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belize

Una volta era noto come Honduras Britannico e oggi che è indipendente, rappresenta un’anomalia culturale. È l’unica nazione di lingua inglese nell’America Centrale continentale. Stiamo parlando del Belize, minuscolo lembo di terra incastrato nella penisola dello Yucatan fra Messico e Guatemala

Nonostante una natura rigogliosa all’interno e un patrimonio archeologico maya condiviso con i Paesi confinanti, è sicuramente il mare la grande ricchezza della nazione. Un mare che presenta un’ampia teoria di barriere coralline per quasi trecento chilometri lungo la costa, in pratica per l’intera estensione del litorale. Sono i famosi cayes, che si alternano agli atolli corallini veri e propri, come le isole Turneffe.

Questa lunghissima collana è la più vasta formazione di corallo dell’emisfero occidentale e presenta tutti i desiderata d’obbligo: acque basse e calme, con temperatura alta e trasparenza elevatissima. Almeno fra dicembre e maggio, mesi che corrispondono anche al top della stagione marina da queste parti. Da luglio fino a novembre, periodo preferibile per vedere le coste del Belize senza troppo affollamento, sale invece il rischio di uragani. I due cayes più noti del paese sono Caye Caulker, abbastanza abbordabile a livello di prezzi, e Ambergris Caye, invece più caro. Queste isole sono raggiungibili da Belize City con una traversata di poche decine di miglia. Ma una volta arrivati si entra in un mondo di spiagge bianche, orlate di palme e barriere di corallo dove brulica una vita coloratissima, con una visibilità di parecchi metri. E sempre rimanendo in tema di paesaggi marini da sogno, ribadiamo ancora l’unicità delle Turneffe, almeno nell’essere i soli atolli corallini dell’emisfero occidentale.

Tutta questa abbondanza, si diceva, è raggiungibile con traversate o voli interni da Belize City, principale città del Paese ed ex capitale. Quella attuale è invece una specie di grosso villaggio all’interno: Belmopan. L’anima di Belize City è fortemente caraibica e potrebbe sembrare di essere in Giamaica o in Martinica piuttosto che sul continente. Qui arrivano anche i voli intercontinentali, a Ladyville anzi, cittadina a meno di venti chilometri verso nord, dove sorge il Philip Goldson International Airport. Per completare il circuito costiero varrebbe anche la pena di fare una puntata a sud, fino a Placencia, un villaggio o poco più, una volta raggiungibile solo via mare. La situazione oggi è migliorata, e per arrivarci si dispone di una strada, la Southern Highway, da poco asfaltata in tutta la sua lunghezza. Resta tuttavia sterrato il collegamento finale dalla highway verso la costa. Nonostante tutto Placencia merita il viaggio disagevole, se non altro per potersi sentire isolati davvero per qualche giorno.

Ma anche in questo Paese, che è il paradiso di chi vuole vivere solo con bermuda da bagno, maschera e infradito, esiste il serpente in agguato. Oltre a quelli veri (siamo sempre ai tropici) metaforicamente a rovinare l’eden qui intervengono due fattori principali: i prezzi più alti dei Paesi dell’area caraibica, quella continentale almeno, e una risalita del tasso di criminalità, specialmente nei centri maggiori come Belmopan e Belize City. In molti sconsiglieranno il turista ad avventurarsi da solo la sera per strade buie, ma teoricamente non dovrebbero esserci problemi nei piccoli centri di mare. Un altro handicap del Belize è quello dei trasporti interni, non proprio organizzati e, come si capirà andando a Placencia, svantaggiati dalla povertà delle strade asfaltate.

Ma possibili tuttavia con qualche compromesso. Anche qui per motivi di sicurezza è preferibile controllare che chi offre il servizio di trasporto pubblico, come i tassisti, sia dotato della visibile licenza verde e che sia solo a bordo. Infine, per tornare alla parte virtuosa, anche il Belize può vantare la sua fetta di siti archelogici precolombiani. Non sono grandiosi come quelli dei vicini Messico e Guatemala, ma meritano tuttavia una visita. I principali sono due: Xunantunich, ai confini col Guatemala appunto, e Lamanai, nella parte nord del Paese. Quest’ultimo non è stato ancora portato completamente alla luce e resta ancora per la maggior parte avviluppato dalla foresta.

Come arrivare
Non esistono voli diretti dall’Europa. La soluzione più pratica è passare dagli Stati Uniti tramite le compagnie American Airlines, Continental, Delta e Us Airways, operative in Italia (tutte su Milano e Roma; Delta e Us Airways anche su Venezia, la sola Delta anche su Pisa) e in Svizzera (tutte su Zurigo, Continental anche su Ginevra).

Testo di Vincent Delisle

A cura di Latitudine X

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