso la convenzione interministeriale di sostegno al progetto “Halal Italia” siglata oggi dal ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, il ministro della Salute Ferruccio Fazio e il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Giancarlo Galan insieme al ministero dello Sviluppo Economico con la firma già apposta del viceministro Adolfo Urso. “Si tratta – ha detto Frattini – di un progetto finalizzato alla creazione di un marchio di qualità nel rispetto delle leggi coraniche, uno strumento per l’accesso dei prodotti italiani del settore cosmetico e agricolo a mercati importanti come quelli musulmani”. La convenzione arriva dopo un anno di attività del “progetto-pilota Halal” della Camera di commercio di Milano per l’accreditamento dei produttori lombardi nel mercato islamico nazionale e internazionale in partnership con Co.Re.Is. Italiana (comunita’ religiosa islamica).

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