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Motori

Auto di lusso, volano le vendite

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Le principali case tedesche stanno assumendo nuovi dipendenti e aumentando i turni di produzione per far fronte all’aumento delle richieste. A trainare il mercato sono i Paesi emergenti

Il mercato delle auto di lusso sembra non conoscere crisi. A giudicare dall’andamento delle vendite, infatti, il peggio sembrerebbe essere alle spalle. Spinte dal boom del mercato cinese e dalla ripresa di quello americano, le principali case tedesche stanno assumendo e aumentando i turni di produzione per far fronte a una richiesta che sta allungando i tempi di consegna dei modelli più costosi.

E’ il caso di Bmw che ha reso noti i risultati del secondo trimestre, nettamente migliori del previsto: i profitti netti sono saliti a 831 milioni di euro, dai 119 milioni di un anno fa; il fatturato è cresciuto del 18% a 15,3 miliardi; le vendite di automobili sono aumentate del 12,5% a 380.412. Nei primi sei mesi dell’anno il gruppo bavarese, che comprende anche i marchi Mini e Rolls-Royce, ha venduto 696.026 veicoli. Come dicevamo dietro al successo di Bmw si nasconde la forte domanda proveniente dai Paesi emergenti, dove sta nascendo una classe media sempre più ricca, desiderosa di acquistare i grandi marchi occidentali, ritenuti status symbol.

La società bavarese si aspetta che nel 2010 la Cina superi la Gran Bretagna e diventi il suo terzo mercato dietro Germania e Stati Uniti. Lo stesso vale anche per Daimler, che ha assunto 1.800 lavoratori temporanei ed ha aggiunto turni di produzione al sabato. Un anno fa Daimler aveva tagliato le ore lavorative per 68 mila addetti per ridurre del 23 per cento la produzione: una mossa imitata da Bmw che aveva fermato i turni di 24 mila lavoratori, con un taglio del 13 per cento delle vetture uscite dalle catene di montaggio. Ma la ripresa delle vendite non riguarda solo i modelli più lussuosi: nonostante una crescita dell’84 per cento sulla Classe E, Daimler – che ha eliminato lo stop estivo di tre settimane negli impianti di Berlino, Untertuerkheim e Amburgo, assumendo 700 studenti – sta anche valutando l’ipotesi di turni supplementari nelle fabbriche da cui escono le Classe A e B.

 

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